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RAGUSA - 03/10/2012
Attualità - Conferenza stampa al vetriolo di Ance, Cna, Coldiretti, Confcooperative e Confindustria

Camcom, é commissariamento? Richiesta dimissioni a Gambuzza

Il presidente, Angelo Chessari e Pino Drago sempre più isolati. Incombe la minaccia delle dimissioni di 8 consiglieri, che di fatto farebbero decadere tutti gli organismi
Foto CorrierediRagusa.it

Il buio oltre la crisi. Tempi duri si prevedono per la CamCom di Ragusa. A turno glielo hanno sussurrato all’orecchio quasi tutte le componenti delle varie categorie: «Sandro Gambuzza dimettiti, l’esperienza al vertice della Camera di Commercio è finita. Meglio le dimissioni volontarie che il clamore della sfiducia». Ma Gambuzza tiene il passo fermo e va avanti deciso, con la forza e la fiducia degli unici uomini che gli sono rimasti accanto come una sorta di guardie del corpo: Angelo Chessari (Confcommercio) e Giuseppe Drago (ex Cia).

Adesso la richiesta delle dimissioni si manifesta e ufficializza nel corso di una conferenza stampa tenuta dai rappresentanti di Ance, Cna, Coldiretti, Confcooperative e Confindustria. Con tanto di nomi e cognomi, Gianni Gulino, Gerardo Forina, Giuseppe Cunsolo, Enzo Taverniti, Giuseppe Massari, Luciano Ventura, Davide Guastella, Giuseppe Grassia e Giovanni Brancati (nella foto) sono tornati a chiedere le dimissioni di Sandro Gambuzza dalla carica di presidente della Camera di Commercio di Ragusa. Una richiesta che segue la mozione votata l’8 settembre con la quale era stata tolta la fiducia al presidente, ad Angelo Chessari e a Pino Drago.

La conferenza stampa è servita anche per fare l’excursus su tutto quello che è successo da agosto a ora con tutti i retroscena piccanti che hanno portato all’elezione del modicano Giuseppe Giannone alla presidenza Sac. A sentire le dichiarazioni della componente che vuole la «testa» di Sandro Gambuzza, il patto parasociale e le elezioni stesse sono viziate da macroscopiche irregolarità.

«Il commissario della Camera di Commercio di Catania –dicono gli oppositori- il 21 agosto scorso non aveva titolo a sottoscrivere il patto parasociale alla circostanza per cui il commissario dell’Irsap (ente nel frattempo subentrato all’Asi di Catania) non aveva titolo a partecipare all’assemblea dei soci Sac. L’assemblea dei soci Sac del 6 settembre scorso doveva essere presieduta dal presidente del Cda uscente e non dal commissario della Camcom di Catania. E ancora si obietta che nella stessa assemblea dei soci Sac, dopo la presentazione del patto parasociale, non sono stati concessi ai soci di minoranza, rappresentanti del 37,5% del capitale sociale, i termini previsti dall’articolo 2374 del Codice civile».

Oltre al merito, viene contestato anche il metodo dell’elezione: «Non vi è dubbio- è stato sostenuto in conferenza stampa- che ratificando a maggioranza il patto parasociale, la Giunta camerale nelle persone del presidente Gambuzza, del vicepresidente Chessari e del componente Drago ha completamente rovesciato la linea coerentemente seguita in precedenza. Si badi bene che tale linea non prevedeva assi preferenziali con nessun altro socio della Sac (né con Catania né con Siracusa), quanto piuttosto la costante e paziente ricerca di un accordo unitario dell’intera compagine societaria. Tale rovesciamento è avvenuto senza alcuna ragione plausibile e comunque fuori dall’organismo preposto (la Giunta camerale) che è stato ufficialmente chiamato solo per ratificare «ex post» l’operato del presidente Gambuzza e del vicepresidente Chessari. Tuttavia, la motivazione principale in ordine alla richiesta di dimissioni del presidente Gambuzza è rappresentata da quanto si è venuto finora a determinare e da quanto si verrà a determinare in futuro per la Camera di Commercio di Ragusa a seguito dell’applicazione del patto parasociale. I soci sottoscrittori del patto parasociale si «impegnano e obbligano altresì per le future assemblee straordinarie a concordare unanimemente il voto da esprimere» e «per le future assemblee ordinarie a svolgere opportuni contatti preliminari per giungere ad un voto condiviso».

Ma c’è un altro aspetto sostanziale nell’ingarbugliata vicenda che, se si dovesse concretizzare, porterebbe alla paralisi dell’Ente camerale, ovvero al commissariamento. Una mossa a sorpresa dei sostenitori di Gambuzza, una sorta di «muoia Sansone con tutti i Filistei». «Nei giorni scorsi – hanno detto i protagonisti della conferenza stampa- qualcuno dei sostenitori di Gambuzza ha ventilato l’ipotesi di dimissioni in massa di almeno otto consiglieri che, di fatto, farebbero decadere tutti gli organismi. Ciò determinerebbe il sopraggiungere di un commissario anche alla Camera di Commercio di Ragusa. Una ipotesi semplicemente inaccettabile. Se si avverasse, gli autori di tale gesto si assumerebbero in pieno la responsabilità di un atto che procurerebbe ulteriori danni all’economia del territorio».


VERGOGNATEVI
04/10/2012 | 15.05.47
GIOVANNI

vergognatevi, ieri volando da catania finalmente ho visto due immagini sulla facciata dell´aeroporto che rappresentano la provincia di ragusa, IBLA e IL PORTO DI MARINA DI RAGUSA, è la prima volta che nell´importantissimo scalo aeroportuale di catania si promuove la provincia di ragusa, e i nostri rappresentanti invece di gioire preferiscono per puro interesse privato chiedere le dimisssioni di chi è riuscito a mettere un rappresentante della provincia a presidente della SAC,non lo so se è merito di questa importante nomina, ma sono felice di vedere finalmente la nostra provincia rappresentata, e spero che siano gli imprenditori a decidere chi deve e chi non deve restare, che tutti si facciano votare dagli imprenditori.