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RAGUSA - 25/06/2012
Attualità - A fine luglio scade il mandato dei direttori generali delle Asp della Sicilia

Il "rompicapo" di Lombardo sui manager sanitari

Voci di un possibile trasferimento di Gilotta a Catania per motivi di salute. Fli chiede anche la testa di Pasquale Granata e Maria Sigona e invita Lombardo a nominare i nuovi manager mandando a Ragusa Giovanni Puglisi
Foto CorrierediRagusa.it

Nominare i nuovi o prorogare gli uscenti? Questo è il problema. E’ il dilemma shakespeariano di Raffaele Lombardo (nella foto con Ettore Gilotta) prima che si chiuda anticipatamente la sua burrascosa legislatura. Che fare? La ragione e il buon senso suggerirebbero di concedere una proroga di 6 mesi e affidare l’incombenza delle nuove nomine al prossimo governatore; il cinismo politico penserebbe all’oggi e non al domani: nomina ora, tutti di fiducia, e chi verrà si terrà per l’intero mandato manager scelti dal predecessore. Un classico in politica.

Altre voci che filtrano dalle colonne portanti dell’edificio sanitario di piazza Igea, vogliono il manager Ettore Gilotta in procinto di lasciare Ragusa per Catania, ma non per darlo in pasto agli avversari politici (le richieste di dimissioni di solito rafforzano non indeboliscono) semmai per motivi di salute. Se tale voce è fondata, Ragusa sarà la prima sede sanitaria ad avere bisogno di un provvedimento urgente, magari facendo arrivare un commissario.

Nomine o proroghe che siano, il toto-manager è cominciato. Chi verrà a Ragusa? Armando Caruso è ragusano, anzi vittoriese, attuale direttore generale a Messina. Non risultano «nei» amministrativi nella gestione della sanità peloritana, Caruso avrebbe le carte in regola per ricevere la riconferma e il trasferimento nella sede che lo ha lanciato come direttore amministrativo.

Sorprendente, appare in queste settimane, l’effervescenza di Futuro e libertà nel trattare temi sanitari. Il coordinamento provinciale del partito è ormai schierato a testa bassa contro l’attuale dirigenza sanitaria. Chiede a Lombardo non solo la rimozione di Gilotta, ma per la prima volta mette sotto tiro anche le direzioni sanitaria e amministrativa, vale a dire Pasquale Granata e Maria Sigona, i burocrati nominati da Gilotta.

Fli sostiene, in un comunicato stampa, che «pur non variando la responsabilità del direttore generale, molti dei provvedimenti non adottati e delle cose non fatte sono sicuramente da addebitare al direttore sanitario aziendale ed al direttore amministrativo, che hanno «remato contro» anche nei confronti del direttore generale, essendo il loro referente politico già di per sé ostile al direttore generale». Come si vede, il gioco si fa politico, essendo il loro referente politico (Nino Minardo o Innocenzo Leontini) di per sé ostile al direttore generale.

Fli si spinge oltre la dettagliata critica sulle presunte inefficienze sanitarie, indica anche un nome come possibile successore di Gilotta. «Chiediamo a Lombardo –scrive Fli- che assuma una precisa decisione rimuovendo il direttore generale, magari trasferendolo in considerazione delle sue condizioni di salute, e rimuovendo soprattutto, senza remore e dubbi, il direttore sanitario ed il direttore amministrativo, nominando magari un direttore generale di sua fiducia e, possibilmente ibleo ed efficiente (pensiamo ad dottor Giovanni Puglisi per esempio, che ha sempre dimostrato sensibilità e competenza) in modo tale da gestire «correttamente questo periodo pre-elettorale senza infingimenti di sorta e non con persone che non solo «remano contro», ma addirittura cercano di ostacolare chi ha creduto fermamente nella riforma Lombardo- Russo».

Un attacco senza precedenti quello di Fli, che parte ancora una volta dalla discriminazione subita dalla sanità ipparina rispetto a quella ragusana e modicana. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? «La sospensione dei trasporti secondari con la conseguenza di «aggiungere e caricare alle UU.OO. cliniche di degenza oneri ed incombenze decise in contesti ed ambiti in cui le UU.OO. non sono rappresentate».

Una serie di accuse dettagliate che denota la grande conoscenza del settore sanitario di tutto la provincia. «La disposizione e la delibera non tengono conto che per le UU.OO. di degenza è materialmente impossibile poter disporre di una unità infermieristica o medica per poter procedere ad un trasferimento senza lasciare scoperto il turno programmato, a maggior ragione nel periodo estivo quando si lavora con presenze ridotte. Incredibile tale situazione in considerazione che molti operatori non riescono ad usufruire delle ferie estive se non a costo di far chiudere i reparti di degenza. L’unica soluzione «adottata» da questa amministrazione è basata sul senso di responsabilità degli operatori, che spesso sono «i soliti fessi».

E ritorna in auge il non risolto caso dei doppioni. «Invece di procedere ad eliminare i doppioni delle U.O.C ed a maggior ragione delle U.S. e ad utilizzare il personale di tali unità per sopperire alle emergenze; invece di ascoltare le ragioni dei precari e di risolvere problemi che per talune famiglie sono di «sopravvivenza» si pensa, a fine mandato, a bandire concorsi per i doppioni con aggravio di spesa e, soprattutto condizionando di fatto il prossimo DG. Gli unici provvedimenti sono solo quelli di «facciata», per farsi rinnovare il contratto o quelli che premiano gli amici».