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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 377
RAGUSA - 01/08/2012
Attualità - Dopo la riduzione da un milione e mezzo a 150 mila euro da parte della Provincia

Modica fuori dal Consorzio universitario, futuro a rischio

Appello di Giovanni Avola, Cgil, perchè le istituzioni si ritrovino attorno ad una tavolo e parlino del futuro universitario in provincia

Giorni difficili per il futuro di Lingue. Dopo la sortita del commissario straordinario della Provincia Giovanni Scarso le nubi si addensano sulla presenza dell’università in città Scarso, per la verità, ha cercato di fare marcia indietro dicendo che l’ente cercherà comunque di fare la sua parte ma per il momento la realtà dice che da un milione di mezzo di euro appostati sul bilancio dell’ente di viale del fante si è passati ad appena 150 mila euro.

Briciole per l’ateneo catanese,attento a quello che succede a Ragusa e pronto a tirare i remi in barca, ovvero a smantellare Lingue ad Ibla e a trasferirla nella sede storica dei Benedettini. Antonio Recca per il momento si è solo limitato a non inserire le modalità di iscrizione alla facoltà nel manifesto degli Studi e la situazione resta in piena evoluzione.

L’ultimo colpo al futuro dell’università in provincia viene poi da Modica. perché il consiglio comunale ha infatti votato di revocare l’adesione al Consorzio universitario della provincia di Ragusa. La decisione è stata presa a maggioranza dopo una breve relazione del sindaco. Dodici i voti a favore, tutti consiglieri della maggioranza, e quattro gli astenuti, la minoranza. Antonello Buscema è stato chiaro: «Non ce lo possiamo più permettere e non abbiamo alcun beneficio. Meglio utilizzare la somma per altri scopi La deliberà ha avuto l’immediata esecutività. I 150 mila euro che Modica si è impegnata a versare al Consorzio saranno dunque stornati nel prossimo bilancio ed utilizzati per altri capitoli. Modica chiude così anche il secondo capitolo riguardante la formazione universitaria.

Prima è stata la volta del corso di laurea in Scienze dell’amministrazione e del Governo, ora l’adesione al Consorzio. Sono state esperienze che hanno inciso notevolmente sul bilancio comunale tanto che l’ente si trova ora a dovere pagare gli arretrati all’ateneo catanese, circa quattro milioni di euro, dopo una lungo e difficile contenzioso che è poi sfociato nell’accordo sottoscritto tra il sindaco ed il rettore Antonio Recca. Anche con il Consorzio palazzo Domenico è in arretrato e dovrà versare le quote degli ultimi quattro anni.

Da parte sua Giovanni Avola, segretario provinciale della Cgil, vuole essere fiducioso, almeno a parole: «Non intendo entrare nel merito delle scelte del commissario Scarso cheoggi invoca una rimodulazione dell’accordo economico tra Consorzio e l’Ateneo catanese come condizione per poter sostenere la presenza universitaria a Ragusa.

La politica delle istituzioni si metta in moto perché attorno ad un tavolo, nel quale CGIL ,CISL, UIL vogliono scommettersi, si possa concretizzare un punto di compromesso alto su una soluzione sostenibile con i costi e quindi con le esigenze di tutti: Provincia, Comune di Ragusa e Università di Catania.
Da qui passa la capacità della classe dirigente di preservare un presidio culturale di grande prestigio e dall’altra di garantire al personale che vi opera- pensiamo in particolare a quello precario- un domani certo e senza assilli. Qualcuno da oggi si assuma la paternità di un’azione che produca idee e soluzioni».


Una decisione coerente
01/08/2012 | 23.35.17
Paolo Pavia

Il Comune di Modica è da sempre moroso nei confronti del Consorzio universitario. Alla fine del 2010 il debito dell´amministrazione modicana ammontava ad oltre 300.000 euro. Mi sembra che la decisione di uscire dal Consorzio sia addirittura tardiva. Caro Dott. Gennaro, l´esperienza universitaria ragusana ha potuto già fare ampiamente a meno del Comune di Modica. Non prendiamoci in giro!
Paolo Pavia