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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1492
RAGUSA - 26/08/2012
Attualità - S’infiamma il dibattito tra Idv e commissario Scarso sulla liquidazione del patrimonio

Svendita beni provinciali, Iacono: «Ho detto la verità»

L’ex capogruppo: «Nessuno mi tacci di essere bugiardo, perché prima di parlare mi documento. Al commissario Scarso chiedo di sapere perché la giunta aumentò le impose provinciali prima di dimettersi e adesso per chiudere il bilancio si deve svendere il patrimonio dell’ente». Scarso replica: "C’era solo la disponibilità a cedere l’immobile di Castiglione alla Regione"
Foto CorrierediRagusa.it

Sui beni immobili della Provincia che sono stati messi in liquidazione dal commissario Giovanni Scarso per problemi di bilancio, l’ex capogruppo Idv Giovanni Iacono (foto), accusato di non aver detto la verità sulla destinazione sul Centro di protezione civile alla Regione, rilancia con documenti alla mano. Non vuole passare per «bugiardo», né tantomeno per «disinformato».

«Tutto ciò che ho dichiarato nel precedente comunicato stampa- afferma- corrisponde a verità, perché prima di fare dichiarazioni pubbliche mi documento sempre per amore della verità. La Presidenza del Dipartimento Regionale della Protezione civile con una del 4 giugno 2012 ha scritto al commissario Scarso facendo riferimento ad una precedente nota, di pari oggetto, sempre inviata alla Provincia del 27 aprile 2012. Con tale nota il Dipartimento regionale convocò una riunione per l´11 giugno 2012 alle ore10. L’incontro si tenne regolarmente nei locali del Servizio Regionale di protezione civile e al quale, in rappresentanza del commissario della provincia, parteciparono il dirigente del settore edilizia e patrimonio della Provincia e il dirigente dell´Avvocatura.

In quella sede il possesso del Centro Polifunzionale di protezione civile è stato trasferito dalla Provincia alla Regione, prova ne è che da quel giorno la Regione si è assunta interamente gli oneri di custodia e di manutenzione. Poiché questi sono i fatti, non posso certo essere tacciato di dire cose false!».

Riguardo all’accusa di essere stato silente quando nella qualità di consigliere provinciale la giunta deliberò la dismissione di palazzo Pandolfi e della masseria di contrada Coste ex Apt, Iacono rintuzza: «

Altra simpatica notazione che il Commissario faceva alla mia persona in quanto ex consigliere provinciale riguardava un precedente piano di dismissioni. Ebbene Commissario quel piano fu deliberato dalla Giunta Provinciale con deliber.n. 77 del 5.4.2011 e prevedeva ´solo´ la dismissione del palazzo Pandolfi e della masseria di contrada coste ex APT.

«Non ero membro della giunta provinciale e, notoriamente, non ho mai fatto parte della maggioranza alla Provincia e pertanto non ho certo partecipato a quelle scelte; che non mi possono essere, direttamente o indirettamente, attribuite. Ricordo che quelle due dismissioni, guarda caso, oggi sono riproposte nel piano di alienazione del commissario liquidatore. Il palazzo Pandolfi fu messo all´asta qualche mese fa per 2 milioni di euro, oggi viene messo all´asta per 1.600.000 euro e forse, domani, per meno se l´asta andrà deserta. Il piano attuale del commissario Scarso prevede tante altre dismissioni che ho elencato e che riguardano palestre, campi da gioco, l´ex mulino San Rocco che è centro, quasi unico in Italia, per il ripopolamento della trota macrostigma, ecc., tutte strutture oggi dedicate alla fruizione pubblica e domani a che cosa? Ho posto una serie di domande al commissario Scarso, si limiti a dare le risposte formulate nel nostro comunicato stampa e intanto sospenda il bando in modo da perfezionarlo e valutare di porre vincoli tese ad evitare operazioni speculative nei terreni e nelle strutture da parte degli acquirenti e ciò per salvaguardarne la finalità e la fruizione pubblica".

Iacono, nella sua conclusione, chiede al commissario Giovanni Scarso di «chiarire pubblicamente come mai, malgrado l´aumento delle imposte provinciali deliberate, due mesi prima della «dipartita» dalla giunta uscente, oggi per poter «chiudere il bilancio» si ha la necessità di vendere il patrimonio provinciale?".

Il commissario straordinario Giovanni Scarso ritorna sull´argomento: «Al di là della visibilità che ogni rappresentante politico intende ricercare c’è un momento per le congetture e un altro per la verità. Visto che il coordinatore provinciale dell’Idv dice di avere le carte, allora le rilegga attentamente e indichi alla comunità iblea dove c’è scritto che «l’immobile di contrada Castiglione è stato trasferito alla Regione». Nello stesso verbale che Giovanni Iacono cita c’è scritto testualmente «La Provincia regionale si dichiara disponibile a cedere il possesso dell’immobile e del suolo affinché il Servizio regionale di Protezione civile per la Provincia di Ragusa possa procedere ai lavori di completamento dell’immobile e alla realizzazione dell’elisuperficie, il tutto con riserva di definire in prosieguo ogni problematica afferente alla titolarità dell’area acquistata con i fondi regionali della legge 433/91, in atto di proprietà della Provincia regionale di Ragusa».