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RAGUSA - 08/03/2012
Attualità - Analisi choc del dirigente Sert delle dipendenze patologiche

Oltre un milione euro al giorno bruciati al gioco d’azzardo

Pippo Mustile non si rassegna contro quella che chiama «la nuova moderna droga». E avverte: «Lo Stato non si può rendere responsabile di tale «disastro sociale»
Foto CorrierediRagusa.it

Gioca senza esagerare, recita sottovoce lo spot televisivo, quasi manifestando un senso di colpa per avere un secondo prima pubblicizzato urlando ogni sorta di lotteria che invita gli italiani a diventare milionari.

Basta fare un giro per bar e tabaccherie delle nostre città a qualsiasi ora del giorno per rendersi conto che il vizio del gioco tiene la società sotto scacco. Prevalentemente donne, dai 30 anni in su. Grattano per vincere in continuazione, investono nel gioco del lotto, ma soprattutto si mimetizzano dietro i separè per non dare all’occhio mentre infilano monete dentro le macchine mangiasoldi nella speranza di ricevere il pieno di euro. Sono nervose, hanno paura che qualche conoscente le veda, ma è più forte di loro, il vizio prevale, e giocano, giocano all’infinito fino all´ultimo euro che hanno in tasca.

«Possiamo stare tutti zitti e muti ad aspettare che la nostra società- scrive Pippo Mustile- già in cattive condizioni, si disfi rincorrendo il mito del cambiamento magico sbandierato dalle emittente televisive nazionali, dai giornali e da internet, che il gioco promette?

Possiamo fare finta che non sta accadendo che i cittadini tutti i giorni si giocano, in questa provincia, più di 1 milione di euro, soldi che vengono «prelevati» dalle già povere economie di molte famiglie che sono in gravissime difficoltà?»

Mustile risponde ai suoi stessi interrogativi: «Invece dobbiamo alzare la testa e protestare civilmente verso un sistema che ci sta stritolando. Si gioca con le speranze, con il futuro, ammiccando in modo vergognoso verso una prosperità che non esiste e seducendo i cittadini, sicuramente quelli più vulnerabili, associandoli ad un progetto distruttivo e senza prospettive. Si sono spesi in giochi legali in Italia nell’anno 2011, 76 miliardi di euro».

Eppure chi ci dice di giocare ci ammonisce a fare in modo di «giocare responsabilmente» «Non basta – afferma Mustile- dire solo gioca responsabilmente, perché chi è prigioniero del gioco non sa cosa è la responsabilità ed il controllo. L’impulso a vincere, l’estasi del gioco fa entrare sempre più persone in uno stato di trans che annulla tutte le resistenze e le protezioni individuali. Lo Stato non si può rendere responsabile di tale «disastro sociale» e deve prendere dei provvedimenti importanti per contenere nel più breve tempo possibile una delle più gravi epidemie comportamentali nei cui confronti, quello che è successo negli anni ottanta con l’eroina, sembrerà tra qualche mese una piuma al vento».

Mustile invita gli enti locali, le istituzioni, le associazioni di volontariato, «a darci una mano per lanciare messaggi protettivi rispetto a tanti cittadini che, a mio avviso, sono vascelli alla deriva».