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RAGUSA - 26/06/2012
Attualità - Ultima visita nella parrocchia dedicata a Maria Ausiliatrice in corso Italia

Dopo 11 giorni si è conclusa la "Peregrinatio Mariae"

«Era il quarto anno di presenza nella nostra provincia – dice don Giorgio Occhipinti – ma mai come questa volta abbiamo riscontrato un fervore così ricco"
Foto CorrierediRagusa.it

Undici giorni di devozione, di intensa passione spirituale, di comunione. La «Peregrinatio Mariae» in terra iblea chiude i battenti. L’arrivo della Madonna Pellegrina, proveniente dal santuario di Fatima, è stata accolta con gioia da tutti i fedeli della diocesi di Ragusa.

Lo afferma il direttore dell’ufficio della Pastorale per la salute, don Giorgio Occhipinti, molto soddisfatto per l’attenzione che il simulacro della Madonna Pellegrina è riuscito ad attirare, per l’evocazione che la sua presenza ha saputo concretizzare. Un moto perpetuo quello dei devoti che, per undici giorni, senza soluzione di continuità, non hanno mai lasciato sola la Madonna di Fatima, facendole anzi sentire tutta la vicinanza che, in casi come questi, si può rendere ad uno dei più significativi simboli del mondo spirituale. E poi c’è la particolare vicinanza al mondo di chi soffre, di chi sta male.

Ecco perché tra i momenti della «Peregrinatio» di solidarietà, quello che ha assunto maggiore significato è stata l’accoglienza nella parrocchia dedicata a Maria Ausiliatrice, la stessa dell’istituto dei salesiani in corso Italia, nel capoluogo ibleo. Qui, don Nino Aprile, parroco di Maria Ausiliatrice, ha aperto le porte dell’intera comunità dove, già da tempo, esiste un gruppo di persone, consacrati e non, che si adoperano per portare il proprio sostegno agli ammalati del quartiere. Un’esperienza ricca di attenzione verso chi sta male e che, già da qualche anno, la parrocchia porta avanti dimostrando di avere acquisito al meglio il messaggio di don Bosco. Don Giorgio Occhipinti, nel tracciare un bilancio della «Peregrinatio Mariae» in terra iblea, afferma che la Madonna ha esercitato un forte richiamo nei confronti dei ragusani.

«Era il quarto anno di presenza nella nostra provincia – dice don Occhipinti – ma mai come questa volta abbiamo riscontrato un fervore così ricco. Sono rimasto davvero commosso. Ringraziamo il vescovo della diocesi di Leiria-Fatima, mons. Antonio Marto, così come il rettore del santuario, per la disponibilità che ci è stata data, per avere fatto arrivare la Madonnina in terra iblea. Per la città di Ragusa, e non solo, è stato un grosso dono».

(nella foto: la comuità parrocchiale di S. Maria Ausiliatrice)