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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1089
RAGUSA - 16/03/2012
Attualità - I danni del ciclone Athos ammonterebbero a 40 milioni, convocata conferenza sindaci

Emergenza agricoltura, Dipasquale prende l´iniziativa

La delibera di stato di calamità è stata consegnata dal presidente della provincia all’assessore regionale D’Antrassi per i gravi danni subiti dal settore agricolo e zootecnico della provincia di Ragusa senza un intervento di sostegno straordinario aggraverebbe la crisi del settore agricolo
Foto CorrierediRagusa.it

Nello Dipasquale prende l’iniziativa e convoca una conferenza dei sindaci per dare risposte soprattutto al comparto agricolo alla luce dei danni del ciclone che si è abbattuto sulla provincia lo scorso fine settimana. Il sindaco di Ragusa ha chiamato al suo fianco ha chiamato Michele Lonzi, ex capo dell´Ispettorato agrario provinciale e più volte braccio destro di diversi assessori regionali all´Agricoltura e l´ex sindaco di Vittoria Francesco Aiello per individuare le soluzioni giuste per arrivare ai finanziamenti a sostegno del comparto.

«Quando c´è un fatto straordinario – dice Nello Dipasquale – l´approccio non può che essere straordinario. Qui c´è stato un uragano di primo grado e, quindi, serve una risposta adeguata. Il Comune ha difficoltà ad affrontare un evento non ordinario». Il sindaco dà atto all´Ispettorato agrario di essersi mosso in modo tempestivo, «ma – sottolinea – ancora non sappiamo quali sono i provvedimenti che si intendono portare avanti. Se la risposta – avverte – non è immediata, concreta e rapida rischiamo di cancellare molte aziende della nostra provincia».
Intanto, il Comune ha fatto i conti dei danni che ha subito direttamente. si tratta di qualcosa come 654.500 euro complessivi. E questi soldi in cassa non ci sono per avviare le necessarie riparazioni. Ad aver subito i danni maggiori è il cimitero centrale (160 mila euro); poi, ci sono gli stabili comunali, compreso Donnafugata (100 mila euro). Delicata anche la situazione di impianti sportivi e palestre, i cui danni ammontano a 84 mila euro; poco più elevati quelli del verde pubblico. Altri 65 mila euro servono per sistemare le scuole e 40 mila per le strade. Le altre somme si riferiscono ai danni subiti dagli edifici di edilizia residenziale pubblica, teatro tenda, pubblica illuminazione, impianti di adduzione, sollevamenti idrici; casa protetta degli anziani e il foro boario.

Dice ancora il sindaco di Ragusa: «La priorità sono le imprese e per questo motivo convocherò per mercoledì prossimo la conferenza dei sindaci per fare il punto della situazione a livello provinciale. Possiamo fare anche un´assemblea per mettere a punto delle proposte da suggerire all´assessore D´Antrassi, che si è preso venti giorni di tempo e, quindi, dovrebbe darci una risposta entro i primi giorni di aprile».

La conta dei danni parla di quasi 40 milioni di euro. Buona parte dei quali si registrano in agricoltura perché, ammonisce Francesco Aiello, «La serricoltura è uno dei settori più colpiti». Quindi, nel dettaglio, spiega che «c´è l´obbligo dell´assicurazione, ma in provincia le assicurazioni non coprono le serre tradizionali, che sono l´80%. E queste vanno aiutate». Per Michele Lonzi la strada da battere è quella dell’Unione Europea e dei fondi comunitari ma bisogna sbrigarsi perche centinaia di aziende rischiano di chiudere bottega.

L´iniziativa della amministrazione provinciale

La delibera della Giunta Provinciale sulla dichiarazione dello stato di calamità è stata consegnata personalmente dal presidente della Provincia Franco Antoci all’Assessore regionale alle Risorse Agricole Elio D’Antrassi, a Ragusa per incontrare nella sede dell’Ispettorato Provinciale Agrario i rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni professionali di categoria.

E’ stata la Giunta Provinciale presieduta da Franco Antoci, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico Enzo Muriana, a dichiarare lo stato di calamità naturale per i danni provocati dal ciclone Athos che ha imperversato sulla provincia di Ragusa dall’8 al 10 marzo, provocando innumerevoli danni al territorio provinciale. In particolare i maggiori danni per la violenza del ciclone Athos si sono verificati nella fascia costiera che va da Acate sino ad Ispica dove insistono prevalentemente le coltivazioni dei prodotti orticoli in serra e a campo aperto, mentre, le forti piogge che hanno flagellato la provincia di Ragusa per più di 24 ore hanno provocato l’ingrossamento del fiume Dirillo, causandone in alcuni tratti l’esondazione con il conseguente allagamento dei terreni dallo stesso fiume attraversati e che ha comportato la chiusura della s.p. n. 31 Scoglitti-Alcerito.

La dichiarazione dello stato di calamità naturale viene chiesta altresì perché i gravi danni subiti dal settore agricolo e zootecnico della provincia di Ragusa senza un intervento di sostegno straordinario aggraverebbe la crisi del settore agricolo già particolarmente colpito dall’attuale congiuntura economica, pertanto, si fa appello alla Regione Siciliana affinché per gli ingenti danni provocati dall’ondata di maltempo dell’ultimo week-end si provveda al riconoscimento dello stato di calamità naturale e al conseguente stato di emergenza.


L´INTERESSE
15/03/2012 | 8.03.04
condor

SONO DACCORDO CON BIAGINO , L´INTERESSE VIENE SOLO ORA,DOPO TUTTO QUELLO SUCCESSO X CALAMITà´ MA CHE GIà SIAMO STATI ABBANDONATI DA DECENNI DAI POLITICI SIA LOCALI E NON MI SEMBRA PIù EVIDENTE DELL´EVENTO STESSO.ORA è SOLO IL MOMENTO DI PRENDERSI I BENEMERITI DI QUALCHE COSA CHE SI EVIDENZIA DA SOLO E FARE CAPIRE CHE TRAMITE QUALCHE POLITICO SI è FATTO QUALCHE COSA E OTTURARE LA BOCCA A QUALCHE AZIENDA DANDOGLI SOLO UNA MANGIATA DI PASTA COME AL SOLITO E POI CI PARLANO DI MODERNIZZARE LE NOSTRE AZIENDE PORTATE PRIMA ALLO SBANDO X I NOSTRI POLITICI DEL MENGA. MA SE NE SALVASSE UNO ,TUTTI UGUALI .ORMAI SIAMO OBBLIGATI A CHIUDERE E POI CI PARLANO DI SACRIFICI QUESTI LADRI AUTORIZZATI......


Cicloni
15/03/2012 | 4.38.58
biagino

Non si sa se i danni provocati dal ciclone Athos siano superiori a quelli provocati da una classe politica incapace e dedita solo a lucrare prebende, come quella di questa provincia, per cui alla dichiarazione di stato di calamità naturale occorrerebbe aggiungere la dichiarazione di stato di calamità politica...