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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1280
RAGUSA - 01/06/2012
Attualità - Antonello Buscema teme forti tensioni sociali ed invoca 2 trimestralità dalla Regione

I 12 sindaci iblei si mobilitano, tutti in piazza il 22

Chiesti alla Regione ed allo Stato i trasferimenti ed il 20 per cento dell’IMU

Sindaci sul piede di guerra. I trasferimenti dello Stato e della Regione tardano ad arrivare e l’IMU finisce è intascata tutta dall’erario. La conferenza dei sindaci è compatta nel rivendicare le risorse per assicurare i servizi essenziali ai cittadini e su questa stessa linea d’onda i sindaci hanno trovato il sindacato. In provincia sarà mobilitazione generale per venerdì 22 per rivendicare risorse ed i sindacati si faranno carico di chiedere alla Camera di Commercio una riunione degli stati generali per mettere a punto la partecipazione di tutti i comparti produttivi. Il territorio si ribella e chiede un aiuto concreto a Palermo e Roma.

La piattaforma della giornata di mobilitazione è stata già abbozzata nella riunione della conferenza dei sindaci, allargata alle forze sociali: lo Stato lasci al territorio il 20% delle somme introitate con l´Imu; si dia piena attuazione, ed in tempi rapidi, al Patto di stabilità regionalizzato. Con questi due interventi, ha sottolineato Dipasquale, «saremmo in condizione di poter respirare. Il 20% in più dell´Imu significherebbe circa due milioni di euro, che sarebbero fondamentali. Mentre regionalizzare il Patto di stabilità consentirebbe a tutti i Comuni di poter programmare le attività con maggiore tranquillità».

La provocazione più forte, nella riunione di ieri, è arrivata dall´assessore al Bilancio del Comune di Vittoria Concetta Fiore: «Sforiamo tutti insieme – ha detto – il patto di stabilità. Anzi, a questo punto, sarebbe quasi meglio dichiarare in tutti i comuni il dissesto. Almeno così lo Stato capirebbe in che condizioni sono i comuni».

La situazione di grande difficoltà è generalizzata. Non c´è comune che può chiamarsi fuori. E lo ha dimostrato Franca Iurato, sindaco di Santa Croce: ha fatto presente di aver tagliato tutte le spese del proprio comune. Ma ha anche esternato la propria preoccupazione per i comparti produttivi del territorio, a cominciare dall´agricoltura, perché «è lì che sono i nuovi precari, quelli che hanno bisogno di aiuto e sostegno».

L´azione che parte da Ragusa sarà portata all´attenzione dell´Anci siciliana, di cui Dipasquale è vice presidente, e si vedrà se anche altre province siciliane vorranno seguirne l´esempio. Se i comuni, infatti, sono al collasso a pagarne le spese, per primi, saranno i cittadini e, in primo luogo, le fasce più deboli della popolazione.

Antonello Buscema, sindaco di Modica, ha scritto da parte sua una accorata lettera all´Assessorato alle Autonomie Locali chiedendo il pagamento di due trimestralità per arginare un forte disagio che potrebbe sfociare, dice il sindaco, in tensioni sociali.

Scrive Buscema: "L’assenza di qualunque trasferimento da parecchi mesi a questa parte e l’obbligo ineludibile di far fronte nel frattempo a tutti gli impegni finanziari ha determinato una gravissima crisi di liquidità, impedendoci il normale pagamento degli stipendi ai lavoratori che dipendono in modo diretto o indiretto dal Comune.

Questo fa intravedere il rischio imminente di una incontrollabile degenerazione della situazione sul piano sociale: alla legittima esasperazione dei lavoratori e alla pressione incalzante dei sindacati, non siamo più in grado di dare risposte facendo conto solo sulle nostre forze finanziarie.»