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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 752
RAGUSA - 01/03/2012
Attualità - Le vergogne di Ragusa dopo le celebrazioni

La Zona artigianale nel degrado ambientale

Il consigliere Idv Iacono denuncia lo stato di abbandonato di siti celebrati durante l’inaugurazione
Foto CorrierediRagusa.it

Titoli di giornali, enfasi, autocelebrazioni. Dopo qualche anno il nulla. Ecco come si presenta Ragusa dopo le feste e inaugurali. Ecco le inaugurazioni del nulla in tutti questi anni di sindacatura Dipasquale! A comprova di ciò che dice, Giovanni Iacono, capogruppo di Idv alla Provincia, esibisce delle prove fotografiche, che immortalano la zona artigianale della città (nella foto).

Grandi titoli. Grandi enfasi. Grandi autocelebrazioni. Ancora più grandi i «trombettieri»! Inaugurazioni che poi ricadono sulla testa e sulle tasche della collettività. In questi giorni ci viene ricordata l’inaugurazione con il botto del porto di Marina di Ragusa, con tante belle e romantiche lucine blu; peccato che, incredibilmente, il project financing già all’atto dell’inaugurazione richiedeva altre decine di milioni per il «rafforzamento della mantella di ponente». Ovviamente ci spiegheranno che «è normale « e i «cattivi» siamo noi!"

Dal porto alla zona artigianale, lo zoom di Iacono mostra lo stato vergognoso di come si trova oggi la zona. «Quasi due anni fa nella zona artigianale a Ragusa venne inaugurato il centro direzionale, anche allora grandi parate e grandi promesse: «Una delle prime cose che ho fatto è stata quella di mandare le ruspe per ripulire tutta l’area delle sterpaglie. Abbiamo realizzato interventi per migliorare la viabilità della zona artigianale e il decoro del sito». Così si espresse il sindaco nel mese di aprile del 2010. Gli fece eco l’assessore del tempo: «Vogliamo che la zona artigianale sia una realtà viva e pienamente operante». Le immagini allegate, di pochissimi giorni fa, forniscono un quadro auto-esplicativo dello stato di abbandono della zona artigianale di Ragusa. Con tante sterpaglie, con le strade ridotte a crateri, con i marciapiedi incompleti e con le aziende che ancora attendono la metanizzazione e sono costrette, per le loro attività, ad acquistare e trasportarsi in continuazione le bombole di gas. Purtroppo le trombe possono fare le serenate ma non le strade!».