Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1635
RAGUSA - 04/02/2012
Attualità - Il rapporto della Dia al parlamento sulle attività criminali nel 2011 in provincia

Crescono estorsioni ed incendi, giù usura e prostituzione

Le rapine nel periodo preso in esame sono passate da 58 a 54, i danneggiamenti da 590 a 560

Aumentano estorsioni ed incendi. Nel rapporto della Dia, Direzione Investigativa Antimafia, è stato fotografato il contesto della provincia per quanto riguarda l’attività criminale ed i reati consumati. La zona ipparina si conferma la più esposta alle infiltrazioni malavitose ed in particolare Vittoria. Qui infatti, riferisce il rapporto della Dia, oltre alla residuale attività del clan Dominante Carbonaro si registra anche la presenza attiva della famiglia Piscopo facente capo a Cosa Nostra.

Nel primo semestre del 2011 i dati parlano chiaro; a Ragusa e provincia sono aumentante le estorsioni, l’associazione a delinquere e l’associazione a delinquere di tipo mafioso; in crescita anche incendi, contraffazione di marchi di prodotti industriali e l’associazione per spaccio di stupefacenti. In calo invece le rapine, i danneggiamenti e lo sfruttamento della prostituzione, l’associazione per traffico e produzione di stupefacenti. Le rapine nel periodo preso in esame sono passate da 58 a 54, i danneggiamenti da 590 a 560.

Praticamente azzerati i reati legati al mondo della prostituzione così come non ci sono stati reati legati all’usura. Gli attentati sono stati due così come nello stesso periodo dello scorso anno. Le operazione «Rewind» della Polizia nel febbraio del 2011 con 39 persone coinvolte tra arrestati e denunciati e «Coast to Coast» in Aprile eseguita dai Carabinieri con 19 arresti sono state citate nella relazione della Dia che il ministro dell’Interno Cancellieri ha presentato al Parlamento.