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RAGUSA - 29/09/2012
Attualità - Denaro ieri, oggi e domani: cosa non si fa per averlo

Cosa sarebbe l’uomo se non ci fosse stata Giunone Moneta

Norman Angel disse: «…il denaro non potrà mai essere uno strumento sicuro e affidabile in una società costituita da persone che ne ignorano la vera natura…»

Sul letto di morte George Hebert consegnò nelle mani di Nicholas Ferrar l’ultima sua fatica, la raccolta di poesie contenute nel manoscritto The Temple. Fra i vari spunti poetici, il poeta inglese, oratore e pastore venerato sia dalla Chiesa anglicana che da quella luterana, sofferma la sua attenzione sul concetto di avidità, avarizia e cupidigia, in un legame e rapporto viscerale tra l’uomo e il denaro, tossico della gioia. In particolare, nella poesia «Avarice», George Hebert conclude... «Ti chiamò l’uomo la ricchezza sua, il che ti rese potente;..»

Sostiene egli la natura di lignaggio basso e vile del denaro, cui l’uomo usando violenza gli diede splendore per mezzo del fuoco, fino a imprimerne la sua immagine. Al pari dell’illustre poeta inglese, quasi tutto il genere umano si è sempre chiesto: cosa sarebbe stata la vita senza il denaro? Normalmente si conclude che il denaro rappresenta una parte certamente importante della vita, a tal punto che riesce difficile immaginare un mondo senza la moneta. Anche se in oro o in vile metallo, in carta o in plastica, o più semplicemente frutto di registrazioni contabili, la moneta accompagna l’umanità in tutte le sue attività.

In economia la moneta viene definita in vari modi: merce di scambio, standard di valore, riserva di ricchezza; ma ciò che rende fattore comune tali impieghi è il ruolo di mezzo di pagamento. Nella sua essenza la storia della moneta identifica l’addivenire sociale dell’uomo e, quindi, la sua produzione e sue ragioni sottostanti, veicoli di immagine, potere, autorità. Per taluni costituisce gesto di generosità, per altri semplice avarizia e per altri ancora vile cupidigia, cioè orizzonte di vita dedita all’arricchimento e all’accumulazione di beni, la cui soddisfazione di bisogni artificiali si risolve facilmente in angoscia e in nevrosi.

E’ fuor di dubbio, comunque, che la moneta, come in passato, anche oggi e in futuro caratterizzerà il mondo, un’esistenza che altrimenti rischierebbe di essere reinventata. Nel 1933 Norman Angel, Premio Nobel per la Pace, ebbe modo di affermare «…il denaro non potrà mai essere uno strumento sicuro e affidabile in una società costituita da persone che ne ignorano la vera natura…». Il denaro oggi è costituito da monete, banconote e moderna moneta elettronica e la parola moneta deriva dall’antica Roma, che nel 54 aC la coniò in argento raffigurante la testa della dea Giunone Moneta, da cui deriva l’appellativo che significa «colei che ammonisce».

* Ufficiale della Guardia di Finanza