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RAGUSA - 21/09/2012
Attualità - Mediazione del prefetto, mercoledì incontro tra il rettore ed il presidente del Cui

Lingue ad Ibla: possibile accordo con Catania

Il rettore chiede il ritiro del ricorso al Tar, il presidente del Consorzio vuole un segnale di buona volontà

Segnali di disgelo tra il Consorzio universitario di Ragusa e l’università di Catania. Grazie alla mediazione del prefetto, Giovanna Cagliostro, mercoledì prossimo si terrà una riunione presso il rettorato per tentare di trovare una soluzione all’impasse in cui versa la facoltà di Lingue di Ibla. Secondo alcune indiscrezioni il rettore, Antonio Recca, sarebbe disponibile a ritirare la risoluzione della convenzione con il Cui, grazie alla quale si istituiscono i corsi ad Ibla. Recca tuttavia chiede al presidente Enzo Di Raimondo di fare un passo indietro e ritirare il ricorso al Tar presentato dal Cui contro la scelta dell’Università di non avviare i corsi nella sede ragusana.

Il presidente Di Raimondo tuttavia insiste e sostiene che il ricorso non sarà ritirato se non in presenza di atti di «buona volontà» da parte dell’Università, ovvero il ritiro della convenzione ancora attiva, che impone che per il mantenimento dei corsi ad Ibla obbliga a pagare all’ateneo catanese quasi 3 milioni di euro su sei complessivi.

E’ dunque un braccio di ferro tra Cui e rettore che può essere risolto solo con atti di buona volontà per venire soprattutto incontro alle aspettative degli studenti che intendono studiare Lingue ma non sanno ancora dove e come. Un eventuale accordo con l’Università di Catania obbligherebbe il consorzio a pagare ben 10 milioni di euro il 2015 anche perché la rateizzazione decennale dei debiti già accumulati e delle rate a venire è stata bocciata dalle autorità accademiche.

Il futuro resta dunque incerto ed impone comunque un grande sacrificio in termini di esborsi se il territorio vorrà mantenere la facoltà universitaria. Di questo si parlerà mercoledì e la vertenza sembra ormai arrivata allo snodo decisivo.