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RAGUSA - 02/09/2012
Attualità - Le anomalie finanziarie nelle operazioni sospette

Affari sporchi? Movimenti di denaro sospetti e riciclaggio

«Il giro d’affari derivante dal riciclaggio e dal finanziamento al terrorismo è arrivato a toccare un valore di 140 miliardi di euro. Soldi che non derivano dalla sola criminalità organizzata: al riciclaggio bisogna accostare anche i cosiddetti «colletti bianchi». Parole di Pier Luigi Vigna

«Il giro d’affari derivante dal riciclaggio e dal finanziamento al terrorismo è arrivato a toccare un valore di 140 miliardi di euro. Soldi che non derivano dalla sola criminalità organizzata: al riciclaggio bisogna accostare anche i cosiddetti «colletti bianchi». In estrema sintesi questo corrisponde a quanto affermato da Pier Luigi Vigna, procuratore generale onorario presso la Suprema Corte di Cassazione, intervenendo al convegno «Finanziamento illecito al terrorismo e riciclaggio di denaro» per presentare la nuova soluzione Cyrano, che facilita le operazioni e la tracciabilità (giornaliera) delle stesse.

Da qui nasce la necessità delle istituzioni di controllare sempre di più i movimenti di denaro e le operazioni sospette, ove si tenga conto che nel primo semestre del 2011 si è raggiunto un numero di 23.529 Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), su un totale annuo di 43.000 circa, di cui 8.700 con dei riscontri effettivi in procedimenti penali.

L’istituzione e l’utilizzo della banca dati denominata «Cyrano» (una della tantissime banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza) nasce proprio per contribuire all’incremento qualitativo delle segnalazioni alle autorità. Si pensi che solo nel 2011 la Guardia di Finanza ha accertato evasione fiscale pari a 2 miliardi di euro e in Italia il quantum del riciclaggio rispecchia il 10% del Pil nazionale (contro una media europea pari al 5%, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale). Viene normale chiedersi, a questo punto, qual è il fondamento del concetto di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, e perché anche l’evasione fiscale viene annoverata fra le metodologie strumentali agli illeciti intenti da perseguire, allorché emerga a seguito degli approfondimenti che il Corpo esegue per delineare la corretta coloritura fiscale a seguito delle cosiddette SOS che quotidianamente pervengono.

Cosa s’intende per SOS? La SOS è la segnalazione di operazione sospetta che per caratteristiche, entità, natura o per qualsiasi altra circostanza conosciuta in ragione delle funzioni esercitate (non disgiunta anche dalla capacità economica e dell´attività svolta dal soggetto cui è riferita), in base agli elementi a disposizione dell’Istituto bancario e/o del professionista, induce a sapere, sospettare o ad avere motivo ragionevole per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Spetta successivamente alla Guardia di Finanza, sia attraverso il Nucleo Speciale Polizia Valutaria e sia attraverso i Reparti Territoriali, procedere alla concreta disamina del «sospetto segnalato» mediante il concreto avvio di attività ispettive per «ricercare la consapevole individuazione dell´anomalia» (e solo successivamente dell’eventuale reato).

L’anomalia appunto, l’anomalia a base del sospetto: per anomalia s’ha d’intendere l’esistenza di irregolarità, cioè l’anormale deviazione dalla norma che costituisce base all’emergere del sospetto, della diffidenza, cioè della mancanza di fiducia fra realtà e apparenza. Questo è il compito del finanziere: attivarsi nel rispetto delle leggi a porre in evidente contraddizione ciò che appare da ciò che effettivamente è. Più in generale, mentre la SOS in tema di finanziamento al terrorismo prende corpo all’indomani del 11 settembre 2001, giorno che vede sferrati quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di l-Qāida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d´America (la cui conseguente risposta americana sarà la "Guerra al terrorismo" con attacco all´Afghanistan controllato dai Talebani), in tema di riciclaggio, la SOS si ascrive a più stringente monitoraggio di operazioni economico-commerciali e finanziarie in materia di trasparenza delle società e dei trust, al fine di identificare i titolari effettivi e contrastare l´utilizzo illecito dei veicoli societari per finanziare il terrorismo o riciclare denaro sporco.

In tema di evasione fiscale, invero, la segnalazione di operazione sospetta si inquadra in una cornice volta al ripristino della legalità, all’ordinaria esigenza di chiarezza e trasparenza: essa veicola l’esistenza di «anomalie» e incongruenze fra ricchezza dichiarata e ricchezza apparente. Si comprende bene, allora, come anche l’evasione fiscale possa contribuire non solo a rendere mitologiche «le volpi fiscali», ma essere anche strumento e presupposto del riciclaggio (di denaro o beni di altra utilità e reimpiego in attività lecite), ovvero più ancora complessa metodologia di aiuto e sostentamento di forme di terrorismo. Sono appunto queste le considerazioni che nell´anno di Presidenza italiana sono state approvate a Parigi le nuove Raccomandazioni del GAFI- FATF (Gruppo d´Azione Finanziaria Internazionale - Financial Action Task Force), l´organismo internazionale che definisce gli standard mondiali per la lotta al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo, destinati a diventare legge in moltissimi paesi del mondo.

In tale circostanza, Il Presidente del GAFI, Giancarlo Del Bufalo, già Capo Dipartimento presso il Ministero dell´Economia e delle Finanze, ha dichiarato: "Il nuovo testo delle Raccomandazioni delinea sul piano normativo strumenti più incisivi per contrastare l´uso illecito del sistema finanziario, promuove una maggiore trasparenza delle persone giuridiche e indica nella cooperazione internazionale attraverso lo scambio di informazioni
tra le autorità la via maestra per lotta alla criminalità finanziaria . Inoltre per la prima volta le Raccomandazioni includono i reati fiscali, compresa l´evasione, come reati presupposto del riciclaggio".

Sui temi attualissimi della cooperazione internazionale per il contrasto all´evasione fiscale, la tracciabilità delle transazioni finanziarie, la confisca e il congelamento dei beni, le nuove Raccomandazioni obbligano gli Stati a uno scambio maggiore d’informazioni fra le autorità competenti, incoraggiando azioni investigative comuni. Cos´è il GAFI-FATF? Costituito nel 1989 in occasione del G7 di Parigi, il Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) o Financial Action Task Force (FATF) è un organismo intergovernativo che ha per scopo l’elaborazione e lo sviluppo di strategie di lotta al riciclaggio dei capitali di origine illecita e, dal 2001, anche di prevenzione del finanziamento al terrorismo. Nel 2008, il mandato del GAFI è stato esteso anche al contrasto del finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa. Spero di essere stato sufficientemente chiaro che «l’esistenza di anomalia nella segnalazione di operazione sospetta» si inquadra in una visione di operazione finanziaria complessa e articolata. Risulterà evidente, mi auguro, che anche l’evasione fiscale colora l’espressione di malessere trasversale foriera di possibili altri reati, discernimento che solo la professionalità, la consapevolezza e il controllo economico del territorio costituiscono convergenza alla difesa del progresso sociale, economico e culturale di una comunità democratica.

* Ufficiale della Guardia di Finanza