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RAGUSA - 11/09/2012
Attualità - Per il Consiglio di Giustizia amministrativa il Piano di valutazione ambientale non serve

Cga su piano paesistico: prevalente interesse pubblico

La sentenza è stata emessa rispetto al ricorso presentato dal comune di Sortino che ne chiedeva l’annullamento. Soddisfazione di IdV

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, Cga, si è pronunziato nei giorni scorsi sul ricorso presentato dal comune di Sortino che chiedeva l’annullamento del Piano Paesaggistico perché l’atto doveva essere prima sottoposto a valutazione ambientale (Via). Per il Cga non è così ed il piano può entrare in vigore perche il suo interesse pubblico è prevalente su tutti gli altri. I fautori del piano paesaggistico anche in provincia di Ragusa hanno tratto buoni auspici dalla sentenza del Cga che dovrebbe essere estesa anche a Ragusa quando il Cga si pronuncerà sul ricorso a suo tempo presentato dalla Provincia.

Giovanni Iacono, coordinatore provinciale IdV, è soddisfatto della sentenza: «La richiesta di Via per l’approvazione del piano paesistico non c’entra niente; il piano di valutazione ambientale è proprio una strumento di riconoscimento e di valorizzazione paesaggistica di un territorio che nulla ha a che fare con la valutazione, richiesta invece in altri strumenti relativi ad urbanizzazione.

Mi piace ribadire che sia io che l’intero partito, spessissimo in assoluta solitudine, ci siamo sempre detti a favore del piano ed avevamo anche fatto una manifestazione davanti alla Procura della Repubblica di Ragusa contro la campagna mistificatrice e di disinformazione portata avanti da alcuni soggetti istituzionali, in modo trasversale (a cominciare dall’ex sindaco di Ragusa per passare a tutti i deputati regionali che avevano messo in campo ogni pretesto per vanificare ritardare o addirittura eliminare il piano.

La sentenza del Cga fa chiarezza definitiva sulla questione e ci fa essere ottimisti anche per il buon esito del piano paesaggistico di Ragusa, prima lo si approva e prima si porrà fine agli ‘stupri’ di paesaggio e quindi all’impoverimento del patrimonio collettivo».