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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 526
RAGUSA - 22/03/2012
Attualità - La campagna iblea rischia di cambiare i connotati, l’allarme di Legambiente

Ville e casolari loft: piano paesistico ignorato

Sulla vicenda la Procura di Ragusa ha avviato un’indagine e ci sono quattro indagati
Foto CorrierediRagusa.it

Da Giarratana a Frigintini, da S. Giacomo a Donnafugata. La campagna iblea rischia di cambiare volto per l’insediamento di costruzioni in zona agricola che nulla hanno a che fare con il lavoro dei campi e con l’imprenditoria agricola. Villini con piscina, patii eleganti arredati con gazebo ed ogni arredo sofisticato che il mercato può offrire.

Il mercato è florido e la campagna iblea fa gola tanto che non sono operanti solo imprese locali ma anche investitori stranieri, ed in particolare società con sede a Malta. Il dossier fotografico presentato da Legambiente parla chiaro ed è difficile pensare che alcune delle ville fotografate possano essere al servizio dell’agricoltura, come in teoria dovrebbe essere, visto che il Piano paesistico lo prevede espressamente.

Il tutto avviene nella piena legalità visto che questi insediamenti sono provvisti di regolare autorizzazione. Legambiente Ragusa ha lanciato l’allarme speculazione e chiede la tutela di un patrimonio unico che rischia di cambiare connotati. Se da un lato c’è un’inchiesta della Procura di Ragusa che vede quattro persone , dall’altro c’è un esposto presentato da Lega Ambiente e dal movimento «Terre d’Oriente» per alcune aree site nel capoluogo e nella frazione di S. Giacomo. Le critiche del presidente di Legambiente Antonino Duchi e di Claudio Conti (nella foto da sin.) si rivolgono anche e soprattutto alla sovrintendenza ed all’ufficio urbanistica del comune che hanno rilasciato concessioni edilizie non tenendo conto del piano paesaggistico tuttora in vigore.

Dice Claudio Conti: «La sovrintendenza non ha applicato, almeno finora, le norme previste dal Piano paesistico. L´articolo 42 del piano, infatti subordina le nuove costruzioni in zona agricola esclusivamente a tale finalità, con preventiva presentazione di un piano aziendale o di un fascicolo specifico dell´Ispettorato provinciale dell´ agricoltura. Per questo la Sovrintendenza, prima di esprimere il proprio parere, avrebbe dovuto verificare questo aspetto.

Ma non risulta l´abbia fatto, basandosi, su una nota inviata dal direttore generale ai Beni culturali alla nostra associazione, e quindi senza alcuna forza giuridica, che attribuiva tale verifica solo al Comune. Il comune poi ha rilasciato negli ultimi anni una serie di concessioni edilizie in zona agricola, senza che i richiedenti fossero agricoltori, oltre a permettere costruzioni plurime, con un´unica concessione edilizia, ed il conseguente rischio di lottizzazioni abusive».

Per Legambiente l’ufficio urbanistico non ha tenuto conto di un parere del parere dell’avvocato comunale che escludeva il rilascio di concessioni in zona agricola a soggetti non operanti in tale comparto.


Tuteliamo il territorio
23/03/2012 | 10.11.11
sergio arezzo

Plauso e merito a chi tenta di porre un freno alla devastazione selvaggia della nostra campagna