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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 852
RAGUSA - 23/03/2008
Attualità - Ragusa - Monsignor Paolo Urso esorta a leggere la Bibbia

Pasqua: Messaggio augurale del Vescovo

Il Risorto ha una predilezione per «chi non conta nulla» Foto Corrierediragusa.it

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio augurale per la Pasqua del Vescovo della Diocesi di Ragusa Mons. Paolo Urso (nella foto)

Buona Pasqua, amici miei!

Il mio augurio si rivolge a tutti voi che leggete questo biglietto e che condividete con me lo stesso stupore di fronte al mistero di Gesù risorto; si rivolge a tutti coloro che, pur non condividendo la nostra fede, hanno il cuore pulito e sognano una società migliore o, ritenendosi degli sconfitti, hanno rinunciato a progettare; e si rivolge a coloro che, vagando nell’oscurità, hanno smarrito la strada. A voi, credenti e non credenti, auguro di sperimentare la gioia nonostante tutto, e di vivere con pienezza quell’amore che distrugge ogni forma di egoismo.


Lo so. Potremo essere tacciati di retorica e sentimentalismo, ma è con entusiasmo sempre rinnovato che annunciamo che Cristo è risorto, è veramente risorto come aveva predetto, e la morte è stata sconfitta. La risurrezione di Cristo è «la più grande "mutazione" mai accaduta, il "salto" decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l’intero universo: per questo la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza cristiana, dall’inizio e fino alla fine dei tempi» (Benedetto XVI, 19.10.2006).
Accogliamo, dunque, il Risorto nella nostra vita, andiamo a scuola da Lui, lasciamoci educare da Lui per fare insieme questo «salto» decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova.

Vi chiedo di prendere in mano la Bibbia. Leggete, da soli o insieme ai vostri familiari ed amici, i vangeli di Marco (capitolo 16, versetto 9), di Matteo (capitolo 28, versetti 1-10) e di Giovanni (capitolo 20, versetti 1-18).
Noterete che le prime persone alle quali Gesù si manifesta sono le donne, alle quali, poi, affida il compito di trasmettere le sue parole «ai fratelli». Potrebbe sembrare un fatto privo di importanza e invece è un fatto rivoluzionario perché le parole e i comportamenti di Gesù sono in netto contrasto con la mentalità del tempo, così come risulta dalla reazione degli stessi discepoli.

I vangeli, infatti, riferiscono che essi, sentita la testimonianza di Maria di Magdala (che Gesù era vivo ed era stato visto da lei), non «vollero credere» (vangelo di Marco 16,11) e le parole delle donne «parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse» (vangelo di Luca 24,11).
Durante la sua vita, Gesù aveva avuto un atteggiamento di rispetto, di apprezzamento e di fiducia verso le donne. Non aveva discriminato tra uomo e donna, pur sapendo che il suo comportamento avrebbe suscitato scandalo! Ricordate la scena in casa di Simone? la peccatrice che si rannicchia piangendo ai piedi di Gesù, li bacia e li cosparge di olio profumato (vangelo di Luca, 7,36-50)?

Il Risorto ha una predilezione per «chi non conta nulla» e le donne non «contavano nulla», così come i bambini e i poveri. San Paolo ha scritto che «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio» (Prima lettera ai Corinzi 1,27-29).

Andare a scuola dal Risorto significa apprendere il suo stile, imparare ad apprezzare il bene che è presente in ogni persona, non fare alcuna discriminazione, creare relazioni nuove e positive con tutti.
Con grande affetto vi auguro buona Pasqua!