Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 941
RAGUSA - 20/04/2012
Attualità - Seminario sul sovraindebimento organizzato da Prefettura e Camera di Commercio

Imprenditori disperati. Cna: "Stato esattore irrazionale"

Dal concordato per la ristrutturazione del debito, alla rabbia di chi, sommerso dai debiti, finisce nelle mani degli strozzini o nella patologia del gioco d’azzardo. Il prefetto Cagliostro: «I cittadini denuncino gli usurai»
Foto CorrierediRagusa.it

Più ombre che luci, più lamenti che speranze, un coro di gente disperata che chiede aiuto. Ma a chi? Questo è emerso a conclusione del seminario di approfondimento che Prefettura e Camera di Commercio hanno organizzato nell’auditorium «Giambattista Cartia». Tema: «Concordato per la ristrutturazione del debito», roba tutt’altro che rilassante! La massiccia presenza di imprenditori, professionisti e avvocati che rimangono ad ascoltare per mezza giornata, dà il segnale forte di quanto sia sentito, in questo momento di forte recessione, lo scottante argomento dell’indebitamento.

Interventi tecnici, di professionisti competenti e professionali, come l’avvocato Giovanna Molè, cassazionista e consulente del Dipartimento Funzione Pubblica; come Michele Palazzolo, giudice civile fallimentare del Tribunale di Ragusa, ma anche di chi rappresenta le istanze della gente comune. Se l’avvocato Molè ha messo in luce gli strumenti che in linea con le direttive comunitarie intendono rendere possibile un momento concordato di ristrutturazione delle posizioni debitorie quando, a fronte di alcuni specifici parametri, il debitore non è nelle condizioni di uscire dalle difficoltà in cui si è venuto a trovare; il giudice Palazzolo alla luce delle sue esperienze ha evidenziato le difficoltà concrete ed i limiti del provvedimento che rischiano di vanificarne nei fatti la portata preannunciata come salutare per il sistema economico.

Si è trattato di una disamina della legge 3 del 2012 e del disegno di legge che è in esame alla Camera dei deputati per ampliare la portata della iniziativa del legislatore finalizzata ad affrontare in modo positivo la crisi di sovraindebitamento che sta coinvolgendo sempre più numerosi soggetti (tra quelli non fallibili, cioè fuori dall’ambito dell’imprenditore commerciale) e che rischia di travolgere a volte la stessa solidità economica e psicologica di tanti.

Nel mezzo di queste contraddizioni normative e burocratiche ci sono loro, quelli che lavorano, quelli che fanno impresa per produrre ricchezza e dare lavoro: gli imprenditori e quelli che tutelano il lavoratore, i sindacati.

In rappresentanza del mondo artigianale, Giuseppe Massari, presidente Cna provinciale, è un imprenditore che s’è fatto da solo con coraggio e intelligenza. Il suo intervento è un colpo di verga violenta alla schiena dello Stato «che non si rivela un buon pagatore ma soltanto un esattore a volte irrazionale». Enzo Romeo della CISL ha ribadito la esigenza di una realtà economica meno in difficoltà come passaggio essenziale per mantenere il lavoro e creare sviluppo; per i consumatori, Gianni Cerruto di Adiconsum ha aperto lo spazio per una ruolo forte anche degli sportelli dei consumatori in funzione della soluzione delle crisi di sovraindebitamento.

Il dibattito si è arricchito anche della considerazione positiva sul ruolo che la Camera di Commercio, insieme ad altri, può svolgere attraverso il nuovo istituto dell’Organismo di Composizione delle Crisi (è stato il segretario generale dell’ente camerale Carmelo Arezzo a collegarlo alla esperienza della mediazione civile) e della importante riflessione sull’aspetto sociale del sovraindebitamento nel quale Renato Meli, direttore della pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Ragusa, ha portato la sua voce di preoccupata partecipazione ad una realtà che vede crescere i poveri e le difficoltà e vede a volte traballare le famiglie e i singoli.

Dietro le quinte il dott. Meli ha spiegato meglio il suo concetto, inserendo tra le fonti principali dell’indebitamento della gente il gioco d’azzardo. E’ stato duro con lo Stato che attraverso gli sponsor pubblicitari delle scommesse invita la gente a giocare d’azzardo. «Gioca con moderazione, oppure gioca senza esagerare». «Dire alla gente investi piccole cifre- ha sottolineato Meli- significa colpire chi ha piccole cifre. E’ una distrazione psicologica dell’intera famiglia».

Diversità di vedute anche fra i due presidenti degli Ordini degli avvocati, Giorgio Assenza (Ragusa), Ignazio Galfo Modica, ovvero il pessimista e l’ottimista. Per i commercialisti, Giuseppe Buscema ha ricordato che il professionista deve svolgere un ruolo a fianco del debitore per aiutarlo a uscire dalla sua crisi economica.

Ha concluso i lavori il prefetto Giovanna Cagliostro, dimostrandosi, ancora una volta, non solo il rappresentante dello Stato in provincia, ma il garante dei soggetti socialmente più deboli. Un’attenzione che ha dimostrato ascoltando nel suo ufficio tutte le istanze che anche singoli cittadini in difficoltà gli hanno prospettato. «Come ho avuto di dire quando mi sono insediata- ha ricordato la dottoressa Cagliostro- non sono il prefetto che garantisce la sicurezza pubblica, ma il prefetto del sociale che svolge un’opera di mediazione per aiutare coloro che socialmente sono in difficoltà. Quando raggiungo un risultato per la collettività torno a casa felice».

Do ut des: il prefetto però ha chiesto qualcosa anche alla gente. «L’usura, è una piaga sociale: che i cittadini parlino, che telefonino, che denuncino chi li strozza in questo momento di difficoltà». Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, il prefetto ha ricordato che con i soldi Pon sicurezza si può fare il protocollo d’intesa sul «gioco sicuro».

Nella foto in alto, da sinistra il presidente della Camera di Commercio Sandro Gambuzza, il presidente Franco Antoci e il segretario generale dell’Ente camerale Carmelo Arezzo


Se...
21/04/2012 | 10.06.52
amarezza

Se imprenditori,professionisti,avvocati e cittadini avessero preteso "serità e concretezza dai politici e dalla politica",Se si fosse posto fine ad un "sistema clientelare" e ognuno avesse svolto solo e unicamente il proprio lavoro,Se il merito e la competenza fossero state le uniche condizioni per ricoprire un qualsiasi "posto-ruolo" nella società,Se la legge e le regole fossero state veramente conosciute,rispettate ed applicate, Se fossimo stati meno egoisti e più responsabili, Forse non ci troveremmo in questo casino nel quale,inevitabilmente,tutti siamo finiti.