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RAGUSA - 28/02/2008
Attualità - Ragusa - Dalla struttura portuale di Pozzallo a quella di Scoglitti

La marineria è in ginocchio:
emergenza nei porti

Il porto piccolo è insabbiato. A Scoglitti regnano le alghe Foto Corrierediragusa.it

Porti e porticcioli della provincia versano in una situazione di profonda emergenza. E il settore delle marineria è in ginocchio. Tra «alghe assassine» e dragaggi dei fondali che non vengono mai effettuati, il quadro è davvero preoccupante. L’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda il porto piccolo di Pozzallo.

Alla faccia dei roboanti proclami relativi ad un rilancio della struttura portuale principale nel panorama economico internazionale, il porto piccolo è insabbiato. E’ da nove mesi che il dragaggio viene annunciato con ripetuti quanto stucchevoli comunicati. Ma, come denunciato da quattro movimenti politici cittadini, i fatti non sono seguiti alle troppe parole, con il risultato che il porto piccolo è insabbiato, con grave nocumento per i pescatori.

«Vivere per Pozzallo», «Pozzallo Giovane», «Noi per Pozzallo» e «Il timone» ci vanno giù duro nel denunciare i fatti: «Nove mesi di inerzia, di negligenza, di incapacità nella risoluzione dei problemi da parte dell’amministrazione Sulsenti ? scrivono in una nota ? e dell’assessore Ruta in particolare, i quali piuttosto che denunciare problemi ed annunciare soluzioni, meglio avrebbero fatto ad agitare le acque del porto piccolo di Pozzallo, nella speranza di far muovere le sabbie che, oltre ad imprigionare le barche, imprigionano la loro azione politica». Dalla Capitaneria di porto allargano le braccia.

Non spetta a loro individuare la soluzione al problema. Loro si devono attenere alla legge, per garantire la sicurezza della navigazione. Sicurezza che, a causa dell’insabbiamento, non può essere garantita. E così con un’ordinanza la Capitaneria ha ristretto l’accesso e l’uscita al porto piccolo alle sole unità con pescaggio massimo di 50 centimetri.

«Una limitazione funzionale dell’attività portuale ? denunciano i movimenti politici ? che pesa enormemente sull’economia di tutti gli operatori della nautica da diporto i quali non avranno barche a cui prestare servizi ed assistenza, finché non sarà ristabilita la giusta profondità dei fondali. Infatti ? si chiude la nota ? il limite di pescaggio imposto per l’accesso al porto e’ cosi basso che interessa il 99% di tutta la flotta peschereccia e da diporto di stanza al porto piccolo di Pozzallo». Qualcosa intanto si muove per la manutenzione delle banchine e della cabina Enel del porto di Pozzallo: sono stati stanziati per questi scopi circa 200mila euro.

In tema di dragaggio, neanche il porto di Donnalucata se la passa tanto meglio. Di recente è stato annunciato lo stanziamento da parte della Regione di 44mila euro a questo scopo. In tempi brevi dovrebbero quindi essere appaltati i lavori. Ma in casi del genere il condizionale è d’obbligo.

Un’altra emergenza interessa invece il porto di Scoglitti, invaso dalla cosiddetta caulerpa taxifolia, meglio nota come alga australiana. Il settore della pesca è al collasso. Gli incontri e i sopralluoghi (utili a cosa, ancora non si è capito) da parte dei vari politici non ha finora sortito nessun effetto concreto. Si parla di una probabile richiesta dello stato di calamità. E intanto i pescatori restano in attesa, dubbiosi sul loro futuro.

Le alghe rendono in pratica impossibile pescare. Le barche si impantanano e le reti insaccano la caulerapa, non il novellame. Casi emblematici che evidenziano la lentezza burocratica di una politica sempre più auto celebrativa e poco fattiva, distante anni luce dalle reali esigenze degli elettori.

Intanto è saltata fuori la data (probabile)per la consegna dei lavori del porto di Marina di Ragusa, decisa dall’Unione Europea: il primo dicembre 2008.

Il cantiere è iniziato l’11 aprile 2006, data in cui il Comune ha formalmente consegnato le aree alla Tecnis che dovrà occuparsi della realizzazione del porto e della successiva gestione per i prossimi 60 anni. L´importo globale dell´intervento é di circa 70 milioni di euro, 34 milioni dei quali a carico del Comune tramite i fondi della Comunità Europea.

Il progetto prevede la costruzione di due bracci, quello di ponente, di 790 metri, e quello di levante, di 390 metri.