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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1502
RAGUSA - 12/04/2012
Attualità - La Cgil serena per le decisioni del magistrato rispetto alle richieste della ex dipendente

Caso Licciardi: nessuna intimazione di pagamento

La Confsal ha chiesto le dimissioni del segretario generale Giovanni Avola; "irricevibili" precisa la Cgil

Nulla di nuovo sul caso Licciardi. La segreteria provinciale della Cgil attende con serenità il pronunciamento del giudice del lavoro e rileva che rispetto a quanto reso noto all’Ispettorato del Lavoro non si tratta di una ingiunzione di pagamento ma solo del contenuto della denuncia presentata dalla ex dipendente.

«Niente di nuovo rispetto a quanto denunciato sin dal mese di aprile 2010, niente di nuovo rispetto a quanto dedotto in seno ai giudizi pendenti avanti il competente Giudice del Lavoro del Tribunale di Ragusa» ribadisce ancora la Cgil . Il sindacato ribatte poi punto per punto sui rilievi della ex dipendente ed in particolare sul lavoro nero, sull’irregolare inquadramento contrattuale e sulla mancata liquidazione e rileva la correttezza del proprio comportamento. Irricevibile ed inopportuna viene poi giudicata la richiesta di dimissioni del segretario generale Giovanni Avola avanzata dal sindacato autonomo Confsal. Perché queste possono solo essere richieste dal Direttivo e da un componente del sindacato, non certamente dalla «concorrenza».

Giovanni Avola da parte sua precisa che le false accuse di lavoro nero, di inquadramento deteriore e quant´altro, attengono a periodi in cui alla guida del sindacato ragusano non ero io, bensì l´attuale compagno della Licciardi o addirittura chi lo ha preceduto nella carica».

La vertenza Licciardi - Cgil

Il caso Licciardi – Cgil fa segnare un punto a favore del’ex dipendente del sindacato licenziata l’otto aprile di due anni fa. L’ispettorato provinciale del lavoro infatti ha quantificato in poco più di 77 mila euro la somma che il sindacato deve alla sua ex dipendente quale differenza tra la retribuzione dovuta e quella percepita dalla Licciardi nel periodo in questione.

Nella denuncia presentata nel gennaio dello scorso anno Romina Licciardi, addetta alle politiche del lavoro ed alle politiche di genere all’interno del sindacato, aveva chiesto all’Ispettorato di accertare alcune irregolarità normative e contrattuali del rapporto di lavoro intrattenuto con la Cgil ed in particolare rispetto al lavoro in nero svolto dall’ottobre del 19998 a febbraio del 2000, lavoro irregolare per nove mesi del 2000, irregolare inquadramento contrattuale dall’ottobre del 2002, retribuzione inferiore ai minimi contrattuali, mancata liquidazione del trattamento di fine rapporto.

Gli ispettori del Lavoro hanno concluso che la ex dipendente della Cgil ha ragione ed hanno quantificato la somma a lei dovuta. Romina Licciardi ha anche denunciato la sua situazione al segreterio nazionale della Cgil, Susanna Camusso, al segretario regionale ed a quello provinciale oltre che portarla a conoscenza del prefetto di Ragusa e del procuratore della Repubblica. L’iniziativa della Licciardi ha portato alla luce il mancato rispetto del contratto di lavoro da parte di un sindacato che da sempre è stato portabandiera di questo valore. Inoltre fino al 4 aprile la Cgil di ragusa non haa prodotto quella documentazione richiesta dall’Ispettorato del lavoro. Sarà interessante ora vedere come si evolverà la vicenda giudiziaria visto che per il 20 di questo mese è stata fissata l’udienza sul licenziamento della ex dipendente e militante Cgil.

La Confsal è intervenuta duramente sulla vicenda che rischia di spaccare il fronte sindacale della provincia. Il sindacato autonomo denuncia tutte le irregolarità nel rapporto di lavoro tra la Licciardi e la Cgil.

Il segretario generale della Cgil, Giovanni Avola, fornisca delle spiegazioni plausibili riguardo a quanto accaduto, oppure si dimetta immediatamente. La negligenza di una confederazione sindacale non deve essere generalizzata, magari gravando su altri sindacati e su quei sindacalisti corretti che combattono ogni giorno a favore dei lavoratori. Spiace constatare, inoltre, che la Cisl e la Uil ragusane non abbiano ancora preso le distanze. Spero, per i loro lavoratori iscritti, che lo facciano presto, vista la gravità dei fatti accaduti all’interno della Camera del Lavoro».