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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 813
RAGUSA - 02/07/2012
Attualità - La carovana formata da una cinquantina di mezzi ha toccato Ragusa e poi a Modica

I Forconi in provincia con il loro carico delle proteste

Il tour della Siciliaa è cominciato a Gela e si concluderà giovedì agli imbarcaderi di Messina Foto Corrierediragusa.it

La rumorosa e variopinta carovana dei Forconi è approdata in provincia. Come da programma, ma con un´ora buona di ritardo sulla scaletta annunciata, Mariano Ferro ha guidato una cinquantina di mezzi che hanno sfilato prima per le strade del capoluogo concentrandosi in piazza Libertà.

Poi macchine e furgoni si sono diretti verso Modica dove hanno sfilato per corso Umberto (nella foto: un manifestante) per concludere la serata nell´anello della Statale 115. "Unisciti alla carovana, è ora di agire" hanno detto e scritto i Forconi nei manifesti distribuiti alla gente mentre Mariano Ferro ha lanciato messaggi contro tutto e tutti con il suo microfono mentre sfilava per le due città.

Oggi Mariano Ferro e compagni si sposteranno a Scicli e da qui si dirigeranno verso il siracusano con Avola tra le tappe principali.

I Forconi vogliono incontrare chi "non ne puo´ piu´ di sprechi, corruzione, mafie e tasse inique» e dopo avere paralizzato la Sicilia lo scorso inverno, promettono di nuovo battaglia. "Non ci fermiamo - dice il leader Mariano Ferro -. Non possiamo rassegnarci a chi vuole consegnare l´Isola all´arretratezza e alla povertà. Noi viviamo in una terra che potrebbe essere ricchissima e che invece una politica distratta e colpevole vuole condannare all´arretramento e alla poverta".

Il tour a bordo dei furgoni è già iniziato. Giovedi´ scorso erano a Gela, Licata, Palma di Montechiaro, Camastra, Naro, Canicattì, Favara, Agrigento, Porto Empedocle e Sciacca. Poi e´ stata la volta del trapanese ed oggi della provincia di Palermo con tappa a Capaci per commemorare le vittime della strage e il giudice Giovanni Falcone. Un giro della Sicilia che non conosce soste, che ha toccato il nisseno, per poi coprire tutte le altre province dell´Isola, sino alla grande manifestazione dell´8 luglio, quando ci sarà un presidio sulla Salerno-Reggio Calabria.

La protesta dei Forconi siciliani, dunque, arriva oltre lo Stretto perchè "il problema delle tasse, ormai insopportabili, non e´ una questione siciliana: Vogliamo mandare un messaggio simbolico all´Italia: e´ tempo di svegliarsi, di agire per costruire un futuro ai nostri figli. La Sicilia e´ stata sfruttata - dice Ferro - e ora vengono a chiederci il conto, dopo aver ridotto povera una terra che per le risorse che ha a disposizione potrebbe essere ricchissima. La classe politica si e´ dimostrata incapace, distratta, ma noi non ci rassegniamo alla povertà e a giudicare dall´attenzione e dal consenso che raccogliamo nei paesi siamo certi che in tanti la pensano come noi. La protesta - conclude - aspetta solo qualcuno che la guidi".