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RAGUSA - 13/09/2012
Attualità - La speranza di un posto di lavoro per quasi 12mila precari in tutta Italia

Anno scolastico al via tra proteste ed innovazione

In Sicilia è previsto un totale di 210 giorni di lezione

La scuola riparte tra proteste, presìdi e la speranza di un posto di lavoro per quasi 12mila precari in tutta Italia. Oggi, se non avranno altrimenti deciso i consigli di istituto, inizia l’anno scolastico in Sicilia, è previsto un totale di 210 giorni di lezione. Le vacanze di Natale andranno dal 22 dicembre al 6 gennaio, quelle di Pasqua dal 29 marzo al 2 aprile.

La chiusura è fissata per tutti per il 12 giugno. Quest’anno tuttavia ci saranno vacanze supplementari, almeno per le scuole che sono sede di seggi elettorali. Certamente nel fine settimana del 28 ottobre, poi a primavera sia le amministrative sia le elezioni per il rinnovo del Parlamento anche se è probabile l’indizione di un election day. Due le novità dell’anno: la prima riguarda il programma di digitalizzazione negli istituti della secondaria con l’introduzione come fatto sistematico del registro elettronico per voti ed assenze.

Molte scuole si sono attrezzate negli anni ma da quest’anno i docenti dovranno imparare a convivere con strumenti nuovi di comunicazione con studenti e famiglie. La seconda novità riguarda gli aspiranti ad una cattedra in modo definitivo per uscire così dallo stato di precariato. Il ministro Francesco Profumo ha annunciato infatti un concorso nazionale per coprire 11.892 posti nella scuola primaria e secondaria. In Sicilia i posti che saranno messi a concorso sono mille 600 con un percentuale più alta rispetto alle altre regioni per via di un maggior numero di docenti che quest’anno andranno in pensione. I 1.600 posti saranno ripartiti equamente tra scuola primaria e secondaria anche se i dettagli si conosceranno giorno 24 quando sarà pubblicato il bando.

Si sa comunque che le cattedre messe a concorso riguarderanno in Sicilia 17 discipline tra cui Lettere nei Licei, Scienze giuridiche, Disegno e Storia dell’Arte, Storia, Lingua Inglese, Matematica e Fisica, Scienze, Lingua Francese, Educazione Fisica. Le prove si terranno su base regionale ma per le materie con pochi candidati la prova sarà a livello interregionale. Il precariato resta dunque una delle piaghe della scuola italiana ed anche la provincia di Ragusa non ne è esente. Davanti alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale permane il presidio permanente del Comitato per la difesa della scuola pubblica. Si tratta di assistenti, tecnici e collaboratori scolastici che temono per il loro futuro occupazionale. Secondo una stima non ufficiale saranno 50 i posti che saranno assegnati a fronte di un fabbisogno di quasi il doppio. La delegazione del comitato permanente che si è recata a Palermo è rimasta delusa dal colloquio con i dirigenti dell’Ufficio regionale scolastico che hanno ribadito i tagli su tutto il territorio.

IN PROVINCIA DI RAGUSA
Sono in cinquanta mila i giovani della provincia che frequentano i vari ordini di scuola. Una popolazione scolastica stabile che fa registrare 8 mila bambini alla scuola dell’infanzia, 15 mila alle primarie, 11 mila negli istituti di primo grado e 15 mila alle superiori. In tutto si tratta di quasi 2.200 classi nei 68 istituti scolastici della provincia.

Uno dei problemi che si ripropone è l’insufficienza dei dirigenti scolastici che ha imposto anche quest’anno il ricorso alle reggenze. Si tratta di dirigenti, 23 in tutto, che dovranno sobbarcarsi il compito di guidare un secondo istituto oltre a quello di titolarità con conseguenze dirette sulla qualità del servizio scolastico visto che spesso i dirigenti si trovano a dirigere istituti lontani tra di loro, affollati e con peculiarità diverse.

A cavallo dell’apertura dell’anno scolastico l’ufficio scolastico provinciale è alle prese con le nomine dei supplenti su posti che si sono resi vacanti. Il numero più alto è alle secondarie superiori con 108 nomine da perfezionare e 62 al primo grado; appena una decina le nomine alle primarie. Per i quasi mille alunni disabili dovranno essere nominati invece 48 docenti di sostegno con un netto taglio rispetto al passato visto che la normativa ha imposto un rapporto alunni – docenti più alto. Anche in questo caso i tratta di perdite di posti di lavoro, attese deluse da parte degli interessati, disagi per le famiglie e per gli studenti.