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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 959
RAGUSA - 10/08/2012
Attualità - In Sicilia in autunno usciranno dal lavoro 11.520 persone

Occupazione giù: Ragusa è penultima in Italia per calo di dipendenti

L’analisi dei sindacati è impietosa. "Sono i dati peggiori degli ultimi 40 anni» esclama il segretario generale della Cgil, Giovanni Avola
Foto CorrierediRagusa.it

L’occupazione cala e la Sicilia è tra le regioni più colpite. Enna, Ragusa e Siracusa sono le provincie meridionali dove i morsi della crisi occupazionale si faranno sentire ancora di più rispetto alle altre aree con trend comunque negativo.

Ragusa, per esempio, è la seconda provincia in Italia per calo di dipendenti nei vari comparti e lo scenario non fa sperare in niente di meglio. In provincia di Ragusa il saldo tra nuovi occupati e persone che usciranno fuori dal mondo del lavoro farà segnare in autunno un preoccupante – 3,9 per cento.

Entreranno infatti 2170 lavoratori ma ne usciranno 3.700. In totale sono 990 posti in meno che si aggiungono ad un livello di disoccupazione già alto che sfiora il 30 per cento. L’indagine condotta da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro per capire dove va il mondo del lavoro non lascia speranze.

La Sicilia è fanalino di coda con 35.550 assunzioni previste ma ben 47.070 persone in uscita tra scadenze di contratto, licenziamenti, pensionamenti o per lavori stagionali. In tutto si tratta di 11.520 persone in meno con tutto quel che ne consegue in termini di reddito e potere di acquisto. In provincia di Ragusa i posti che verranno a mancare saranno sostanzialmente nei due settori trainanti, almeno per tradizione. Si tratta del comparto costruzioni e del commercio.

Sandro Gambuzza, presidente della Camera i Commercio fa la sua analisi: «Era un dato noto ma non per questo meno significativo. Era emerso in sede di tavolo dello Sviluppo la scorsa primavera. Sono molto preoccupato e come ente teniamo alta l’attenzione. Ragusa aveva retto finora ma questi dati fanno molto riflettere. Penso che la situazione potrà migliorare con il Decreto per lo Sviluppo avviato dal Governo Monti». L’analisi dei sindacati è impietosa. Sono i dati peggiori degli ultimi 40 anni» esclama il segretario generale della Cgil, Giovanni Avola.

"E’ una crisi senza precedenti» dice Enzo Romeo della Cisl. Per tutti la ricetta è la stessa; far ripartire le infrastrutture ed i grandi lavori. A cominciare da Ragusa Catania, autostrada Siracusa - Gela, aeroporto di Comiso ma proprio questi sono le palle di piombo del territorio che nessuno, classe dirigente, politica sindacale, sono riuscite a rimuovere nonostante scioperi, tavoli tecnici, riunioni, scioperi della fame, sit –in.