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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 847
RAGUSA - 01/05/2012
Attualità - Le famiglie non riescono a pagare le cartelle notificate dalla Serit

Una provincia in sofferenza, i debiti la strozzano

Solo nel corso del 2010 sono state notificate dalla Serit cartelle per 210 milioni tra tributi esattoriali e quelli dovuti all’Inps

Una provincia in sofferenza. Non solo per la mancanza di lavoro o per gli irrisolti problemi infrastrutturali o ambientali. Sulle famiglie dei dodici comuni della provincia pesa un debito che nel giro di dodici anni è arrivato a toccare la vertiginosa cifra di un miliardo 200 milioni di euro. Solo nel corso del 2010 sono state notificate dalla Serit cartelle per 210 milioni tra tributi esattoriali e quelli dovuti all’Inps. E’ significativo che di questi 210 milioni la Serit è riuscita a riscuotere solo il dieci per cento non tanto per una tendenza all’evasione ma soprattutto per l’impossibilità da parte delle famiglie di rispettare i propri impegni con l’erario.

Dal 2000, rispetto all´istituto previdenziale, a fronte di quasi 900 milioni d´imposte dovute, il totale riscosso supera appena cento milioni, con un residuo di oltre 750 milioni. Se a questo si aggiunge, il carico ipotetico su base decennale dovuto per le imposte erariali (Stato, Regione e Comuni), che si stima intorno a 400 milioni di euro, si supera la quota incredibile di oltre un miliardo "cartolarizzato" ed ancora non riscosso. E anche la pressione fiscale è insopportabile visto che raggiunge il 54 per cento come ha riportato il presidente della Corte dei conti. Si diffonde così il lavoro nero o altre attività non regolari che rischiano di compromettere quella pace sociale che finora ha caratterizzato la vita in provincia.

E’ insomma crisi totale e la Chiesa ha inteso affrontare la questione promuovendo un incontro con tutti i soggetti aderenti al tavolo provinciale per lo sviluppo come le associazioni di categoria e sostenendo il lavoro dell’ufficio diocesano che ha elaborato uno studio sul debito dei cittadini nei confronti dello Stato. Mons. Urso ha annunciato che a settembre è prevista una grande manifestazione dell´episcopato siciliano sui temi dello sviluppo e della crisi sociale ed economica. Monsignor Giancarlo Bregantini, presidente nazionale della commissione lavoro Cei, nella sua recente visita a Ragusa ha preso atto e elaborato le sue riflessioni sul documento redatto dal tavolo provinciale per lo sviluppo.

«Una Chiesa senza speranza – ha detto il vescovo – non è la Chiesa di Gesù. Abbiamo il dovere di coltivarla, anche in situazioni complesse o apparentemente irrisolvibili, favorendo un´azione unitaria. Il nostro obiettivo è il benessere di ogni persona».