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RAGUSA - 21/08/2012
Attualità - Il capitano Cannizzo della Guardia di Finanza svela un complesso marchingegno criminale

Fatta la legge, trovato inganno: la "Frode carosello"

Nelle transazioni commerciali il tributo viene evaso dal missing trader (commerciante scomparso), cioè soggetto fittizio creato ad hoc dall’organizzazione criminale per realizzare l’esistenza di scambi commerciali comunitari esclusivamente cartolari, senza assolvimento degli obblighi fiscali di versamento delle imposte

Fra i tanti compiti che la Guardia di Finanza quotidianamente assolve con impiego di uomini, strutture e mezzi, particolare attenzione operativa viene rivolta alle attività ispettive e indagini di polizia giudiziaria caratterizzati da subdoli e perniciosi sistemi di frode. E’ da circa vent’anni che uno di tali meccanismi, meglio noto col termine «frode carosello», ha assunto negli investigatori la sintesi di sottostanti processi economici finalizzati all’evasione e possibili altre forme di reati finanziari. Più che la causa, l’origine di tale fraudolenza è da ricercarsi nell’abbattimento dei controlli alle frontiere conseguente l’istituzione dell’U.E., nonché la poderosa intensificazione degli scambi commerciali tra i vari Paesi membri.

L’iniziale non perfetta armonizzazione della disciplina iva ha agevolato su tutto il territorio della Comunità il sorgere di fessure fiscali attraversate da organizzazioni criminali, apparentemente coesistenti alle necessità delle aziende «pulite» di evolversi parallelamente allo sviluppo dei mercati internazionali, nel rispetto del contesto socio-economico di appartenenza. In tale ambito, la debolezza strutturale dell´Unione e la non disgiunta fragilità dei Paesi membri nell’attuare efficaci strumenti di controllo hanno generato, nel tempo, fenomeni evasivi ed elusivi attuabili non solo nel comparto delle imposte dirette, ma anche in quello dell’imposizione indiretta, con particolare riferimento all’imposta sul valore aggiunto.

I meccanismi fraudolenti che ricorrono più frequentemente hanno ad oggetto transazioni «triangolari» coinvolgenti imprese tra loro collegate (con sede in diversi Paesi membri), spesse volte finalizzate a porre in essere sistemi evasivi, agli addetti ai lavori noti col termine «frodi carosello". In tali transazioni commerciali il tributo viene evaso dal missing trader (sinonimo di commerciante scomparso), cioè di soggetto fittizio creato ad hoc dall’organizzazione criminale per realizzare l’esistenza di scambi commerciali comunitari esclusivamente cartolari, senza assolvimento degli obblighi fiscali di versamento delle imposte. La fenomenologia in questione ha tratto origine da una serie di cause concomitanti quali:

- l’insufficienza sul mercato nazionale di determinati prodotti, necessari per fronteggiare le domande;
- la competizione a livello europeo di gruppi commerciali interessati al settore e spinti dalla logica del profitto;
- l’agguerrita concorrenza commerciale che ha finito in taluni casi per distorcere il libero mercato creando un vero e proprio oligopolio in favore di poche imprese;
- le possibilità evasive offerte dalla normativa fiscale.

Le ipotesi investigative normalmente perseguite riguardano l’esistenza di sistemi evasivi, consistenti nel completo incameramento dell’imposta sul valore aggiunto gravante sui prodotti ad aliquota elevata (21 per cento), attraverso un complesso meccanismo che si realizza mediante originali acquisti comunitari di ingenti quantitativi di merce della specie, da parte di società «cartiere» che direttamente, ovvero tramite ulteriori società «filtro», successivamente cedono al reale destinatario. Ciò è agevolato dagli adempimenti contabili e fiscali cui deve adempiere un contribuente che effettua acquisti da soggetti appartenenti all’Unione europea. Infatti, un’operazione intracomunitaria si presenta come «neutra» ai fini dell’imposta sul valore aggiunto atteso che, ai sensi della disciplina introdotta dal D.L. 30 agosto 1993, n. 331, l’acquirente non deve versare l’Iva al cedente comunitario e registra il corrispettivo con la relativa imposta in acquisto e in vendita. In tal modo, l’effetto pratico dell’acquisto, sotto il profilo Iva, diventa «nullo» per il cessionario ma l´imposta è applicata quando, a sua volta, quest’ultimo provvede a rivendere il bene in ambito nazionale emetterà fattura aggiungendo l’Iva e assumendo il reale ed effettivo debito d’imposta.

Al contrario, nel meccanismo di frode, la società «cartiera», dopo aver effettuato acquisti
intracomunitari:

- emette una fattura di vendita con imponibile inferiore a quello di acquisto;
- si assume di fatto il debito d’imposta ma ne omette i previsti versamenti.

In buona sostanza, la frode si fonda sul fatto che l’evasione dell’Iva a monte, operata dalle società «cartiere», consente di praticare ai reali destinatari della merce, anche a seguito di più passaggi fittizi, un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello di mercato. Per una più precisa descrizione del comportamento fraudolento in parola, si riepilogano con l’ausilio di un esempio le fasi ed i vantaggi conseguiti dai diversi soggetti interessati:

- un soggetto comunitario vende a un soggetto italiano (cartiera) un bene ad un prezzo di euro 100;
- la «cartiera» riceve la merce con Iva «neutra» in quanto comunitaria. Successivamente vende il bene al «reale destinatario» a un prezzo di euro 90,00, sul quale applica la corrente aliquota d’imposta (21 per cento);
- il «reale destinatario» ottiene in tal modo un bene ad un prezzo (euro 90 + 19 = 109,00) del 10 per cento inferiore a quello di mercato, e può detrarsi l’Iva afferente l’acquisto;
- la «cartiera» ottiene anch’essa un vantaggio economico di circa il 10 per cento, in quanto recupera la differenza tra il prezzo praticato alle imprese utilizzatrici ed il costo sostenuto per l’acquisto di prodotti, non versando sistematicamente l’Iva all’Erario.

Il meccanismo, dunque, ruota essenzialmente attorno al missing trader: si tratta, a tutti gli effetti, di operatori economici che evidenziano, nella maggior parte dei casi, le seguenti peculiarità:
- sono rappresentati da soggetti definibili «testa di legno», cioè personaggi nullatenenti e volutamente evasori totali nei confronti dei quali ogni eventuale escussione patrimoniale non darebbe alcun frutto per l’erario;
- sono soggetti con precedenti penali, facilmente «arruolabili» e allettati dalla possibilità di avere una remunerazione economica, incapaci di effettuare operazioni di gestione contabile e/o amministrativa del soggetto economico che fittiziamente rappresentano;
- a volte adempiono a tutte le formalità previste dall’imposta, tra le quali le dichiarazioni annuali, le registrazioni o le liquidazioni Iva ma ne omettono il versamento;
- restano in vita per un periodo di tempo limitato (2-3 anni al massimo).

Infine, occorre evidenziare che analogo risultato evasivo, si può ottenere interponendo, tra la «cartiera» e l’utilizzatore finale, delle società definibili «filtro», cioè dei soggetti economici perfettamente operativi, il cui utilizzo costituisce, di fatto, un evoluzione del sistema della frode carosello, che nel caso di specie ha come finalità precipua quella di rendere maggiormente difficoltoso l’accertamento e le contestazioni da parte degli organi dell’Amministrazione finanziaria.

* Ufficiale della Guardia di Finanza