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RAGUSA - 07/05/2012
Attualità - Il presidente regionale di Legambiente rilancia sullo strumento di pianificazione

Piano Paesistico: Ragusa modello da seguire in Sicilia

Il Cga dovrebbe pronunziarsi in estate sul mantenimento dei vincoli attuali

Ragusa è il paradigma per tutta la Sicilia. Il piano paesistico degli Iblei può essere modello di riferimento per altre realtà isolane. La convinzione di Legambiente è che se il piano paesistico sarà adottato, e ci sono buoni motivi per ritenere che lo sarà, questo strumento sarà punto di riferimento per la pianificazione paesaggistica di tutta l’Isola.

Ecco perché a Ragusa Legambiente vuole giocare un ruolo, è da sempre presente nel dibattito e segue con particolare attenzione quello che succede. La sorte del Piano paesistico si conoscerà in esatte quando il Cga farà conoscere le motivazioni con le quali ha reso vigenti le norme del piano adottato nell’agosto del 2010.

Il presidente di Legambiente Sicilia, Mimmo Fontana, ha fatto la cronistoria del piano nel corso della sua visita a Ragusa: «A Ragusa c´è stato uno "scontro muscolare", ma la conclusione è scontata. Il Piano paesistico sarà approvato. È uno strumento fondamentale, anche se, beninteso, non lo riteniamo un totem. In tutta Europa, gli Stati da anni hanno legiferato per evitare il "consumo del territorio", per evitare che il paesaggio cambi aspetto. Ragusa ha un paesaggio di assoluto pregio ed ha bisogno del Piano. La riprova viene dalle fiction di Montalbano che, giorno dopo giorno, lo valorizzano e lo promuovono. Per questo si è imposta anche l´altra faccia della medaglia: ossia, gli interessi degli immobiliaristi che esercitano pressioni insopportabili per fare speculazione. Credo che non solo Legambiente, ma tutte le istituzioni e l´intera comunità dovrebbero tendere alla valorizzazione del territorio agricolo, facendo sì che rimanga com´è, anziché essere cementificato.

Bisogna decidere anche sull´offerta turistica: ossia, migliorarne la qualità e non semplicemente la quantità: in quest´ultimo caso pregiudicando il territorio che deve servire per l´esercizio dell´attività agricola e di quella turistica, purché compatibile con la vocazione agricola. Basta dire che Legambiente, primo fautore del rinnovabile in Italia, si è schierata contro l´imponente parco eolico che si vuole realizzare sui crinali dell´altopiano ibleo. Ciò perché il paesaggio ibleo è incompatibile con le fattorie del vento. A maggior ragione, siamo contro le lottizzazioni senza limiti. A Ragusa, dove un territorio di gran pregio viene appetito dagli speculatori, si gioca il futuro della pianificazione paesaggistica dell´intera Sicilia. Legambiente non demorderà, chiedendo che gli interessi speculativi siano out».

A dar man forte a Mimmo Fontana, oltre al presidente del circolo "Il Carrubo" del capoluogo, Antonino Duchi, il suo vice Giovanni Campo, e il presidente del circolo "Melograno" di Modica, Giorgio Cavallo, anche Claudio Conti, il quale ha sottolineato che Comuni e Sovrintendenza, dopo le innumerevoli denunce degli ambientalisti per la vigenza dei vincoli del Piano, per il rilascio delle licenze richiedono il "fascicolo aziendale", ossia il documento che attesta l´esistenza di un´azienda agricola ed il suo inserimento nel Piano di sviluppo rurale, a prescinderne dalla titolarità. Insomma, i nuovi fabbricati devono essere necessariamente finalizzati alla conduzione agricola di un fondo.