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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1038
RAGUSA - 10/09/2012
Attualità - Siglato in Prefettura protocollo sinergico con Confindustria e Ance

Un Patto di legalità contro infiltrazioni mafiose e criminali

Hanno firmato il prefetto Cagliostro, Lo Bello, Taverniti e Catanzaro per Confindustria, l’Ance iblea. Per le imprese sane previste migliori condizioni di accesso al credito bancario e ai finanziamenti pubblici
Foto CorrierediRagusa.it

La «black list» e la «white list». La prima, quella nera, da mettere al bando; la lista bianca, invece, composta da imprese virtuose, non soggette al rischio di inquinamento mafioso, da istituire presso le Prefettura, da premiare attraverso migliori condizioni di accesso al credito bancario e ai finanziamenti pubblici. Per la Prefettura di Ragusa e la Confindustria, che hanno incassato l’importante adesione dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), il 10 settembre 2012 è una data da ricordare. E’ stato dato seguito, in sede locale, al Protocollo di legalità che il Ministero dell’Interno e la Confindustria siglarono il 10 maggio 2010 (rinnovato il 19 giugno scorso) per stringere una forte intesa fra imprese e pubbliche autorità. Con lo scopo di rendere efficaci i controlli, il monitoraggio e la prevenzione in materia di appalti per lavori, servizi e forniture, al fine di contrastare le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico sano.

Nello specifico, la Prefettura, attore protagonista in questo patto protocollare, si impegna ad «ottimizzare le procedure di rilascio della documentazione antimafia; ad incentivare il ricorso allo strumento dell’accesso ai cantieri al fine di un compiuto monitoraggio delle attività imprenditoriali, mirato alla verifica degli appalti, dei subappalti e di fornitori».

Allo stesso tavolo per siglare il protocollo, nel salone di rappresentanza del Palazzo di Governo, oltre al padrone di casa, il prefetto Giovanna Cagliostro, il presidente dell’Associazione degli industriali Enzo Taverniti, L’Ance di Ragusa, il vice presidente all’Education di Confindustria Ivanohe Lo Bello, il vice presidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro, i rappresentanti dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’ordine. Attenti e interessati al Protocollo di legalità, anche il presidente e il direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, Giovanni Cartia e Salvatore Inghilterra.

«Il Protocollo – ha esordito il prefetto Cagliostro- frutto di una collaborazione tra Prefettura e Confindustria Ragusa, si colloca tra gli strumenti idonei a indicare i percorsi di legalità che tutte le forze economiche e sociali devono seguire, con l’obiettivo, a fronte di precisi segnali di allarme, di rafforzare i sistemi di controllo delle attività imprenditoriali e di promuovere iniziative di sensibilizzazione nei confronti della società civile, richiamata al dovere di denuncia delle eventuali azioni estorsive subite».

Il Protocollo è stato illustrato dalla dirigente della Confindustria Giusy Migliorisi. C’è stato anche l’intervento di Giuseppe Catanzaro, mentre le conclusioni sono state affidate a Ivan Lo Bello il quale, facendo riferimento alle norme severe esistenti nei paesi anglosassoni per i casi di corruzione, rispetto a quelle italiane, ha rivolto un monito chiaro alle imprese locali: «Le aziende devono riscoprire il mercato, le regole e i valori della legalità».

Il Protocollo ha tracciato le regole, dunque, adesso spetta alle aziende osservarle per andare incontro ai benefici di legge di cui si diceva in premessa; mentre i sottoscrittori del documento avranno il compito di vigilare perché la «white list» prevalga sulla seconda, quella «nera», bubbone maligno della società, generatore di degrado, malaffare, sottosviluppo: inaccettabile e insopportabile in questo momento di forte crisi economica che ha fiaccato le imprese e l’occupazione giovanile come mai si era verificato.

Nella foto in alto di Tiziana Blanco, da sinistra: Enzo Taverniti, Ivan Lo Bello e il prefetto Giovanna Cagliostro al momento della firma del Protocollo