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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 745
RAGUSA - 17/03/2012
Attualità - Si mobilitano i partiti politici ed il sindaco Nello Dipasquale per salvare i fondi

Niente soldi per Ibla, Leontini presenta emendamento

Una legge "invidiata" da tutti e per questo in pericolo, già lo scorso anno 250 mila euro in meno
Foto CorrierediRagusa.it

I fondi della legge speciale su Ibla sono a rischio, anzi non ci sono. Lo conferma Innocenzo Leontini e lo ha ribadito il sindaco in consiglio comunale. Il parlamentare Pdl non ha dubbi: «Al momento non sono previste le riserve economiche alle quali attinge la Legge speciale su Ibla. Presenterò un emendamento per il rifinanziamento della Legge 61/81.

Da un´interlocuzione avuta con l´Assessore regionale al Bilancio Armao ho avuto rassicurazioni sul fatto che c´è la disponibilità ad avviare una «trattativa» per il reinserimento delle riserve necessarie». La preoccupazione si fa strada a palazzo dell’Aquila ed il sindaco Nello Dipasquale ha dato voce a questi suoi dubbi in consiglio comunale mentre da vari settori della politica, Udc in testa, c’è la n che bisogna combattere l’ennesima battaglia per salvare il quartiere barocco.

La storia, sarebbe il caso di dire, si ripete perché già nel 2009 da più parti all’Ars si mise in discussione la g speciale e l’opportunità di continuare a finanziarla anche perché altri centri barocchi eo Unesco premevano per avere sovvenzioni assimilabili alla legge 61 per la tutela del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Tra questi i comuni del Val di Noto, Modica, Scicli, Noto, Siracusa. La legge su Ibla si è rivelata in questi 30 anni un vero toccasana per Ibla facendola tornare a vivere e rendendola un modello da seguire.

Nella finanziaria dello scorso anno è arrivata la prima mazzata, con l´esclusione prima ed il successivo "ripescaggio" in extremis, dopo un´autentica sommossa della classe politica locale, dei fondi, pur decurtati di 250 mila euro. Quest´anno il timore, stante anche la necessità della citata programmazione triennale, che la legge su Ibla venga sostanzialmente cancellata con un colpo di spugna è più di una convinzione. Per questo il sindaco Dipasquale ha lanciato l´allarme, suscitando immediatamente le prime vibranti reazioni.
Il primo a muoversi è stato il capogruppo del Pid a palazzo dell´Aquila, Titì La Rosa, che ha chiesto al presidente del consiglio comunale Giuseppe Di Noia, di convocare una seduta urgente del consesso a cui invitare i sei deputati regionali iblei: «Su questo argomento, ci sembra – ha detto La Rosa – che la nostra deputazione abbia... sbaraccato. Lo dico senza polemica, ma il rischio che la legge su Ibla non sia rifinanziata è ancora più consistente dello scorso anno, quando le risorse furono acciuffate per i capelli».

Lo stesso Titì La Rosa, poi, ammette che dalle interlocuzioni informali avute con i deputati della provincia, è nuovamente emersa l´esigenza di estendere le risorse ad altri centri iblei: «Ritengo – ribatte l´ex vertice del consiglio comunale – che nessuno possa essere contrario su tale aspetto, ma non si può certo mortificare uno strumento che ha consentito nel corso di decenni di garantire ad Ibla un ruolo di richiamo di primo livello in ambito nazionale. La deputazione deve assumersi sino in fondo le proprie responsabilità. Non vorremmo che il fatto di non poter contare su un deputato del capoluogo, possa rappresentare un freno che la comunità cittadina non merita».

Il Pid, comunque, anche tramite il vice sindaco Giovanni Cosentini, coinvolgerà il proprio capogruppo all´Ars, Rudy Maira, «nel tentativo di capire quali garanzie si potranno ottenere sul rifinanziamento della legge speciale su Ibla».
Immediata anche l´iniziativa dell´Udc che con l´assessore Sonia Migliore, il capogruppo Filippo Angelica, i consiglieri Morando e Fidone ed il segretario comunale Salvatore Brinch, ha etichettato come «inaccettabile il modo in cui il governo regionale tratti la nostra città, soprattutto per come pensa di gestire e programmare le risorse disponibili».

Per l´Udc, «i cinque milioni della legge 61/1981 non possono diventare merce di scambio o addirittura di ricatto politico». L´Udc, pertanto, intraprenderà immediatamente un´interlocuzione con il deputato regionale sciclitano Orazio Ragusa e con il segretario regionale del partito, Gianpiero D´Alia, «per concertare una strategia che possa evitare il pericolo di perdere queste somme, importantissime per la nostra città».


legge ibla
19/03/2012 | 22.22.46
Giorgio

..soldi per Ibla? ..e per Modica, Scicli,Ispica?? ..ma che Politici abbiamo che difendono l´indifendibile...