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RAGUSA - 07/09/2012
Attualità - L’ 8° convegno di speleologia al teatro Donnafugata di Ibla si concluderà domenica

Come valorizzare i rifugi antiaerei di Ragusa

E’ emerso come alcuni rifugi antiaerei, quello situato sotto ai Giardini iblei, risultano essere praticamente inaccessibili come quello di via San Giuseppe, nel cuore del centro storico della parte superiore della città, e in via Mario Rapisardi
Foto CorrierediRagusa.it

E´ iniziato presso il teatro Donnafugata di Ibla l´ottavo convegno nazionale di speleologia in cavità artificiali, organizzato dal Cirs Ragusa su mandato della Commissione nazionale Cavità artificiali della Società speleologica italiana e con il patrocinio della Fsrs.

Dai lavori e dalle relazioni è emerso tra l’altro l’opportunità di valorizzare i rifugi antiaerei di Ragusa e renderli fruibili. Questo è uno degli input arrivati dalla prima giornata dell’ottavo convegno nazionale di speleologia in cavità artificiali. E’ emerso, infatti, come alcuni rifugi antiaerei, quello situato ad esempio sotto ai Giardini iblei, risultano essere praticamente inaccessibili. Altra sorte, invece, potrebbe essere destinata ai rifugi situati nella parte sottostante via San Giuseppe, nel cuore del centro storico della parte superiore della città, e in via Mario Rapisardi, i cui cunicoli sono tra l’altro riemersi anche in occasione dei lavori per il parcheggio sotterraneo di piazza Matteotti.

«L’obiettivo del convegno – ha detto il presidente del Cirs Ragusa, Rosario Ruggieri – è proprio questo. Parlare di strutture ipogee che il più delle volte risultano essere ignorate e che, però, rappresentano una pagina importante del nostro passato, della storia di quel territorio. Stiamo facendo riferimento ad antichi acquedotti ma anche a cisterne di cui, ad esempio, è molto ricca la zona di Ibla. Quasi tutte le abitazioni dell’antico borgo ne possiedono una e ci sono realizzazioni sotterranee molto particolari, che noi abbiamo esplorato, e che varrebbe la pena di censire».

Tra gli altri interventi anche quello di Emanuele Doria, presidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia, che ha spiegato come «quello che stiamo vivendo è un momento in cui le scienze della terra, nonostante quello che succede sul nostro territorio (alluvioni e terremoti), stanno subendo una vera e propria mancanza di attenzione da parte delle istituzioni. La speleologia nelle cavità artificiali è un argomento pregnante per i nostri centri urbani siciliani perché non esiste un censimento specifico. Spesso le cavità sono scoperte durante gli scavi. Gli studi vengono iniziati e poi abbandonati per mancanza di fondi. Esistono delle carte generiche che non rappresentano uno strumento di lavoro appropriato. Anche nell’ottica di una riforma della normativa urbanistica, potere contare su un catasto delle cavità ipogee artificiali potrebbe garantire l’acquisizione di informazioni importanti per la gestione del territorio».

Carla Galeazzi, componente della commissione nazionale Cavità artificiali, ha spiegato come l’organismo abbia molto puntato sul convegno di Ragusa per le peculiarità e le caratteristiche che il territorio è in grado di esprimere. Il convegno proseguirà con la seconda sessione dedicata ad antiche miniere, archeologia industriale e problematiche di stabilità. La terza sessione è riservata invece a cavità rupestri e strutture ipogee sepolcrali.

(nella foto: da sin. Ferrara, Galeazzi, Ruggieri)