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RAGUSA - 24/03/2008
Attualità - Dopo i riti religiosi il maltempo ci ha messo lo zampino

Una Pasquetta da dimenticare:
il vento se l´è portata via

In parecchi hanno preferito restare in casa con amici e parenti Foto Corrierediragusa.it

Pasqua all´insegna del bel tempo, Pasquetta no. Un vento impetuoso e intervallato da pioggia ha vanificato i programmi di quanti volevano trascorrere una giornata all´aria aperta, inducendo la maggior parte delle persone a trascorrere la giornata di festa in casa con amici e parenti.

Nei principali centri iblei strade pressochè deserte e qualche auto in transita nella mattinata e nel primo pomeriggio. La situazione è leggermente migliorata in serata. Le previsioni meteo, purtroppo, ci hanno azzeccato e la Pasquetta 2008 è da mandare in archivio col bollino nero. Ma le festività religiose sono invece risultate partecipate, complcie una bella giornata di sole. Ecco la panoramica.

A MODICA
Chiude la madonna vasa-vasa ed apre S. Giorgio. La sera di pasqua, come da tradizione , la statua del santo cavaliere è stata sistemata nella navata sinistra della chiesa. La « discesa» di S. Giorgio, come è chiamata tecnicamente, si è svolta con grande partecipazione dei fedeli che hanno assistito a tutte le manovre che i portatori con i fazzoletti rossi dell’associazione S. Giorgio hanno eseguito per spostare il simulacro dalla cappella in mezzo alla navata. La statua è stata poi portata a braccio prima sul sagrato per il primo saluto alla città e poi all’interno della chiesa.

L’appuntamento per tutti è al prossimo 23 aprile quando si celebra la festa religiosa mentre processione e manifestazioni folkloristiche sono in programma domenica 27. Quest’anno la festa di S. Giorgio assume una particolare importanza perché si celebra il 270mo anniversario dalla riapertura della chiesa dopo il terremoto del 1693. La chiesa, riportano le cronache del tempo, fu infatti riaperta l’otto febbraio del 1738 e l’anniversario sarà celebrato in occasione della festa con una programma molto fitto.

La pasqua modicana continua oggi con il «marti i’ l’itria» presso l’omonima chiesa posta sulla collina. E’ un appuntamento religioso molto sentito che si richiama al 700’ quando gli spigolatori che lavoravano nelle terre dell’allora contea , estesa fino al palermitano, ritornavano in città. Si vuole che due di loro,a causa del lungo rientro a piedi non si rendessero conto che erano arrivati a Modica il martedì e non il lunedì di pasqua; per festeggiare quello che ritenevano il lunedì dell’angelo si fermarono sul sagrato della madonna di Oggiditria per consumare pastieri ed impanate come da tradizione pasquale.

Era in effetti il martedì ed è per questa ragione che l’episodio sia passato alla storia come marti i’ l’itria», una sorta di pasquetta dei poveri, che poi ha assunto i connotati di un pomeriggio fuori porta per consumare cedri, cavatelli al sugo di maiale e giocare a sottonovanta.

La pasqua modicana ha avuto il suo clou con la madonna vasa- vasa- che ha registrato, nonostante il tempo incerto, una grande partecipazione con una consistente presenza di turisti. L’incontro di mezzogiorno tra il manichino della madonna ed il simulacro del Salvatore con successiva benedizione alla città è stato salutato da un lungo applauso.

I più tradizionalisti hanno tuttavia notato con un certo stupore, se non disappunto, che il cristo, non portava con sé la tradizionale palma, segno di pace, di fratellanza, ma anche di buon auspicio per la stagione. Se al Salvatore mancava la palma la madonna ha invece sfoggiato un nuovo mantello nero con riporti in oro al posto dell’antico drappo. Un tocco di eleganza che nulla ha tolto alla solennità della «vasata».

A POZZALLO
La rimozione della statua della Madonna Addolorata dall’edicola dell’altare maggiore della Chiesa Santa Maria di Portosalvo rappresenta da sempre il culmine delle feste pasquali a Pozzallo.

Ieri come oggi, ogni Venerdi’ Santo, si celebra la Vergine dei dolori, la cui statua fu donata alla chiesa dalla famiglia Falanca di Napoli, città da dove pervenne via mare a Pozzallo nel lontano 1922. Un legame profondo, quello dell’Addolorata e il mare, che si esprime in uno dei momenti più significativi della processione del Venerdì Santo, quando rivolgendo la statua verso il mare, viene letta la «preghiera del navigante».

Non è tanto la difficoltà della rimozione dall’edicola dell’altare maggiore a rendere unico questo evento, a renderlo tale sono infatti i fedeli, migliaia, che ieri hanno riempito interamente la Chiesa e il sacrato in attesa di poter rivolgere un’intima preghiera alla Vergine dei dolori.

L’evento mancava ai fedeli da circa tre anni, il tempo necessario per svolgere i lavori di restauro della prima chiesa di Pozzallo, la stessa che oggi ha di certo un aspetto nuovo, mentre antico e sincero è l’affetto che i pozzallesi, anche d’oltre oceano, riservano a questo evento.

Nel tardo pomeriggio è seguita la solenne processione dell’Addolorata e del Cristo morto per le vie cittadine. Un fiume in piena il corteo che ha accompagnato per il lungo percorso i due simulacri trasportati a spalla, corteo conclusosi intorno alla mezzanotte con la suggestiva Via Crucis, la benedizione del Vescovo Mariano Crociata e la rideposizione del simulacro della Vergine nell’edicola dell’altare maggiore. (Laura Renno)


A VITTORIA
Quest´anno è stata ripresa una antica tradizione, della domenica, con la sacra rappresentazione detta delle Sette patelle sul sagrato della basilica di San Giovanni.

A SCICLI
La festa del Gioia, dell´Uomo Vivo, è stata davvero partecipata quest´anno, soprattutto dai giovani. I portatori hanno deciso all’unanimità d´indossare la maglietta bianca e il foulard blu.

Dopo l’ingresso nella chiesa di Santa Maria La Nova del Santissimo Sacramento e dello stendardo della confraternita, meglio conosciuto come Venerabile, è uscita la statua del Cristo. Poi la processione pomeridiana e, in serata, l’ultima traslazione, dal Carmine a Santa Maria La Nova.

LA MADONNA VASA-VASA 2008