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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1389
RAGUSA - 20/09/2012
Attualità - Un appello dell’attore per venire incontro alle necessità delle compagnie del capoluogo

Marcello Perracchio: "Una chiesa per teatro. Il vescovo ci dia una mano"

E’ la piaga della città che a differenza di Vittoria e Modica non dispone di uno spazio specifico
Foto CorrierediRagusa.it

Marcello Perracchio (nella foto) chiede un miracolo al vescovo. Aprire alle attività teatrali gli spazi delle chiese sconsacrate della città. La riflessione è contenuta in una lettera a Mons. Paolo Urso dopo che Marcello Perracchio ha recitato in una chiesa di Modica ed ha provato un senso di invidia, delusione e frustrazione allo stesso tempo per l’impossibilità di avere la stessa opportunità nel capoluogo. Scrive Marcello Perracchio: »Ho provatodelusione dentro di me pensando che a Ragusa, nonostante mi batta da tanti anni per avere uno spazio teatrale, non è stato ancora possibile ottenere uno spazio sconsacrato per il teatro.

Al vescovo chiedo un "miracolo e vi spiego perché. Faccio riferimento alla bella manifestazione, alla quale ho avuto il piacere di partecipare il 12 settembre scorso, a Modica, che celebrava il centenario della nascita dello scrittore Raffaele Poidomani e tale manifestazione si è svolta all´interno della chiesa sconsacrata di S. Nicola, gentilmente concessa dalle autorità religiose, dove i beneficiari hanno ricavato un grazioso spazio teatrale di un centinaio di posti. Lascio immaginare l´invidia di noi attori ragusani che da trent´anni chiediamo, invano, uno spazio teatrale". A Ragusa non mancano le chiese sconsacrate come l´auditorium San Vincenzo Ferreri, l´auditorium di Santa Teresa, l´auditorium di San Rocco, tutti adatti al teatro.

Scrive ancora l’attore: "Le mie richieste si sono scontrate contro la poca sensibilità e le mancate risposte delle autorità politiche locali. Convinto ormai che solo un miracolo - possa esaudire il mio sogno e desiderio, mi rivolgo a vostra eccellenza che per miracoli dovrebbe essere il più attrezzato. Mi sento di parlare a nome di tutti gli attori di questa città, senza teatro, inteso come luogo ma davvero penso, dopo trent´anni di attesa e prese in giro, che io sarò già morto, il giorno in cui sarà fatta l´inaugurazione del teatro Marino".


Speranza
21/09/2012 | 9.06.27
Luca Scollo

Conoscendo sua Eccellenza il Vescovo, penso che si impegnerà affinchè la richiesta di "miracolo" vada in porto.
Aprire un luogo al teatro, oggi in giorni di crisi, è un grande segno di speranza, e la Chiesa i segni di speranza li deve dare!