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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1574
RAGUSA - 21/09/2012
Attualità - Salvatore D’Amato ha tentato di evitare la chiusura, 8 dipendenti senza lavoro

Fine di un´era, comincia sgombero del bar Mediterraneo

Il procedimento civile avviato da Unicredit leasing per il bar ha visto la remissio in possesso intentata dal gruppo bancario per la risoluzione del contratto Foto Corrierediragusa.it

Niente da fare. Al bar Mediterraneo, dove venerdì sono stati apposti i sigilli per una sentenza del Tribunale di Bologna, è cominciato lo sgombero dei locali. Una tristezza e la fine di un´era he ha caratterizzato la vita della città per 50 anni.

Epilogo inevitabile della vicenda giudiziaria in crso che non vede coinvolti solo il gestore ed il titolare della Ristorhouse, la societ di gestione del locale, ma anche otto dipendenti tra baristi, camerieri e personale che si sono ritrovati senza lavoro. Tante le attestazioni di solidarietà arrivate ai dipendenti ed al gestore ma non c´è stato, e non c´è, nulla da fare. Il locale resta desolatamente chiuso in una via Roma desolatamente chiusa per i lavori in corso.

La vicenda del bar Mediterraneo
Si è incatenato ma è dovuto uscire. Dietro di lui l’ufficiale giudiziario ha apposto i sigilli che ha segnato, almeno per il momento, la fine del bar del Mediterraneo Palace. Non è stata una bella giornata per la città, per quanti hanno visto nascere, svilupparsi, cambiare il caffè che è stato il cuore della vita cittadina negli anni 60’ ed è arrivato fino al nuovo millennio in buona salute. Poi una vicenda giudiziaria che ha fermato la macchina del caffè, il forno per i rustici, i camerieri.

Salvatore D’Amato (nella foto)
, gestore per conto dei titolari del bar, ha cercato di resistere in tutti i modi; di primo mattino ha invitato i ragusani per l’ultima colazione di massa in modo da opporre resistenza passiva; poi si è incatenato ad una sedia per evitare la chiusura. Non è stato così e la vicenda del Mediterraneo Palace si chiude, anche se forse resta uno spiraglio. Il procedimento civile avviato da Unicredit leasing per il bar ha visto la remissio in possesso intentata dal gruppo bancario per la risoluzione del contratto e quindi la chiusura del più noto luogo di ritrovo della città.

Resta invece aperto e funzionante a pieno ritmo l’albergo che non è stato interessato dalla remissio in possesso in quanto la proprietà della gestione tratta con Unicredit leasing per il subentro nel contratto.

Sulla vicenda il presidente dell´Ascom, Cesare Sorbo ha rilaciato la seguente dichiarazione: "«Ci chiediamo se era questa l’unica soluzione possibile, se non si potevano trovare altre strade per garantire la prosecuzione dell’attività e, di conseguenza, anche i lavoratori. Che senso ha chiudere un locale storico come il Mediterraneo nel centro di Ragusa, in un periodo, come quello attuale, in cui, a causa della crisi, l’interesse di tutti è quello di trovare opportunità di lavoro?

E di quale sviluppo andiamo blaterando se poi assistiamo ad eventi come quello odierno in cui nessuna deroga viene fornita rispetto alla possibilità di proseguire un’azione risarcitoria? Premetto che ciascuna delle parti in causa ha le proprie ragioni, legittimamente supportate dalle normative esistenti. Ma non sarebbe forse il caso di sforzarsi, proprio perché il momento è quello che tutti conosciamo, per addivenire ad una soluzione in grado di soddisfare le varie richieste di tutti gli attori in causa?

Al momento la situazione cristallizzata è quella di un imprenditore senza attività, di un pubblico esercizio nel cuore di Ragusa con i battenti chiusi e di un gruppo di lavoratori mandati a casa. E’ questo il futuro che vogliamo per la nostra città? Qualcuno provi a rispondere».