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RAGUSA - 02/10/2012
Attualità - Una delegazione del Paraguay da domenica nella provincia iblea

Paraguaiani ritornano nella terra dei loro avi ragusani

Mercoledi prima la visita in Prefettura e dopo in Provincia sotto la guida di Sebastiano D’Angelo e di Michela Frasca
Foto CorrierediRagusa.it

L’emozione non si può nascondere né trattenere. Non ci sono riusciti i tanti paraguaiani (foto)in questi giorni in visita in provincia di Ragusa nel rivedere le viuzze, le piazze, le pietre ancora intatte e sopravvissute nei vari decenni, e forse per un intero secolo, gli angoli del paese che lasciarono per sempre i loro antichi avi a partire dalla fine dell’ottocento per inseguire il sogno della facile ricchezza in una terra lontana, senza più fare ritorno nelle città natie.

Sentimenti che non è facile spiegare in chi non avverte gli analoghi problemi di una ricerca delle proprie radici, in chi ha la certezza del proprio passato, in chi non si pone l’angoscioso dilemma di scavare nel buio di un ignoto DNA. La prima giornata di soggiorno ibleo, vissuta lungo l’asse Giarratana / Monterosso, ha regalato a tutti i ragazzi della delegazione paraguaiana delle gioie indescrivibili, rigando il loro volto da più di una furtiva lacrimuccia.

Ed a rendere più lieta la loro permanenza lo straordinario calore riversato dalla famiglie ospitanti, organizzate in un comitato spontaneo sotto la guida di Michela Frasca. E la stessa comunità montana, da cui proviene la maggior parte dei ragazzi paraguaiani di origine iblea, superando vecchie logiche antagoniste e di campanile, si è stretta una volta tanto attorno alla delegazione,dimostrando una comune sensibilità e una lodevolissima coesione per dare alla stessa l’immagine concreta di una ospitalità all’insegna del massimo affetto e calore umano.

Di buon mattino, presso la sala consiliare del Comune di Giarratana, il sindaco della cittadina iblea Lino Giaquinta, con a fianco il collega di Monterosso Paolo Buscema e l’ass.del Comune di Chiaramonte Gulfi Alessandro Cascone, hanno porto alla delegazione ospite il saluto istituzionale a nome delle rispettive comunità, riaffermando una comune volontà di cooperare agli scambi culturali promossi congiuntamente dalla Rete Regionale dei Musei dell’Emigrazione ,per l’occasione rappresentata dal prof. Marcello Sajia, e dall’Ass. Ragusani nel Mondo. Varie iniziative promosse e coordinate dai due Enti hanno consentito negli ultimi anni di far luce su un fenomeno fino a qualche anno fa parzialmente sconosciuto, di una popolazione iblea fiorente per quantità e qualità ancore residente nello stato sudamericano, che nonostante sia oramai di quarta e quinta generazione ha mantenuto intatti i cognomi originari e la voglia di riannodarsi alle proprie origini. Una straordinaria pagina di storia dell’emigrazione su cui finalmente si sono accesi i riflettori, e che ha parzialmente recuperato errori e disattenzioni della comunità iblea della madre patria sedimentati per oltre mezzo secolo.

La giornata è successivamente proseguita in una visita guidata nelle vie del centro storico e nei luoghi di interesse storico - culturale, fra cui in particolare il quartiere del Presepe vivente, detto Museo a Cielo aperto, e si è conclusa nel tardo pomeriggio a Monterosso, dove il sindaco Buscema, con l’intera squadra di assessori, ha fatto ottimamente gli onori di casa, culminati nella consegna di uno stemma della città alla capo delegazione Marta Occhipinti, le cui origini sono divise fra Monterosso e Ragusa.

Domani la visita guidata a Chiaramonte completerà il percorso tra i centri della comunità montana, regalando agli ospiti le magiche suggestioni di una accoglienza calorosa e coinvolgente, che solo i centri montani sanno esprimere. Pomeriggio dedicato alla scoperta del Barocco di Ibla, prima di essere ricevuti mercoledi mattina in Prefettura e a seguire dal Commissario Straordinario alla Provincia. E il mare del litorale ibleo, subito al centro delle attese dai ragazzi del Paraguay? Mercoledi pomeriggio... a soddisfare la loro comune curiosità. Chiude il programma di ospitalità la visita immancabile alle splendide città barocche e ricche di monumenti di Modica e di Scicli. Gran finale giovedi sera con una festa organizzato dal comitato di accoglienza delle famiglie giarratanesi, a conclusione di una intensa quattro giorni che segnerà per sempre i ricordi di un gruppo di consanguinei che, pur di quinta generazione, mantengono un forte interesse a preservare e coltivare il comune patrimonio di valori iblei.

Una notevole e appagante risultato per l’Associazione dei ragusani nel Mondo, che rafforza l’integrazione socio-culturale fra le varie comunità iblee del mondo e la riempie di contenuti concreti e incisivi.