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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 787
RAGUSA - 10/09/2012
Attualità - Battute a caldo del neo presidente della Società Aeroporto Catania

Sac e Magliocco, Peppino Giannone inverte rotta. Plauso di Peppe Drago

Passato, presente e futuro del neo presidente, che ammette lo scarso impegno della precedente gestione e promette un’inversione di strategia per aprire l’aeroporto
Foto CorrierediRagusa.it

L’elezione del modicano Peppino Giannone (foto) alla presidenza della Sac ha mandato in tilt la posta elettronica. E anche i commenti si sono sprecati a margine degli articoli pubblicati nei siti online, soprattutto da parte di chi non ha compreso bene l’ironia sul passato comunista dell’interessato. Si fa prima a citare chi non si è congratulato con il neo presidente della Società aeroporto Catania che riportare l’elenco di politici e istituzioni in fila per complimentarsi con l’amministratore della Sac. Segno che Peppino Giannone nella sua lunga militanza di politico e di amministratore ha seminato bene: è molto stimato a Modica e non solo. Doti rare in questi anni di arrivismo e di speculazioni economiche a tutti i costi, che prendono le distanze dal colore della tessera politica!

Giannone il giorno dopo l’elezione non ha letto articoli, perché troppo stanco, perché è dovuto tornare a Catania e perché si è preparato al Consiglio generale di fuoco convocato dal presidente della Camera di Commercio Sandro Gambuzza. Il presidente dell’ente camerale nel corposo documento sottoscritto da un nutrito gruppo di consiglieri dell’ente camerale, viene accusato di inefficienza nella gestione della CamCom.

Dott Giannone, immaginava tanto calore attorno al suo nome dopo l’elezione?
«A 70 anni pensavo di cominciare a godermi la pensione, invece mi ritrovo a iniziare un percorso molto delicato e gratificante per il mio territorio, perché l’aeroporto di Comiso riguarda l’intera provincia e non i singoli. Ringrazio tutti, primo fra tutti Sandro Gambuzza che ha cercato ad ogni costo di trovare l’unità sulla mia elezione».

Invece s’è dovuto accontentare di un 5 a 3 e della spaccatura che potrebbe avere ripercussioni anche di natura politica.
«Siamo stati in fase di stallo sul 4-4 per molto tempo. Questo avrebbe comportato un danno enorme per l’aeroporto. Di sicuro il commissarimento e una crisi senza vie d’uscite. Comiso è figlia della Sac, non può rimanere nella morsa della polemica politica: da una parte Raffaele Lombardo (che stava quasi per nominare un commissario), dall’altra Ivan Lo Bello, contrario alla presidenza ragusana. Ora che faremo? Cominceremo a tirare la giacca ai politici perché si diano da fare per l’apertura di Comiso».

Non ritiene che se Gambuzza avesse votato lei all’inizio di agosto si sarebbe guadagnato un mese di tempo ed evitato la fronda e le polemiche?
«Non c’erano le condizioni, Gambuzza ha cercato la stabilità e la governabilità. Adesso c’è un documento molto forte contro di lui e il Consiglio generale della Camera di Commercio convocato per oggi ci farà capire cosa vogliono davvero i firmatari del documento. Vedremo cosa hanno da dire su Gambuzza».

Sa che molti suoi estimatori si sono indignati perché è stato messo in risalto il suo passato di ex comunista? Mica era un’accusa! Anche i berlusconiani di ieri oggi sono diventati alleati di ex rifondatori comunisti.
«Non mi pento del passato comunista e mi sento ancora un uomo di sinistra che appartiene al Pd e agli ideali del socialismo europeo. Le appartenenze politiche non contano di fronte a una struttura che deve decollare per il bene del territorio».

Già, il Magliocco deve decollare. Cosa c’è di vero, secondo lei, sulle dicerie nei confronti dei catanesi che avrebbero remato contro lo scalo comisano per non farlo aprire?
«Non so se Catania ha remato contro finora, so di certo che Sac, Soaco e Camera di Commercio da oggi sono una cosa sola in favore dell’aeroporto di Comiso. Sì, non c’è stato molto impegno da parte di Catania, lo ammetto, ma cosa s’è fatto fino a ieri non ha più interesse. Conta cosa faremo da domani in avanti». Con Giannone lavorerà fianco a fianco un catanese doc: Domenico Torrisi, vice presidente e amministratore delegato, una carica che riveste molte responsabilità.

