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RAGUSA - 01/03/2012
Attualità - Domenica prossima il congresso provinciale delle Acli rinnova i quadri direttivi

Congresso Acli, analisi su crisi economica e politica

Il presidente Rosario Cavallo: «Dobbiamo ritrovare il significato dello stare insieme». Prevista la partecipazione del vescovo Paolo Urso
Foto CorrierediRagusa.it

«La crisi che stiamo vivendo nel nostro Paese non è soltanto politica o economica. E’ in crisi, prima di ogni altra cosa, il significato del nostro stare insieme. E per questo dobbiamo trovare una via d’uscita da questa fase di stallo». Lo dice Rosario Cavallo (foto), presidente provinciale delle Acli di Ragusa, nel presentare il 23esimo congresso che si terrà domenica 4 marzo a Villa Di Pasquale.

«Rigenerare comunità per ricostruire il Paese. Acli artefici di democrazia partecipativa e buona economia» è il tema su cui si confronteranno i cinquanta delegati che, dopo quattro anni, saranno chiamati ad eleggere i componenti del Consiglio provinciale delle Acli che, successivamente, eleggeranno il nuovo presidente e i nuovi membri della presidenza. L’appuntamento, a partire dalle 9,30, vedrà la presenza di Pasquale Orlando, esponente nazionale della Fap Acli, chiamato a presiedere il congresso. Ci sarà anche il presidente regionale delle Acli, Santino Scirè. Ha assicurato la propria partecipazione il vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso.

Sono stati invitati ad intervenire i rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e della deputazione locale. «Rigenerare la comunità – aggiunge il presidente uscente Cavallo – è il presupposto di qualsiasi cambiamento successivo. Un’organizzazione come la nostra, profondamente radicata nel territorio, con molteplici spazi di condivisione e di incontro con le persone, è chiamata a svolgere in questi luoghi un compito difficile ma assolutamente fondamentale: non solo gestire attività e servizi ma offrire senso, interpretazioni della realtà, ragioni di convivenza, prospettive di futuro. Ecco perché anche da una piccola realtà del Sud Italia come quella della provincia di Ragusa possiamo fornire il nostro contributo a ricostruire il Paese. Un compito senz’altro ambizioso ma è anche una responsabilità cui nessun cittadino o soggetto sociale può sottrarsi».

Convocato ogni quattro anni, il congresso provinciale è la tappa intermedia che, dopo l’appuntamento regionale, traghetterà i delegati al congresso nazionale che rappresenta il momento centrale nella vita democratica di una delle più grandi organizzazioni del sociale in Italia, con quasi un milione di iscritti, ottomila strutture territoriali, una presenza radicata anche fuori dai confini nazionali.