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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 687
RAGUSA - 07/04/2012
Attualità - Con le statue provenienti dalle chiese radunate in piazza S. Giovanni

Una processione silenziosa per la via Crucis a Ragusa

Anche ad Ibla rivissuta la Passione del Signore tra fede e dolore
Foto CorrierediRagusa.it

Una piazza gremita ha fatto da corona ai simulacri provenienti dalle chiese della città per l’inizio della processione del Venerdì Santo. Il vescovo, Mons. Paolo Urso, uscito dal portale centrale della Chiesa Madre, accompagnato dal seguito di tutti i sacerdoti delle parrocchie ragusane, si è incamminato lungo il sagrato e alla base delle scale del piazzale ha dato il suo saluto ai fedeli radunatisi per la solenne Via Crucis.

Le poche, ma dense parole del Vescovo sul significato profondo che assume - oggi più che mai - la commemorazione della via dolorosa che condusse Gesù al calvario, hanno dato l´avvio alla lunga processione. Il primo simulacro, quello raffigurante "Gesù che prega nell´orto degli ulivi", trainato manualmente dai devoti della Chiesa di Don Bosco, ha aperto la processione dirigendosi lungo la via Matteotti, seguito dai fedeli, molti dei quali con in mano un cero ardente.

Poi il "Cristo alla Colonna", seguito dall´ "Ecce homo", proveniente dall´omonima Chiesa del centro storico, "Cristo caricato della croce", "La crocifissione di Cristo". Dalla Chiesa dei Cappuccini è presente "Cristo viene deposto dalla Croce che ha preceduto il simulacro, uno dei più antichi della città, raffigurante "Cristo deposto nell´urna".

Una lunga teoria di giovanissimi ministranti nelle loro candide tunichette, seguiti da ministranti adulti, sacerdoti, autorità ecclesiastiche, seguite dal vescovo, Mons. Paolo Urso e dalle autorità civili, fra le quali il sindaco Nello Di Pasquale e il presidente della Provincia Franco Antoci. Ha chiuso la processione la statua dell´ "Addolorata", l´immagine della Madonna piangente e con una spada che le trafigge il petto.

La processione ha attraversato le vie del centro storico passando per la via Roma, salendo per il Corso Italia e riscendendo verso il basso attraverso la via S. Anna. Il corteo dei fedeli ha seguito ciascuno i simulacri della comunità ecclesiastica di appartenenza, è si è snodato composto, mesto e silenzioso. Solo una voce ha interrotto il silenzio quasi innaturale del lungo corteo, è quella diffusa dagli altoparlanti, che scandisce le stazioni della Via Crucis, facendo seguire alla lettura dei passi dei Vangeli commenti che attualizzano la parola di Dio, avvicinando alla realtà concreta di ogni uomo il tradimento, le paure, la sofferenza, la caduta, la morte ingiusta patiti da Gesù nelle ultime ore della sua vita.

Al termine della processione i simulacri si sono radunati nuovamente sul piazzale della Cattedrale, l´uno accanto all´altro, ricostruendo per l´ultima volta i momenti salienti della lunga e commossa commemorazione della Via Crucis. Le parole finali del vescovo hanno concluso a tarda notte lòa lunga processione, al termine della quale i simulacri, accompagnati dai fedeli delle rispettive parrocchie, hanno fatto ritorno alle Chiese di appartenenza.

Anche ad Ibla la fede ed il dolore hanno contrassegnato la Passione di Cristo.
I simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata hanno fatto rivivere uno dei riti religiosi più antichi della città. Tra due ali di devoti, ciascuno con in mano i ceri votivi, accompagnati dal suono immerso nella mestizia della banda musicale «San Giorgio», il Cristo morto (nella foto) e l’Addolorata, l’uno dinanzi all’altra, hanno proceduto lungo via Arezzo sino a raggiungere, attraversando via 11 febbraio, piazza della Repubblica e quindi la chiesa delle Anime sante del Purgatorio.

Poi la solenne processione, passando per via del Mercato e via Orfanotrofio, si è spostata sino a raggiungere piazza Odierna, facendo ritorno, attraverso corso XXV aprile e piazza Pola, in piazza Duomo. Il gran numero di fedeli ha reso ancora più significativo un rito religioso che a Ibla viene celebrato da secoli e che ha fatto rivivere il dolore della Madonna legato alla crocifissione e alla morte di Gesù Cristo.