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RAGUSA - 15/04/2012
Attualità - Il presidente dell’Associazione italiana di Oncologia medica Iacono illustra dati importanti

La cura del tumore nel terzo millennio: il vaccino grande opportunità

I risultati del biologo ragusano Francesco Drago, vincitore di una borsa di studio, dopo le ricerche effettuate all’IRST di Forlì insieme al suo tutor ricercatore Massimo Guidoboni
Foto CorrierediRagusa.it

Sarà timido, il dott. Francesco Drago, giovane non ancora trentenne, biologo ragusano, ma in materia di ricerca contro il bubbone dell’umanità, il cancro, ha le idee chiare e determinate per andare avanti. I risultati delle sue ricerche contro il tumore, compiute all’IRST di Forlì (Istituto romagnolo per lo studio e la cura dei tumori) con il supporto del medico e ricercatore bolognese dott. Massimo Guidoboni, sono stati illustrati a «Villa Di Pasquale», nel corso di un incontro voluto dal presidente dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), dott. Carmelo Iacono e dagli otto Club service di Ragusa.
Ricerche compiute grazie a una borsa di studio i cui fondi sono stati raccolti in seguito ad una iniziativa realizzata un anno prima al Castello di Donnafugata dagli otto Club Service di Ragusa e dagli sponsor ottenuti dall’IMI (Istituto italiano melanoma) e dal Comune di Ragusa.

Dopo decenni di interventi chirurgici invasivi e di cure a base di chemioterapie per il paziente, il futuro nella lotta contro il cancro nei prossimi decenni è affidato anche al vaccino. Quel vaccino scoperto dal premio Nobel Ralph Marvin Steinnan, morto nel 2011 per un tumore al pancreas dopo essersi curato per 4 anni con le stesse terapie da lui scoperte: le cellule dentitriche.

Il giovane biologo, supportato dalle relazioni del dott. Carmelo Iacono e dal suo tutor dott. Guidoboni, ha parlato del recente studio effettuato presso il laboratorio di biologia molecolare dell’IRST di Forlì sulla vaccinazione per pazienti affetti da melanoma avanzato. «Il 54,1 % dei pazienti trattati- ha detto il biologo- ha manifestato notevoli benefici». Determinante il primo trattamento test sul paziente, che consente, attraverso una semplice iniezione, di capire, in caso di comparsa di una chiazza rossa al braccio, se il paziente è in grado di sopportare il vaccino. Sei pazienti su 27 trattati hanno sviluppato il sistema immunitario allungando di qualche anno la loro vita».

Sull’importanza di incrementare gli sforzi verso le nuove scoperte, si è soffermato il dott. Carmelo Iacono nel suo excursus introduttivo, quando ha detto che occorre scommettere sull’oncologia del terzo millennio. «All’inizio si asportava tutto con il bisturi- ha sottolineato il presidente dell’Oncologia medica di Ragusa- negli anni ’80 si cominciava a lavorare sulle cellule attraverso i farmaci, dal 2000 a oggi si scompone il Dna, si cercano nuovi farmaci per curare solo la parte malata. Ed ecco la scoperta delle molecole «intelligenti» che fanno il lavoro su ordinazione e si sostituiscono alle vecchie chemioterapie: ecco i farmaci antiangiogenetici che bloccano il nutrimento del tumore».

Forte l’appello alla prevenzione. «Se il tumore si prende nei primi stadi si può guarire– ha ribadito il dott. Iacono- Con la spesa sostenuta per farmaci in questi ultimi anni (5 mila euro a paziente al mese) si possono praticare migliaia di atti preventivi. L’altro punto su cui dobbiamo batterci è quello di avere la Biologia molecolare all’Asp 7. Attualmente gli esami si fanno fuori, si manda tutto nei laboratori nucleare e si è in grado di avere, tramite computer, il risultato in tempo reale. Attrezziamoci per poterli eseguire nella nostra Azienda sanitaria».

Nella foto in alto, da sinistra il dott. Massimo Guidoboni, il biologo Francesco Drago e il dott. Carmelo Iacono