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RAGUSA - 17/03/2012
Attualità - Alla Procura della Repubblica di Modica ed alla Procura della Corte dei conti

Denunciati comune Ragusa e Ato da 4 centri del Modicano

Tornano a farsi la guerra l’Ato ed il comune di Ragusa da una parte ed i comuni del comprensorio modicano dall’altro per i criteri di utilizzo della discarica di Cava dei Modicani Foto Corrierediragusa.it

L´Ato Ambiente ed il Comune di Ragusa sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Modica ed alla Procura della Corte dei conti dai Comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo. La denuncia è stata anche notificata anche al prefetto Giovanna Cagliostro ed all´assessorato regionale all´Energia.

Tornano a farsi la guerra l’Ato ed il comune di Ragusa da una parte ed i comuni del comprensorio modicano dall’altro per i criteri di utilizzo della discarica di Cava dei Modicani, a suo tempo realizzata al servizio di Ragusa e dei comuni sub-montani, ma poi passata nella gestione dell´Ato. Ragusa, forte dell’appoggio dell’Ato , non ha mai voluto mettere l´infrastruttura a disposizione degli altri comuni iblei, poiché la discarica non avrebbe una capacità ricettiva giornaliera adeguata alla bisogna ed andrebbe pertanto ad esaurirsi in pochi mesi se fosse messa a disposizione di tutti. Nello Di Pasquale ne ha fatto quasi una questione personale montaanmdo la guardia a bordo di un camper ai cancelli della discarica nell’estate del 2010 ma nel maggio dello scorso anno arrivò il lodo arbitrale che diede ragione ai Comuni di Modica, Ispica, Pozzallo e Scicli, a cui venne riconosciuto quantomeno il diritto a che le maggiori spese sostenute per il conferimento nelle discariche fuori-provincia fossero equamente ripartite tra tutti gli enti.

Ora la vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo perché Andrea Palazzolo, legale, ordinario alla Luiss di Roma, ha presentato un esposto su mandato dei comuni del comprensorio modicano in cui si denunciano le «gravi irregolarità nella gestione della discarica» ed ha diffidato l’Ato per il «mancato adempimento del servizio pubblico essenziale di gestione dei rifiuti; gestione liquidatoria non improntata alla conservazione del patrimonio aziendale; mancata esecuzione del lodo arbitrale del 14 maggio 2011; grave pregiudizio economico subito dai Comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo».

Il legale ha anche avanzato una richiesta di risarcimento oltre alla diffida ad adempiere immediatamente, con contestuale convocazione, per il 23 marzo all´Ato, dei comuni per l´illustrazione da parte della società d´ambito dei provvedimenti sollecitati ed adottati.

Più specificamente, il professor Palazzolo torna a denunciare che l´Ato avrebbe violato il dovere di garantire l´espletamento del servizio integrato di gestione dei rifiuti, nel rispetto del principio di perequazione. Nel mirino, in particolare, l´impedimento frapposto ai comuni del versante modicano di conferire a Ragusa e la costrizione a servirsi delle discariche fuori provincia che avrebbe di fatto consumato la violazione anche del principio della "prossimità", funzionale a garantire costi accettabili e non solo perequati. Il legale contesta anche l´inerzia dell´Ato nelle more del passaggio alle Srr ed il conseguente obbligo imposto ai comuni di provvedere autonomamente. Quindi, il nodo delle maggiori spese e del conferimento a Cava dei Modicani: «Ato Ambiente, con tecniche dilatorie – scrive Palazzolo – ha omesso di dare esecuzione al lodo arbitrale e di dare ogni altra informazione ai comuni tale da consentire la tutela anche in via giudiziaria delle proprie ragioni». Infine, la richiesta di aprire Cava dei Modicani ai comuni ricorrenti e il ripristino del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti.

Parole durissime, cui ha replicato il presidente del collegio dei liquidatori, Giancarlo Migliorisi: «Il professor Palazzolo – ci ha dichiarato – dovrebbe sapere che siamo ancora in attesa della nomina, da parte dei soci, dei commissari che devono eseguire il lodo. E dovrebbe pure sapere che, ex art. 3 dell´ordinanza regionale 151/2011, spetta al soggetto attuatore, Domenico Michelon, indire la gara unica. Quanto al resto delle sue asserzioni, credo che sarà l´assemblea dei soci, convocata per il 23 marzo, ad assumere ogni iniziativa a tutela sia dell´Ato che degli altri enti chiamati impropriamente in causa».