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RAGUSA - 31/05/2012
Attualità - L’Udc reagisce alle accuse Idv sul Piano paesaggistico

Lavima: «Vogliamo il Piano tanto quanto Iacono, l´Udc non ha colpe»

Il segretario dello scudo crociato elenca i motivi della mancata applicazione: «Mancano elementi fondamentali per la sua definitiva approvazione quali la questione del ricorso al Cga, il VAS e soprattutto l’organismo preposto quale l’Osservatorio sul piano presso la Regione ad esaminare le tantissime osservazioni prodotte ed inoltrate per il 90% da parte della Sovrintendenza
Foto CorrierediRagusa.it

Da coordinatore a coordinatore provinciale se le dicono. Pinuccio Lavima (foto), massima espressione politica dell’Udc ragusano, sul Piano paesaggistico non è disposto a ricevere bacchettate da Giovanni Iacono di Italia dei valori, che qualche giorno fa aveva individuato nell’Udc e nel Mpa i partiti contrari al Piano.

«La vera mistificazione la fa IdV- scrive Lavima- addebitando all’UDC posizioni sul blocco dell’intero comparto edile mai espressa o pensata. Non ci interessa la posizione dell’MPA sul piano paesistico, ma è del tutto evidente che il livore e lo stile giustizialista che anima il coordinatore provinciale di IdV Gianni Iacono sono tali da annebbiargli la mente: il che gli impedisce di leggere per intero i comunicati e la posizione dell’UDC sul piano paesistico. Se infatti l’esponente di IdV avesse avuto maggiore serenità e ad una più attenta e meno superficiale lettura dei nostri comunicati si sarebbe facilmente accorto che la posizione dell’UDC provinciale sul piano paesistico non è assolutamente contro lo stesso, ma al contrario ne chiede la immediata applicazione».

Lavima, oltre a non accettare le critiche di Iacono, fa anche un’analisi sui ritardi nell’applicazione del piano: «Non sfuggirà certamente ad un attento osservatore come Iacono, non in questa occasione e ce ne rammarichiamo, che ciò allo stato non è possibile in quanto mancano elementi fondamentali per la sua definitiva approvazione quali la questione del ricorso al CgA , il VAS e soprattutto manca l’organismo preposto quale l’Osservatorio sul piano presso la Regione ad esaminare le tantissime osservazioni prodotte ed inoltrate per il 90% da parte della Sovrintendenza a questo organismo già decaduto ed allo stato attuale non ancora rinnovato. In queste condizioni il piano paesistico giace alla Regione inevaso da un anno e mezzo circa e chissà per quanto altro tempo lo sarà ancora, nelle more le norme di salvaguardia incombono su aziende, imprese e singole famiglie che vivono ed operano all’interno dei confini del piano e da queste norme schiacciate per la burocrazia».