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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 941
RAGUSA - 17/06/2012
Attualità - Anche i sindacati hanno chiesto a Comune e Provincia di far fede ai propri impegni

Facoltà Lingue Ragusa in bilico: Catania pretende i soldi

Martedì incontro con il rettore Antonio Recca, sabato con il ministro alla Pubblica Istruzione Profumo
Foto CorrierediRagusa.it

Lingue, o meglio Mediazione linguistica, scompare dal manifesto provvisorio degli studi dell’Università di Catania. Solo un segnale per alcuni, ma per altri può essere l’inizio della fine della facoltà ad Ibla. La presenza della facoltà torna dunque a rischio ed il problema sono sempre i fondi che gli enti locali rappresentati nel Consorzio universitario devono garantire all’ateneo catanese per far sì che Mediazione linguistica resti un patrimonio della città e dell’intero Sud - Est.

Ci vogliono tre milioni per coprire il debito accumulato e le prossime rate in scadenza ma il presidente del Consorzio, Enzo Di Raimondo, allarga le braccia visto che l’ente vive di finanza derivata, ovvero dei trasferimenti di Comune e Provincia, e deve attendere che i due enti facciano il loro dovere. Le riunioni in questi giorni sono state frenetiche in preparazione dell’incontro che si terrà martedì a Catania con il rettore Antonio Recca proprio per parlare del futuro di mediazione linguistica e soprattutto del summit con il ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo fissato per sabato prossimo.

Ragusa deve far fronte agli oneri della transazione - convezione firmata con l’Università che pone il pagamento delle rate all’Università fino al 2014 quando tutto sarà poi a carico dell’ateneo. Bisogna dunque stringere i denti per non mancare l’opportunità della facoltà ad Ibla ma l’ennesimo campanello d’allarme è scattato. Il momento è dunque molto delicato anche alla luce delle difficoltà degli enti locali. Giovanni Scarso, commissario alla provincia, ha affermato che per l’università non ha trovato un centesimo in bilancio e si sta dando da fare per reperire risorse.

Anche Riccardo Roccella, delegato del sindaco Dipasquale ha affermato: «I soldi per l’università ci sono e ci saranno. Non permetteremo che si perda questa occasione per il territorio». Dichiarazioni di principio che mal si sposano con le urgenze poste dal bilancio dell’Università che preme per il rispetto degli impegni, Da parte loro gli studenti sembrano oltre che disillusi senza energie visto che non hanno né protestato né manifestato il loro pensiero nonostante la delicatezza del momento. Le iscrizioni intanto si apriranno il 1 di agosto e a settembre partiranno i test di ammissione. Ma dove?

La posizione di Cgil, Cisl ed Uil


Cgil Cisl ed Uil dal loro canto sono scesi in campo ed hanno sollecitato Comune Provincia a far fede ai propri impegni. Dicono i segretari provinciali Enzo Romeno, Cisl, Giorgio Bandiera, Uil, e Giovanni Avola Cgil: "Chiediamo, sul fronte locale che sia la Provincia Regionale di Ragusa che il Comune di Ragusa confermino l’impegno di tre milioni di euro per coprire il debito accumulato con l’Università comprese le prossime rate in scadenza. Ma bisogna comprendere che sul ritardo gli enti non hanno responsabilità alcuna in quanto ciò è legato ai ritardi dei trasferimenti dei ratei di Stato e Regione.

Il Rettore Recca non potrà sicuramente ridurre il tutto ad un calcolo ragioneristico a spese della domanda di cultura e di formazione di questo territorio ma deve tenere conto delle legittime aspettative non solo della vasta area del Sud Est siciliano ma di quello di migliaia di studenti, e delle loro famiglie, che intendono avvalersi di questo percorso formativo».


inutilità del consorzio universitario
17/06/2012 | 11.10.12
andrea

non sarebbe una soluzione,anche parziale,se si mettesse in liquidazione immediata il consorzio universitario?
lo stesso presidente di raimondo allarga le braccia ribadendo che il consorzio vive di finanza derivata!gli stipendi del cda potrebbero contribuire a pagare parte del debito all´ateneo catanese.