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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 742
RAGUSA - 12/11/2012
Attualità - L’eccidio verificatosi nella città Irachena la mattina del 12 novembre 2003

I Carabinieri hanno ricordato i caduti di Nassirya

Nell’esplosione rimase coinvolta anche una troupe cinematografica che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassirya da parte dei soldati italiani
Foto CorrierediRagusa.it

I Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa e dei reparti della sede hanno ricordato tutti i militari e civili martiri di Nassirya, orrendamente assassinati nella città Irachena la mattina del 12 novembre 2003. Alle ore 10.40 locali (08.40 in Italia), un camion cisterna pieno di esplosivo esplose davanti la base Msu (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il camion, solo grazie al fuoco aperto da una delle vittime, non esplode all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni.

I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell’esplosione rimase coinvolta anche una troupe cinematografica che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassirya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.

Il Comando dell’Italian Joint Task Force (Ijtf) si trovava a 7 chilometri da Nassiriya, in una base denominata «White Horse», distante circa 4 chilometri dal Comando USA di Tallil. Il Reggimento Msu-Iraq, composto da personale dei Carabinieri Italiani e dalla Polizia Militare Romena (a cui poi si aggiungeranno, a fine novembre 2003 120 uomini della Guardia Nazionale Portoghese), era diviso su due postazioni: la base «Maestrale» e la «Libeccio», entrambe poste al centro dell’abitato di Nassirya. Era infatti intendimento dei Carabinieri posizionarsi nell’abitato per un maggior contatto con la popolazione.

Presso la base «Maestrale», che durante il regime di Saddam era sede della Camera di Commercio, era acquartierata l’Unità di Manovra. L’altra sede, «Libeccio», distante poche centinaia di metri dalla prima, venne danneggiata anch’essa dall’esplosione. Due mesi dopo l’attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la Base «Libeccio», trasferendosi alla base di «Camp Mittica» nell’ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nassirya.

Morirono nell’attentato dodici carabinieri: i Marescialli Enzo Fregosi, Giovanni Cavallaro, Alfonso Trincone, Filippo Merlino, Massimiliano Bruno, Alfio Ragazzi, Daniele Ghione, i Vice Brigadieri Giuseppe Coletta e Ivan Ghitti, l’Appuntato Domenico Intravaia, i carabinieri scelti Andrea Filippa e Horacio Majorana; cinque militari dell’Esercito italiano: il Tenente Massimo Ficuciello, il Maresciallo Silvio Olla, i Caporali Emanuele Ferraro, Alessandro Carrisi e Pietro Petrucci; due civili italiani: Marco Beci (cooperatore internazionale), Stefano Rolla (regista cinematografico).