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RAGUSA - 27/02/2012
Attualità - L’appello era partito dalla comunità di diportisti del porto turistico di Marina di Ragusa

Tassa imbarcazioni: emendamento per l´abolizione

L’emendamento, presentato con il supporto anche di altre associazioni di categoria, ha già ottenuto un ampio sostegno da parte di numerose forze politiche

Sta trovando un suo percorso parlamentare l’emendamento proposto da Assomarinas, associazione dei porti turistici italiani partner di Ucina e Federturismo, per ottenere dal Governo Monti la modifica della tassa di stazionamento per le imbarcazioni. L’emendamento, presentato con il supporto anche di altre associazioni di categoria, ha già ottenuto un ampio sostegno da parte di numerose forze politiche.

Si fa appello ai parlamentari di Camera e Senato affinché sostengano il cambiamento delle previsioni previste all’interno del decreto sulle liberalizzazioni. L’emendamento propone l’inserimento di nuove misure a tutela della filiera della nautica da diporto all’interno della legge 214 del 22 dicembre 2011. Due gli obiettivi da raggiungere: modificare gli importi della tassa annuale prevista per le imbarcazioni superiori ai 10 metri e abolire la tassa per le imbarcazioni appartenenti a turisti stranieri.

Le tariffe annue previste dovrebbero andare da un minimo di 800 euro (per le barche superiore a 10 metri) ad un massimo di 25 mila euro (in quest’ultimo caso per le unità con scafo di lunghezza superiore ai 64 metri). Per favore il diportismo italiano ed evitare l’allontanamento dei turisti stranieri, l’emendamento propone di modificare il comma 7 dell’articolo 16 della normativa vigente con la seguente dicitura: «La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità che costituiscano bene strumentale di aziende di locazione e noleggio, incluse quelle di cui alla legge 8 luglio 2003 n.172».

La proposta avanza anche un’indicazione circa l’uso delle somme raccolte attraverso il pagamento della tassa: «Le entrate derivanti dalle tasse sono destinate per lo 0,75% annuo all’istituzione e funzionamento del registro telematico delle imbarcazioni e navi da diporto e per lo 0,25% annuo al finanziamento di un fondo per lo studio dei fenomeni economici, occupazionali e turistici della nautica da diporto ai fini del relativo sviluppo del settore. Tale fondo è istituito, a decorrere dal 2013, nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico e le risorse per l’attuazione delle relative finalità sono assegnate secondo criteri che saranno stabilite con decreto ministeriale».

Proprio dalla folta comunità di diportisti stranieri presente negli ultimi mesi al porto turistico di Marina di Ragusa, era stata redatta una lettera-appello indirizzata al Governo Monti per chiedere la non applicazione della tassa. I diportisti stranieri avevano rilevato che «la tassa prevista sarebbe un onere finanziario inaccettabile con l’inevitabile conseguenza che molti proprietari di imbarcazioni lascerebbero le acque italiane e sarebbero scoraggiati dal visitare l’Italia». Già lo scorso 12 gennaio durante la protesta nazionale che si è svolta a Trieste sono emersi alcuni dati preoccupanti che evidenziavano le scelte di migliaia di diportisti stranieri presenti nei porti turistici italiani. A seguito della previsione della tassa di stazionamento in molti hanno deciso di sottoscrivere nuovi contratti presso strutture francesi e croate.