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RAGUSA - 19/06/2012
Attualità - In Italia ne esistono 3 tipi : alla francese, mista, all’ italiana

Rebus rotatorie, ecco una guida su come affrontarle

La scarsa alfabetizzazione stradale è più evidente nella guida nelle rotatorie, certo non agevolata dalla confusione normativa esistente. Il codice della strada non dice molto in merito, di conseguenza non è raro trovare interpretazioni discordanti, frutto di ordinanze sindacali tra loro eterogenee
Foto CorrierediRagusa.it

Come si sa, gli italiani alla guida sono uno dei popoli più indisciplinati al mondo. Parcheggi in doppia fila, o nei posti riservati ai disabili, o su piazze pavimentate, limiti di velocità facoltativi, cellulare senza auricolari, niente cintura di sicurezza per tragitti brevi o distanza minima dal mezzo che precede, sorpassi a destra (sic!), occupazione abusiva delle corsie di emergenza, ecc.

Al di là dell’inciviltà in sé considerata, che rende la guida un’esperienza depressiva, la cosa è particolarmente grave quando l’esito dello spregio sistematico delle regole sono gli incidenti stradali, che nel 2011, seppur diminuiti negli ultimi anni, hanno provocato in Italia e nel resto d’Europa 31.000 morti e 1,7 milioni di feriti, dei quali 330.000 gravi, con un costo sociale di 53 miliardi di euro (Centro Studi della Commissione Europea). Solo nel nostro paese superano i 200.000 all’anno (Istat).

Eppure dall’opinione comune le cause vengono ricondotte in gran parte all’uso di alcol e stupefacenti. La realtà, a ben vedere, è molto diversa. Secondo una recente ricerca dell’Istituto Piepoli, il 97% degli incidenti è provocato da errori o azzardi umani.

Bene, uno dei casi in cui la scarsa alfabetizzazione stradale è più evidente è la guida nelle rotatorie, certo non agevolata dalla confusione normativa esistente. Il codice della strada (a differenza di quanto avviene in altri paesi) non dice molto in merito, di conseguenza non è raro trovare interpretazioni discordanti, frutto di ordinanze sindacali tra loro eterogenee (definite, non a caso, «ordinanze creative»). Proviamo a schiarirci le idee.


In Italia esistono tre tipi di rotatorie: alla francese, all’italiana, e mista. La stragrande maggioranza di esse è costituita da rotatorie «alla francese». Come riconoscerle? Se all’accesso nella rotatoria si incontra solo il cartello blu a frecce bianche siamo in presenza di una rotatoria «all’italiana»: significa che si seguono le regole ordinarie, quindi anche i veicoli che transitano dentro la rotatoria devono dare la precedenza a chi sopraggiunge dalla loro destra.

Se invece sono presenti pure altri cartelli, ossia «dare precedenza» e «stop», siamo in presenza di una rotatoria «alla francese»: i veicoli che vi transitano dentro hanno sempre e comunque precedenza su quelli che vi si immettono, mentre questi ultimi devono rispettare i cartelli «dare precedenza» e «stop» e quindi, nel primo caso, rallentare e immettersi nella rotatoria qualora non vi stia transitando nessuno, mentre nel secondo devono fermarsi, verificare che non transiti nessuno nella rotatoria e che nessuno vi stia nemmeno entrando (dei veicoli che hanno solo il «dare precedenza»), infine immettersi nella rotatoria.

Come si vede, non è così complicato. Eppure pochissimi lo fanno, sebbene non fermarsi allo Stop comporti una sanzione di 148,00 euro, oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente (art. 145 c.d.s.). Con l’estate alle porte già si vedono per le strade della provincia turisti in bicicletta e in moto, i quali, se provenienti da paesi in cui le regole stradali sono conosciute e rispettate, rischiano di farsi male.

Una soluzione potrebbero essere bande sonore per avvertire le auto della necessità, perlomeno, di rallentare. Oppure un cartello di «Stop» di dimensioni pubblicitarie per i più miopi