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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1201
RAGUSA - 22/06/2012
Attualità - L’auditorium della Camera di Commercio stracolmo di dipendenti degli enti locali

Sindaci e sindacati uniti. Da Ragusa un appello: "Subito risorse agli enti locali"

Firmato un protocollo di intesa in Prefettura che intende garantire in via prioritaria l’appostamento nei bilanci dei comuni delle somme destinate agli stipendi
Foto CorrierediRagusa.it

Il protocollo c’è ora tocca a sindaci ed amministratori metterlo in pratica. Non sarà facile perché Stato e Regione sono con risorse limitate e non rispettano i tempi dovuti ma proprio su questo aspetto era incentrata la giornata di mobilitazione.

C’erano tutti alla manifestazione promossa da Cgil, Cisl ed Uil e dalle amministrazioni locali; tutti i sindaci hanno risposto ed all’auditorium della Camera di Commercio c’era il tutto esaurito. Lavoratori dei vari comuni e dei vari comparti, dai servizi sociali agli operatori ecologici, che al pari degli impiegati soffrono per i ritardi nei pagamenti degli stipendi e soprattutto non hanno certezze sul loro futuro.

Con il protocollo sottoscritto in Prefettura davanti al prefetto Giovanna Cagliostro (nella foto), che ha lavorato con fine diplomazia per sanare la «dimenticanza» da parte degli organizzatori del commissario regionale Giovanni Scarso, chiamato in extremis, i sindaci si sono impegnati a appostare nei bilanci di loro competenza le somme necessarie per garantire gli stipendi del personale alle loro dipendenze ed hanno nello stesso contesto chiesto con forza alla Regione ed allo Stato l’erogazione dei trasferimenti dovuti visto che gli enti sono ormai allo stremo.

Maurizio Bernava, segretario regionale Cisl, ha rilevato l’opportunità di questa mobilitazione: «Da Ragusa – ha detto – parte un segnale per tutta la Sicilia. Questo protocollo potrà essere adottato in altre realtà, è un segnale importante». Per il sindaco di Vittoria Peppe Nicosia le amministrazioni devono fare fronte comune: «Evitiamo di rassegnarci e facciamoci sentire a tutti i livelli».

Antonello Buscema è sulla stessa linea d’onda di Nello Dipasquale: «Il sistema delle autonomie locali non regge più senza trasferimenti e con tagli corposi. C’è il rischio di compromettere la pace sociale perché non ce la facciamo più ad erogare i servizi che ci vengono richiesti e che siamo tenuti a dare».


la casta dei dipendenti pubblici
22/06/2012 | 21.14.47
INS

Leggo: i sindaci si sono impegnati a appostare nei bilanci di loro competenza le somme necessarie per garantire gli stipendi del personale alle loro dipendenze .
Vorrei precisare. I dipendenti pubblici sono la casta n° 2, dopo quella politica.
Nel settore privato una mattanza, cassa integrazione a manetta, padri di famiglia lasciati in mezzo alla strada. Ma chi se ne importa.
Nel settore pubblico NESSUN ESUBERO. NESSUN ESUBERO. Sono tutti indispensabili. Sono tutti puntigliosamente inseriti nelle piante organiche comunali, provinciali e regionali. Per loro non esiste CASSA INTEGRAZIONE ed ancor più grave, non esiste alcun tipo di licenziamento anche quando sono spudoratamente nullafacenti.
Invito i cittadini che pagano le tasse e quindi gli stipendi di costoro a recarsi presso QUALSIASI ente pubblico alle 8:30 di mattina e FILMARE e pubblicare su youtube quanti sono seduti dietro la scrivania a leggere il giornale durante le prime ore di lavoro. A me è successo e non è un bel vedere.
Gradirei un po´ di equità.
Auguri.