PER PEPPE DRAGO QUELLA DI GIANNONE E´ UN´OTTIMA SCELTA
Sulla scelta ricaduta su Peppino Giannone si pronuncia in maniera positiva pure Peppe Drago: "Bene ha fatto il Presidente della Camera di Commercio di Ragusa Sandro Gambuzza a determinare l´elezione a Presidente della Sac di Catania nella persona del dottor Peppino Giannone. Mi complimento con lui e con il nuovo Presidente che ho già sentito e che incontrerò nei prossimi giorni.
Giannone - dice Drago - è amministratore capace e sono certo da cittadino di questa provincia iblea scioglierà certamente i nodi che finora hanno reso inattuabile l´apertura dell´aeroporto di Comiso. Saremo al suo fianco non guardando i "colori" ma la qualità della iniziativa politica e di governo.
E sarà così nn solo per l´aeroporto di Comiso - conclude Drago - ma per tutto ciò che riguarda gli interessi della nostra provincia e delle problematiche che questa classe dirigente non è a risolvere".

ELEZIONE GIANNONE: EVENTO STORICO
Evento storico per la Camera di Commercio di Ragusa, il modicano Giuseppe (detto Peppino) Giannone ce l’ha fatta grazie all’accordo di ferro Catania-Ragusa. E’ il nuovo presidente della Sac. Il commissariamento della Società aeroporto Catania è così scongiurato. Il numero due di Giannone, nonché amministratore delegato con pieni poteri, è Nico Torrisi, vice presidente regionale di Federalberghi. Dopo quella seduta tempestosa del 3 agosto scorso, al termine della quale era stato messo sott’accusa il presidente della Camera di Commergio di Ragusa Sandro Gambuzza, per aver fatto fallire con l’astensione l’elezione di Giannone, stavolta i conti sono quadrati. Grazie all’accordo Camera Commercio di Catania, Asi di Catania e Camera di Commercio di Ragusa, Peppino Giannone è stato eletto presidente anche con il voto di Gambuzza. Elezione avvenuta a maggioranza, 5 a 3. La minoranza è formata dalla Provincia di Catania, Provincia di Siracusa e Camera Commercio di Siracusa, ma nel Consiglio di amministrazione è rappresentata da un funzionario della Provincia di Siracusa. Fanno parte del Cda, infatti, oltre a Giannone e a Torrisi, Pagliaro e Consoli della Camera di Commercio di Catania e Mazzone della Provincia di Siracusa, questi ultimi 3 a garanzia della «spending review».

Con l’elezione di un ragusano ai vertici della Sac, che si spera lavori in stretta sinergia con il presidente della Soaco, il comisano Rosario Dibennardo, si dovrebbe aprire una fase positiva e di largo respiro per le sorti dell’aeroporto Magliocco, sempre nell’occhio del ciclone, adesso per le indagini della Guardia di finanza e della Corte dei Conti in merito ai ritardi e al disimpegno automatico delle somme stanziate dall’Unione europea.

Se questa notizia porta bel tempo ai vertici della Sac e della Soaco, cosparso di nuvole nere rimane il cielo della Camera di Commercio di Ragusa. Perché la fronda anti Gambuzza ormai non è più un mistero. Un nutrito gruppo di consiglieri dell’ente camerale il 31 agosto scorso, 6 giorni prima delle elezioni per la presidenza Sac, ha sottoscritto un documento contro il presidente Gambuzza per manifestare la insoddisfazione sulle modalità con le quali avrebbe gestito la complessa vicenda relativa al rinnovo del Cda della Sac. I consiglieri hanno chiesto a Gambuzza di impedire che la Camera di Commercio si rendesse strumento di rottura in vista delle elezioni del 6 settembre. Un documento che suona come un ammonimento, anzi foriero di una vera e propria mozione di sfiducia al presidente Gambuzza. Ricevuto il documento, Gambuzza s’è affrettato a convocare in via straordinaria e d’urgenza il Consiglio camerale per sabato 8 settembre alle 9. Sarà un consiglio a porte chiuse, ma non ci vuole molto a capire che sarà un consiglio di fuoco. Sapremo come finirà.

E ora un ritratto del neo presidente della Sac, un modicano. Uno della vecchia guardia del Partito comunista degli anni ’60-70. Ex deputato regionale Pci, amministratore a Modica, uomo della Confcommercio, amministratore della Conad. Dicono un uomo con un curriculum amministrativo e politico invidiabile. E’ un ex comunista? Ma i comunisti oggi non mangiano più bambini e diventano pure berlusconiani e viceversa. Chi se ne frega del passato politico, oggi? Quel che conta è che Giannone, Dibennardo, Camera Commercio e istituzioni ai vari livelli diano l’ordine alla torre di controllo di far decollare il primo aereo (quello vero e non di propaganda) dalla pista del Magliocco. Il più presto possibile. Il resto è secondario.


09/09/2012 | 20.15.34
Silvio

Per una Volta la faccia Di una persona onesta ,almeno a pelle la sensazione e´ questa....INCROCIAMO LE DITA PER L´INTERESSE DI TUTTI