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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1044
RAGUSA - 04/10/2012
Attualità - Le Camere penali in soccorso dei carcerati che vivono in condizioni disumane

Sbezzi e Iacono: "Celle piene, subito amnistia e indulto"

Riprendendo il grido d’allarme della Fns Cisl Sicilia, l’Unione Camere penali italiane scende in campo per favorire più vivibilità nelle carceri per detenuti e carcerieri
Foto CorrierediRagusa.it

I fatti di cronaca che hanno riguardano il carcere di Ragusa ha dato spunto all’Unione Camere penali italiane di prendere posizione netta e coraggiosa nei confronti della situazione carceraria in Italia. Citando le aggressioni subite da agenti penitenziari, ha definito la situazione del carcere come una vera e propria bomba ad orologeria.

«La situazione- scrivono gli avvocati penalisti Michele Sbezzi(nella foto) e Bartolo Iacono- è terribile e le cause, che vanno ben oltre la pur durissima privazione della libertà, sono troppe. L’insopportabile sovraffollamento, la drammatica insufficienza dell’organico penitenziario, la mancanza di operatori dell’educazione e dell’assistenza, anche sanitaria, rendono assolutamente invivibile e disumano il carcere per carcerati e carcerieri.

L’Unione Camere Penali Italiane denuncia da anni la drammaticità della situazione italiana, le umilianti condizioni in cui sono costretti a vivere i reclusi, compresi quelli in attesa di giudizio, l’alto indice di mortalità tra la popolazione carceraria e l’alto numero di suicidi. Da anni si denunciano le altrettanto insopportabili condizioni in cui sono costretti ad operare gli agenti di custodia e gli operatori penitenziari. E’ una battaglia che l’UCPI - insieme ad altre associazioni come «Antigone», «Nessuno tocchi Caino» ed ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali degli agenti di custodia - conduce nei confronti del Governo e del Parlamento.

Durante il Congresso di Trieste, lo scorso trenta settembre, l’UCPI ha approvato una mozione con la quale viene denunciato che, a fronte della palese «illegalità» della situazione, governo e parlamento ritardano a prendere in considerazione gli strumenti che potrebbero, quantomeno, alleggerire la situazione, a partire dal ddl sulla messa alla prova e sulle misure alternative. Sono necessari, e senza ulteriori ritardi, interventi normativi, anche sulla custodia cautelare, che riducano i casi di restrizione carceraria, valorizzando percorsi di rieducazione e reinserimento; sono necessari interventi che trasferiscano risorse finanziarie per gli organici e l’edilizia giudiziaria. Ma, soprattutto, è necessario un nuovo e moderno modello sanzionatorio, che non ruoti tutto attorno alla pena detentiva e introduca finalmente alternative serie e rieducative.

E’ indispensabile che sia restituita dignità di uomini ai detenuti e dignità di lavoratori agli operatori penitenziari, le cui denuncie e le cui battaglie sentiamo come nostre. Siamo dell’opinione, autorevolmente espressa dal Presidente della Repubblica, che è giunto il momento di pensare seriamente alla concessione di amnistia ed indulto, come passaggio assolutamente indispensabile per alleviare la sofferenza dei reclusi ed il drammatico disagio di chi nel carcere opera e lavora. Ma riteniamo anche che un semplice provvedimento di clemenza, non accompagnato da interventi strutturali seri su organici, edilizia, modelli sanzionatori e diritto penale, misure alternative e custodia cautelare, finirebbe per esaurire effetti e benefici nel giro di pochi mesi.

Su questi temi e sulla base della citata mozione congressuale di Trieste, l’UCPI sarà ancora di più protagonista di ulteriori iniziative pubbliche, accompagnate da una giornata di astensione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Sarà l’occasione, anche nella nostra provincia, per un momento di confronto tra Avvocatura Penalistica, Magistratura, Politica, Dirigenza degli istituti di pena, Associazioni di categoria degli agenti di custodia e degli operatori penitenziari».


numeri detenuti
07/10/2012 | 20.09.58
enzo

PRESENZE PERSONE DETENUTE
Capienza regolamentare 44569
Capienza tollerabile 67707
Detenuti presenti 68067
Presenze stranieri 24673 36,24percento

Basta espellere gli stranieri e il problema è risolto


mah...
05/10/2012 | 15.15.18
gd4

c´è anche un´altra cosa inspiegabile: se davvero la permanenza negli istituti di pena è invivibile, come mai ogni giorno ci sono così tanti aspiranti carcerati? le inumane condizioni di detenzione non dovrebbero costituire un deterrente in più per chi si appresta a delinquere?


Sciocchezze...
05/10/2012 | 13.21.30
AcidoModicA

con l´indulto del 2006 gli avvocati fecero affari d´oro poichè quelli che uscirono dal carcere ne rientrarono subito dopo...assistiti!!!
I suddetti principi del foro lamentano la crisi?
E che ne pensano invece, sempre i suddetti, se si battessero per l´edificazione di nuovi istituti di pena, significando che la loro realizzazione comporterebbe l´impiego di forze lavoro?
Riflettete gente...riflettete!!!