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RAGUSA - 14/08/2012
Attualità - Elezioni presidenza Società aeroporto Catania, la Camcom giustifica il «ni»

Sac, Gambuzza spiega astensione: "Accordo non condiviso e inficiato"

Per Enzo Licitra, consigliere di «Ragusa grande nuovo», persa un’opportunità. La Camera Commercio conferma l’indicazione del modicano Giuseppe Giannone per la seduta di settembre, «figura di alto profilo professionale»
Foto CorrierediRagusa.it

Perché si è astenuto il presidente della Camera di Commercio di Ragusa Sandro Gambuzza (foto) durante le votazioni per l’elezione di un modicano, il commerciante modicano Giuseppe Giannone del gruppo Conad, dalla presidenza della Sac? La domanda al presidente dell’ente camerale è arrivata da più parti, con contorno di inevitabili polemiche.

Fra i tanti, a sollevare il caso, anche il consigliere comunale di Ragusa grande di nuovo Enzo Licitra. «Non possiamo trattenere un moto di indignazione- scrive Licitra- dopo avere appreso che il presidente della Camera di Commercio di Ragusa, Sandro Gambuzza, lo scorso 3 agosto, in una riunione dell’assemblea della Sac, avrebbe avuto l’opportunità di fare raggiungere un risultato storico all’economia della nostra provincia, l’elezione di un rappresentante ibleo alla presidenza della Società aeroportuale di Catania. Sarebbe bastato solo che Gambuzza esprimesse il suo voto a favore e, frutto dell’accordo tra Camera di Commercio e Asi di Catania con la Camcom di Ragusa, la situazione sarebbe stata sbloccata, a tutto vantaggio del nostro territorio. E, invece, incredibilmente, Gambuzza prima ci ha pensato, poi ha tentennato e quindi si è astenuto».

I motivi dell’astensione vengono spiegati dal diretto interessato Sandro Gambuzza in una nota ufficiale che ieri è uscita dall’ufficio stampa dell’ente camerale: «L’occasione che si è presentata lo scorso 3 agosto- spiega Gambuzza- all’attenzione della Camera di Commercio di Ragusa di vedere eletto quale presidente della Sac il designato che questo ente ha individuato per la propria presenza nell’organo di amministrazione della società dell’aeroporto di Catania non era il risultato di una azione unanime e condivisa dei soci per dare un assetto stabile e definitivo alla Sac, e sono certo che quel consiglio avrebbe avuto vita assai breve perché c’erano le condizioni per inficiare la validità dell’assemblea con la conseguenza di vanificare anche per il futuro una presenza importante della Camera di Ragusa e del territorio nella gestione dell’aeroporto di Catania e quindi del polo aeroportuale del sud-est, come mi piace definire l’asse Catania-Comiso.

E’ quindi del tutto evidente che questa Camera di Commercio conferma con convinta adesione la indicazione per il consiglio di amministrazione della Sac Spa del commerciante modicano Giuseppe Giannone del gruppo Conad, figura di alto profilo professionale ed imprenditoriale, e si augura che questo avvenga in una visione unitaria che dia certezza per la qualità del futuro della Sac.»

L´ORIGINE DELLA VICENDA
L’offerta che Camera Commercio e Asi di Catania hanno fatto al presidente della Camera di Commercio di Ragusa Sandro Gambuzza era ghiotta: «Vota con noi e Ragusa avrà la presidenza Sac…». Ma Gambuzza prima ci ha pensato, poi ha tentennato, infine si è astenuto. E la possibilità che la Sac eleggesse presidente Giuseppe Giannone, autorevole commerciante modicano, è sfumata! Tutto questo accaduto il 3 agosto scorso.

Perché? E’ l’interrogativo che da più parti si pongono, compresi Angelo Giacchi e Giovanni Cirnigliaro che sono impegnati davanti al «Magliocco» nello sciopero della fame bis (ieri le condizioni di Giovanni Cirnigliaro si sono aggravate al punto che è stata necessaria una visita al Pronto soccorso di Comiso). Se non si raggiungerà l’accordo per la prossima votazione fissata per il 6 agosto, la Sac potrebbe essere commissariata.

Il caso Sac è diventato un caso che fa polemica. Verità e bugie si inseguono e pongono dubbi e perplessità. Perché questa rinuncia? Perché nonostante i numeri dei presenti al voto fossero favorevoli all’asse Catania – Ragusa, la CamCom di Ragusa ha rinunciato alla grande possibilità di eleggere un suo presidente in vista dell’apertura dello scalo aeroportuale comisano? Secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti alle trattative, per eleggere il presidente Sac dopo la fine dell’era Mancini, occorrono 5 voti delle 8 quote di maggioranza. I proprietari di Sac sono La Cciaa di Catania (3 quote) e l’Asi di Catania (una quota). Le altre quote sono la Provincia di Catania, quella di Siracusa, la Cciiaa di Siracusa e quella di Ragusa.

Le trattative cominciano nel mese di maggio ma le riunioni si concludono sempre in anticipo per mancanza del numero legale. Non c’è accordo sul nome del presidente e sull’amministratore, cariche ambite da Catania. Infine l’offerta storica che Sandro Gambuzza rifiuta il 3 agosto scorso. Adesso c’è attesa per la prossima seduta del 6 settembre, dopo la quale, in caso di nulla di fatto, potrebbe arrivare il commissariamento.

Nel fare l’elenco dei «buoni e cattivi», Giacchi e Cirnigliaro in una nota inviata alla stampa al terzo giorno di sciopero, stigmatizzano l’atteggiamento della Camera di Commercio di Ragusa: «Il presidente della Cciaa Sandro Gambuzza- scrivono- dichiara che il territorio deve reagire tutto insieme per ottenere l’apertura… certamente è importante che ciò si faccia, ma la Cciaa di Ragusa ha un posto nel Consiglio di amministrazione della Sac di Catania e sarebbe bello che Gambuzza portasse a conoscenza dei cittadini ragusani tutti i verbali dei Cda da cui si evince il proprio impegno a favore dell’aeroscalo comisano… Questo lo chiediamo perché siamo convinti che questo Ente, oltre a fare i comunicati stampa intenzionali, ha il dovere di fare molto e di dare garanzie di lavoro alle imprese della provincia di Ragusa che si stanno scontrando con una crisi che non ha eguali negli ultimi 50 anni.

«La Sac di Catania che ha investito 25 milioni di euro nell’aeroporto è nell’occhio delle illazioni perché qualcuno pensa che sia di ostacolo all’apertura dello scalo comisano. Noi siamo convinti che non sia così, anche se l’atteggiamento silente e ambiguo della Sac fa nascere dubbi. Quindi sarebbe opportuno che i rappresentanti ragusani all’interno della SAC richiedessero degli interventi concreti affinché si fughino tutti i dubbi che la collettività ragusana nutre riguardo alle responsabilità che dovrebbe avere la Sac nella mancata apertura del Magliocco».