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RAGUSA - 05/07/2012
Attualità - L’associaizone vuole continuare la sua attività di informazione e di attività sociale in provincia

Uccio Milana riconfermato presidente Arcigay Ragusa

Milana ha sottolineato l’importanza di proseguire in un percorso "che favorisca un movimento di pensiero personale, che poi si realizzerà, anche in un orientamento sociale e collettivo, volto ad eliminare ogni sorta di pregiudizio o restrizione rispetto agli orientamenti sessuali

Il consiglio provinciale di Arcigay Ragusa ha riconfermato Uccio Milana a presidente dell’associazione. Milana vuole continuare nella sua linea di attività sociali ma anche di informazione. E´ quanto stabilito dal congresso provinciale di Arcigay Ragusa, svoltosi alla presenza del presidente nazionale Paolo Patanè che ha rivolto parole di elogio al lavoro svolto da Milana e dal Comitato in questi anni.

Milana ha sottolineato l´importanza di proseguire in un percorso "che favorisca un movimento di pensiero personale, che poi si realizzerà, ne siamo certi, anche in un orientamento sociale e collettivo, volto ad eliminare ogni sorta di pregiudizio o restrizione rispetto agli orientamenti sessuali. Un percorso che porti al pieno riconoscimento della dignità di ogni persona, che all´interno della società deve trovare pari diritti e, ovviamente, riconoscere e accettare, pari doveri. Noi siamo qui oggi - ha aggiunto - per proporci come donne e uomini che vogliono utilizzare lo strumento Arcigay non solo come associazione Lgbt ma anche come forza sociale impegnata nel nostro contesto locale, con una chiara opzione a farci carico non solo delle nostre istanze, ma di quelle più generali della nostra comunità provinciale".

Si lavorerà sulla questione dei diritti. "Per rendere più incisivo ed efficace il nostro impegno - dice ancora Milana - puntiamo ad una profonda ricostituzione del nostro comitato, tanto giovane quanto già ricco di importanti esperienze. Riteniamo doveroso far diventare questo nostro comitato un punto di riferimento della comunità Lgbt iblea, innanzitutto dando vita ad incontri sia interni che esterni all´associazione, in seguito creando una fitta rete di rapporti e di reciproca fiducia verso altre realtà associative della provincia".

"Tentare di diventare soggetto di pubblica visibilità, invece che ghettizzarci, ci permetterà di portare avanti le nostre istanze specifiche, ma anche quelle generali, quali la lotta all´omofobia e alle discriminazioni, perché solo attraverso una capillare diffusione di una solida cultura del rispetto ci potranno essere i cambiamenti a cui aspiriamo. Quindi ben vengano mostre pubbliche di diverso genere, proiezioni di film o documentari tematici, progetti con le Pubbliche Amministrazioni, con cui bisogna sempre confrontarsi costruttivamente, e con le scuole, per avviare un dialogo con i giovani, che rappresentano la cultura del domani".