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RAGUSA - 06/02/2012
Attualità - La crisi erode i bilanci anche di ceti insospettabili

Nel ceto medio i nuovi poveri secondo i dati Caritas

Domenico Leggi ha riportato i dati dei tre centri d’ascolto di Ragusa, Vittoria e Comiso

Famiglie sempre più in difficoltà. La crisi erode i bilanci anche di ceti insospettabili, non solo della fascia meno abbiente ma aggredisce anche quelli della fascia media. L’Osservatorio povertà della Caritas di Ragusa registra questa tendenza nel 2011 e la tendenza continua anche in questo inizio anno.

Il direttore della Caritas diocesana, Domenico Leggio, ha riportato i dati dei tre centri d´ascolto di Ragusa, Vittoria e Comiso, che hanno assistito oltre 400 nuclei familiari nell´ultimo trimestre dell´anno scorso, con un aumento del 30 per cento (320 nuclei familiari assistiti) rispetto al 2010. Gli interventi sono più che raddoppiati, ben 712 nell´ultimo trimestre 2011.

«I principali destinatari dei nostri interventi – dice Leggio – non sono gli immigrati, ma nuclei familiari di origine italiana, che rappresentano oltre il 75 per cento dei nostri assistiti, mentre erano il 58 per cento nello stesso periodo del 2010. Se si guarda ai dati del 2009, l´aumento complessivo supera il 40 per cento».

Guardando nel dettaglio i dati emerge che le difficoltà occupazionali sono al primo posto, con 141 casi contro gli 80 dello stesso periodo dell´anno scorso. Ci sono anche i problemi economici, con 158 casi; quelli familiari con 85 e le problematiche abitative con 35 casi. Le famiglie (800-900 persone del 2010, oltre duemila nello stesso periodo 2011) sono in difficoltà anche i servizi materiali (quasi 400 casi), per le spese d´istruzione, bollette e abitazione (247).

«Diverse persone si rivolgono alle nostre strutture anche solo per essere ascoltati e sostenuti moralmente, in una situazione ogni giorno più critica – spiega Domenico Leggio – mentre, nell´ottica di una rete di servizi allargata e sempre più vicina ai bisogni delle persone, abbiamo potenziato il coinvolgimento con altri enti pubblici ed organizzazioni no profit che operano sul territorio, in netto aumento con ben 52 enti interessati nel prendersi carico dei bisogni delle famiglie». La Caritas sostiene dunque non solo materialmente ma anche moralmente le famiglie dando loro ascolto con un atteggiamento di vicinanza di sensibilità che sempre più diffusamente è apprezzato.

Dice il direttore della Caritas: «Tre sono gli aspetti più preoccupanti: innanzitutto il lavoro e la necessità di sostenere le famiglie in difficoltà. Un aspetto che si lega anche alla disoccupazione giovanile, in netto aumento. La diocesi ha già attivato progetti specifici che spesso non bastano. Il terzo aspetto riguarda il disagio mentale che segue la crisi economica. Le persone rischiano di crollare sotto il peso delle difficoltà, interessando a catena tutto il sistema economico e sociale del territorio ibleo».

Nella valutazione di Domenico Leggio, tuttavia, dalla crisi si esce con una rivoluzione innanzitutto morale come ha ricordato nella sua pastorale il vescovo Paolo Urso: «E’ necessario cambiare lo stile di vita, improntandolo alla sobrietà piuttosto che agli sprechi. Anche perchè la famiglia che accede facilmente al sistema creditizio, per mantenere uno stile di vita elevato, rischia di non poter far fronte ai debiti, con una situazione finale molto peggiore rispetto al previsto. E’ necessario inoltre investire sul sociale, creando vere opportunità di lavoro per i giovani.