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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 884
RAGUSA - 20/01/2012
Attualità - Mariano Ferro e Pippo Richichi hanno idee diverse sul come andare avanti nella protesta

Protesta "Forza d´urto" sospesa solo a metà

Tensione altissima agli imbarcaderi di Messina ed ai caselli autostradali di Catania dove i blocchi continuano
Foto CorrierediRagusa.it

I Forconi hanno sospeso, ma solo a metà, la protesta dopo quasi sei giorni di presidio delle maggiori vie di comunicazione in Sicilia. La sospensione parziale della protesta è stata annunciata dal leader del movimento Mariano Ferro con una dichiarazione all’Ansa : «Non si puo´ mettere in ginocchio piu´ di quando gia´ lo e´ la Sicilia, non era questo il nostro obiettivo. ´La protesta non finira´ ma la lotta si trasferira´ a Roma".

La notizia ha subito raggiunto i presidi tuttora permanenti in tutta la Sicilia dove la decisione di Mariano Ferro è stata accolta con qualche disappunto. Molti tuttavia sono decisi, come annunciato da Mariano Ferro, di continuare spostando l’obiettivo a Roma. La situazione nelle prossime ore tornerà gradtamente alla normalità;, sicuramente da lunedì quando riapriranno a pieno regime fabbriche, negozi e tutte le attività imprenditoriali forzamente a basso regime in questi giorni.


L´iniziativa della deputazione iblea

A tappe forzate per dare risposte ai manifestanti di "Forza d´urto. l´iniziativa l´hanno presa all´unisono i parlamentari della provincia che hanno incontrato i rappresentanti del movimento "Forza d’urto" ed alcuni rappresentanti del mondo produttivo per affrontare la delicatissima questione della protesta in atto e delle gravissime ripercussioni che la stessa sta determinando sulle attività economiche siciliane.

Il leader del Movimento in Provincia di Ragusa, Aldo Bertolone, ha chiesto con forza la convocazione di una seduta straordinaria dell’Assemblea Regionale Siciliana per affrontare, con determinazione, le rivendicazioni di chi oggi è in piazza a protestare.

«Non c’è tempo da perdere, non è possibile aspettare l’incontro di mercoledì tra il Presidente Mario Monti e il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, – ha dichiarato Aldo Bertolone –, la situazione sta degenerando, l’Assemblea Regionale deve essere convocata, in seduta straordinaria, al più tardi nella giornata di domani».

La deputazione, condividendo le rivendicazioni dei manifestanti e le preoccupazioni delle imprese e delle famiglie siciliane, ha chiesto al Presidente dell´Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio di convocare una seduta straordinaria per domani, nonostante il giorno festivo, alla presenza di una delegazione del Movimento, per affrontare le problematiche evidenziate dai manifestanti e dare le prime risposte, nonché elaborare e votare un documento da sottoporre al Governo nazionale.

La protesta, in questo modo, si sposterà dalle piazze all’aula del Parlamento Siciliano, per cominciare un nuovo percorso finalizzato a trasformare in azioni concrete le giuste rivendicazioni manifestate dal Movimento, al quale si sono aggiunti tantissimi cittadini siciliani.

La giornata di sabato

Oggi sulle strade i siciliani hanno trovato ancora i presidi. Hanno cominciato a circolare i primi camion autocisterna che hanno rifornito alcuni distributori nella maggiori città delle varie provincie.

A Ragusa la scorta assicurata si è comunque subito esaurita visto l´assalto sin dall´apertura dei distributori ma la situazione dovrebbe migliorare nelle prossime ore. E´ confermato comunque che la protesta di Forza d’urto» andrà avanti almeno fino a tutto martedì per cui i disagi perdureranno ancora.

Tutto da verificare come risponderanno i 25 principali presidi di tutta l’isola, sei autorizzati e sette non autorizzati in provincia di Ragusa, anche se Mariano Ferro, leader dei Forconi a conclusione della riunione tenuta venerdì sera a Catania ha detto: «Allargheremo le maglie dei presidi, non vogliamo distruggere l’economia. La Sicilia si è schierata con noi e noi vogliamo qualcosa di concreto arrivati a questo punto. Siamo anche pronti a portare la nostra protesta a Roma perché vogliamo dei risultati. Al presidente Raffaele Lombardo chiediamo di incontrare subito il presidente del consiglio Mario Monti prima che sia troppo tardi, prima che non si riesca a fermare l’onda dei presidi che crescono ogni giorno di più».

Parole concilianti in qualche modo quelle di Mariano Ferro che lasciano trasparire una certa ansia per gli eventuali sviluppi del movimento. Da oggi dunque sarà data via libera alle derrate alimentari, ai prodotti petroliferi, ai generi di prima necessità. Sarà anche garantita la circolazione senza intralci notevoli al traffico soprattutto lungo le arterie principali dell’Isola. Resta tuttavia tutto da verificare alla luce dei fatti e il fine settimana sarà il banco di prova.

I siciliani dovranno comunque attendere almeno fino a mercoledì per un lento ripristino della normalità a meno che non intervengano fatti nuovi.

