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RAGUSA - 26/02/2012
Attualità - Conferenza nazionale sull’amianto, mille partecipanti all’appuntamento di Ragusa

Allarme amianto: la Prefettura predispone tavolo di monitoraggio

«L’amianto: un pericolo mortale sconosciuto»
Foto CorrierediRagusa.it

Un forte grido d’allarme. E, al contempo, di denuncia. Lo hanno lanciato, tutti assieme, i mille partecipanti alla conferenza nazionale, tenutasi a Ragusa sabato mattina, avente per tema «L’amianto: un pericolo mortale sconosciuto». Il presidente del comitato provinciale Ona di Ragusa, Salvatore Occhipinti, aprendo i lavori dell’appuntamento, preceduti dalla visione del docufilm «Lamiantu» della regista Nadia Tumino, ha detto a chiare lettere che «quello di oggi è soltanto l’inizio. Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere, con la forza che ci deriva dai nostri iscritti e di tutta la gente che ha voluto unirsi, lungo il cammino, assieme a noi nel portare avanti questa complessa battaglia, una mappatura delle aree a rischio sul territorio provinciale, su quello dei vari comuni.

L’amianto, purtroppo, è dappertutto. Non vogliamo fare terrorismo. Ma occorre che si prenda coscienza di un problema molto pesante e che per anni è stato sottovalutato. Noi abbiamo lanciato la nostra pietra nello stagno, e continueremo a farlo anche nel prossimo futuro. Ora, però, tocca alla politica intervenire, fare sentire che c’è, con l’adozione di atti e provvedimenti che possano servire a rendere meno complessa la convivenza con questo difficile killer. L’avvio di azioni di bonifica mirate è ormai indifferibile. Serve selezionare i siti e conoscere in che modo, per legge, si deve intervenire. Inoltre, ribadiamo che sono seicento, nell’area iblea, i lavoratori dichiarati esposti all’amianto e che non godono di alcuna sorveglianza sanitaria. Una questione di una gravità inaudita. Anche perché l’incubazione del tumore da amianto può andare avanti per anni».

Alla conferenza, i cui lavori sono stati moderati dal giornalista Rai Angelo Di Natale, era presente anche il presidente nazionale dell’Ona, Ezio Bonanni, che ha comunicato di essere stato ricevuto, appena mercoledì scorso, dal ministro della Salute, circostanza che serve ancora di più a scuotere ulteriormente le coscienze su un fenomeno di cui non si parla mai abbastanza, anche alla luce dei procedimenti giudiziari collettivi avviati in tutta Italia. «Da Ragusa e Siracusa – ha aggiunto Bonanni – sono partite le denunce penali per omicidio volontario con dolo eventuale a carico di Eternit Siciliana, la fabbrica di Siracusa.

E’ la prosecuzione logico-giudiziaria delle storie raccontate nel docufilm a cui abbiamo assistito». Il direttore dello Spresal dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Miceli, ha chiarito che «allo stato attuale, quello su cui bisogna puntare è la prevenzione dei lavoratori esposti all’amianto. C’è anche un problema – ha proseguito – di protezione della collettività visto che è presente molto amianto disperso sul territorio. Per cui dobbiamo agevolare i sistemi di bonifica dei siti. Ad occuparsene saranno di certo dei lavoratori e su questi dobbiamo vigilare per garantire loro il massimo della protezione nel pieno rispetto delle norme».

Il presidente nazionale dell’Associazione italiana oncologia medica, Carmelo Iacono, si è invece soffermato sulla differenza tra la prevenzione primaria, che deve evitare l’esposizione all’amianto, e la prevenzione secondaria, che deve puntare alla diagnosi precoce. «Per quanto riguarda il mesotelioma maligno – ha spiegato Iacono – una diagnosi precoce è difficilissima. Gli strumenti che abbiamo a disposizione non hanno la specificità necessaria per poterlo fare. L’unica indagine è una Tac ma non possiamo certo sottoporre a un carico eccessivo di radiazioni tutta la popolazione. Per cui la prevenzione maggiore può e deve arrivare dallo stesso paziente chiamato a non sottovalutare alcun sintomo». Dei contenuti della legge 257 del 2006 e delle azioni di vigilanza hanno invece parlato Giorgio Stracquadanio e Giuseppe Di Noto, rispettivamente responsabile e funzionario dell’Inail di Ragusa.

«Per quanto riguarda la vigilanza – hanno sostenuto – siamo in prima linea, dalla prevenzione alla stipula dei patti territoriali. Ma non solo. Ci muoviamo sempre più spesso anche per parlare del fenomeno e fornire indicazioni che tendono a prevenire più che a curare». L’assemblea si è chiusa con la comunicazione di un tavolo che la Prefettura di Ragusa intende istituire assieme ai rappresentanti dell’Ona per gettare le basi su un’azione di monitoraggio che, ad ampio raggio, possa interessare tutto il territorio provinciale.