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RAGUSA - 14/08/2012
Attualità - Il "De profundis" da Catania. Intanto missiva anonima per Paolo Pavia

Chiude Lingue a Ibla. Lettera minatoria a rappresentante studenti Paolo Pavia

L’esponente di Idv in seno a Lingue ha consegnato la missiva, rigorosamente anonima, alla Procura Foto Corrierediragusa.it

Non ci saranno iscrizioni al primo anno di Mediazione Linguistica ad Ibla. Lo ha detto a chiare lettere Antonio Recca cantando il De profundis al futuro dell’Università a Ragusa. E nella vicenda si inserisce anche una lettera minatoria ricevuta dal rappresentante degli studenti di Lingue, Paolo Pavia (foto). L´esponente di Idv in seno a Lingue ha consegnato la missiva, rigorosamente anonima, alla Procura. Pavia sostiene che la mano che ha scritto la lettera è la stessa che ne ha già scritto altre dello stesso tenore minaccioso. "Sono tranquillo - dice Pavia - perchè sono altre le cose che mi preoccupano". A Pavia è arrivata la solidarietà di Idv e del commissario Giovanni Scarso.

Intanto, come accennato, il futuro di Mediazione Linguistica ad Ibla, come ha confermato il rettore dell’Università di Catania, è stato compromesso dalle parole di Giovanni Scarso, commissario straordinario alla Provincia che ha annunciato di avere tagliato i fondi in bilancio per l’Università da mille 500 euro a soli 150 mila euro.

Catania ha preso la palla al balzo ed ha inferto il colpo di grazia a Lingue, il cui trasferimento a Ragusa, al di là di tutte le buone intenzioni, era stato mal digerito all’interno del senato accademico ed in genere dell’ateneo catanese, docenti compresi. Antonio Recca addossa dunque tutta la responsabilità alla Provincia che non sarebbe più in grado di sostenere i costi della Facoltà ma Giovanni Scarso ha ribattuto a muso duro dicendo che il rettore ha fatto una clamorosa marcia indietro rispetto all’accordo transattivo tra il Consorzio e l’ateneo.

«Il rettore – dice Giovanni Scarso- è stato smentito clamorosamente dal suo direttore amministrativo e conferma la volontà del’Università di non voler tenere in conto gli impegni assunti e d volere scaricare sulla Provincia le responsabilità. La Provincia è pronta a firmare l’accordo insieme al comune, il Consorzio e l’università».

A questo punto sorge spontanea la domanda: se Scarso era così convinto di volere e dovere firmare l’accordo perché ha tagliato i fondi? Legittimo farlo e probabilmente anche opportuno ma un gesto politico ed amministrativo che ha portato direttamente alla chiusura di Lingue per cui non servono più altre parole. La parola invece passerà agli avvocati e ad un ricorso al Tar, ma ci vorrà tempo mentre gli studenti e le famiglie sono sempre più in apprensione per il loro futuro.

Il Tar dovrà pronunziarsi sulla richiesta di sospensiva del manifesto degli Studi nel quale non è stata inserita Mediazione Linguistica , prevista negli accordi sottoscritti due anni fa. E’ insomma scontro frontale e le prese di posizione non mancano a cominciare da Orazio Ragusa e Carmelo Incardona che si fanno notare per una conoscenza dei fatti molto relativa e semplicistica rispetto alla gravità della situazione.

SARA´ IL TAR AD AVERE L´ULTIMA PAROLA?
Sarà il Tar ad avere l’ultima parola sull’intricata vicenda del futuro dell’università iblea. Lo stop repentino all’accordo transattivo da parte dell’università di Catania, che, di fatto, cancella con un colpo di spugna il corso di laurea in mediazione linguistica a Ibla, ha indotto il presidente del Consorzio universitario Enzo Di Raimondo ad adire le vie legali.

Di Raimondo si è difatti rivolto al Tar per ottenere la sospensiva del manifesto di studi dell’università etnea che non prevede, per l’appunto, il corso ibleo di mediazione linguistica. Di Raimondo ha espresso il proprio pensiero in maniera chiara, chiedendo in pratica aiuto e sostegno a tutti, dalla deputazione iblea (in verità finora assente) ai lavoratori. Una sollevazione pubblica, che, però, non sarà sufficiente a salvare il corso di laurea in mediazione linguistica, dopo lo stop all’accordo transattivo a causa, a quanto pare, dell’esiguità del contributo stanziato dal commissario straordinario dell’ente di viale del Fante Giovanni Scarso: appena 150mila euro a fronte dell’originario milione e mezzo.

E siccome non si tratta di bruscolini, avranno pensato a Catania, senza soldi non si canta messa. O, nella fattispecie, senza denaro non si fa lezione. «Potevano pensarci prima – scrive in una nota Scarso – invece di fare dietrofront all’ultimo minuto». Scarso se la prende poi con il rappresentante degli studenti Paolo Pavia, che, in una nota, aveva criticato tutto e tutti. «Non spetta a Pavia esporre giudizi di merito», tuona Scarso. Ma intanto, tra reciproche accuse e tardive richieste di sostegno, la provincia (che tra poco tempo sarà cancellata) ha subito una ulteriore presa per i fondelli. Amen.


cifre
15/08/2012 | 12.52.57
sal

vedo qualche difficoltà con le cifre: in "tagliato i fondi in bilancio per l’Università da mille 500 euro a soli 150000 euro." c´è un prooblema; se si taglia jna cifra, qella iniziale deve essere più alta della finale; se la finale è 150000 a euro, la iniziale non può essere 1500 euro ma magari 1500000 cioè un milione e 500 mila euro.


troppo poco......
14/08/2012 | 18.46.41
enrico

Egrgio Signor Dipillo,
condivido,anche se mi sembra troppo tenero con quel Tale che temo ritorni ancora ad offrirci il suo bel faccino per prendere ancora in giro tutta la popolazione dei ragusani in patria e nel mondo.Come mai nessuno si è chiesto come è possibile azzerare tutta una situazione florida di cassa in pochissimi mesi sperperando in meno di metà anno tutto il bilancio per giunta non approvato,dell´intero 2012?
Quanti "ritorni"in questa sua frenetica attività.....
Meditate genti e cogliete il senso Preposti....
Scusate ma temo.... e mi firmo con un nome di fantasia perchè potrei perdere il posto e devo pensare ai miei figli.


non dimentichiamo il Vostro ´" ottimissimo"
14/08/2012 | 15.33.36
dirillo

non dimentichiamo che il buon(fin troppo)presidente uscito Antoci ha fatto uno degli ultimi colpacci:impegna l´Ente Provincia a più non posso,distribuisce a spese dei contribuenti premi ed avanzamenti a tutti gli amici funzionari-a futura memoria,sicuramente in vista della sua prossima candidatura-,vincola,l´ente a spese folli,tra cui milioni per l´università, senza però lasciare un solo euro in cassa e va via.
Non per nulla è inteso "u parrinieddu".Chiedo scusa ai Sacerdoti,che apprezzo e stimo.
Leandro Dirillo da Ispica
Con las speranza che la presente non sia cestinata.