Da Palermo Raffaele Lombardo ha risposto ai Forconi: «Non voglio vendere fumo e sono sincero. La loro mobilitazione mi aiuta a chiedere con più forza ancora alcune agevolazioni fiscali per la Sicilia. Farò di tutto per incontrare Monti al più presto ma gli impegni europei tengono il Primo Ministro lontano da Roma. Per quanto mi riguarda mi posso impegnare per la Serit e la tracciabilità dei prodotti alimentari. Il resto non è di mia diretta competenza».

La giornata di Venerdì

E’ il caos. Nelle strade, nei presidi, nella stessa informazione che arriva dai leader della protesta. L’Aias conferma di sospendere lo sciopero degli autotrasportatori a mezzanotte ma subito dopo ribadisce di non poter garantire su quanto sarà deciso nei vari presidi. I forconi restano sulle strade e vanno avanti (foto Alessandro Cicciarella).

Si continua ad oltranza , o almeno fino a martedì; lo ha detto Mariano Ferro alla fine della riunione tenuta a Catania dalle varie sigle che ormai confluiscono tutte nel movimento «Forza d’urto». Cortei spontanei di studenti, autotrasportatori, casalinghe, agricoltori e pescatori sono promossi in tutta l’Isola e per i cittadini non ci sono certezze tranne quella più tangibile e dura da accettare che le pompe di benzina sono a secco ed è sempre più difficile fare la spesa dopo cinque giorni di blocco. Gli appelli alla ragionevolezza sono , almeno finora nel vuoto, anche se Mariano Ferro ha ribadito che i camion con gasolio e beni di prima necessità avranno il via libera per assicurare i rifornimenti alle strutture sensibili come gli ospedali.

La protesta appare intanto sempre più diffusa e trasversale e proprio per questo sembra non essere governata ma affidata alle varie realtà locali che agiscono sul territorio. Quella che poteva apparire come un allentamento della pressione sui presidi si è trasformata per i cittadini in un incubo possibile perché nel fine settimana sarà in sintonia con quanto è accaduto finora. I manifestanti da Palermo a Catania, Da Trapani a Ragusa non demordono perché hanno sentito che la pressione è al massimo e bisogna battere il ferro mentre è caldo, anzi caldissimo. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo ha annunciato che si recherà a Roma, dove incontrerà il presidente del Consiglio, Mario Monti, per avere una risposta alle richieste dei trasportatori. Ma chi è sulla strada non basta.

In tutta la Sicilia i disagi sono sotto gli occhi di tutti ed investono ogni settore: derrate alimentari che non arrivano, mercati chiusi, pesca bloccata, benzina in mote zone esaurita, autocmpaattori feermi, operai bloccati, impianti che lavorano a basso regime come nei poli petrolchimici. Se la proteesta voleva coinvolgere l´economia siciliana l´obiettivo è stato centrato anche se ora è arrivato il momento di fare sintesi ed arrivare ad una proposta credibile e condivisa dalla base che appare comunque sempre più in preda di spinte diverse da quelle originarie.

C´è insomma chi vuole creare il caos ad ogni costo e ad oltranza e la gestione della situazione proprio per questo può diventare difficile anche sotto il profilo dell´ordine pubblico.

Ivan Lo Bello, presidnete di Confindustria Sicilia, è entrato nel mirino dei manifestanti per le sue dichiarazioni su possibili infiltrazioni malavitose nel movimento. Ha detto Lo Bello: "Abbiamo prove chiare sul fatto che in molti blocchi e manifestazioni sono presenti esponenti riconducibili a Cosa nostra. Sappiamo che è così ad Augusta, a Lentini e dove le proteste sono più dure".
Parole chiare ed inequivocabili e materia di indagine da parte della Digos.

A tutela dei cittadini e dei consumatori è sceso in campo anche il Codacons che ha istituito il comitato denominato "Vittime dello sciopero". Dice Francesco Tanasi preidente nazionale del Codacons "Al termine del blocco l´associazione avvierà azioni legali in favore di tutte le vittime dello sciopero che abbiano, a vario titolo, subito dei danni in questi giorni e che decideranno di aderire al comitato". Chiesto al premier Monti anche lo stato di emergenza per la Sicilia.

La giornata di Giovedì

La nota saliente della giornata è stata la lunga riunione tenuta a palazzo D’Orleans con il presidente della regione Raffaele Lombardo ed i prefetti di Palermo, Umberto Postiglione, e di Catania, Francesca Cannizzo. Giuseppe Richichi dell’Aias è stato chiaro: «Continuiamo a stare sulla strada, nessun passo indietro rispetto al programma, ovvero protesta fino alla mezzanotte di venerdì».

Mariano Ferro dal suo canto ha annunciato: «Le proposte del presidente Lombardo non ci convincono ma decideremo insieme su altre ed eventuali forme di protesta».

Il presidente della Regione ha avanzato alcune proposte per alleviare i disagi dei manifestanti ma le misure strutturali reclamate dal movimento non possono essere immediate come reclama «Forza d’urto». Lombardo ha annunciato di avere disposto agevolazioni per le categorie da parte della Serit e della Crias e sul piano legislativo con un disegno di legge sul commercio.

Il presidente si è anche impegnato a contattare il presidente del Consiglio Mario Monti per un incontro al fine di discutere delle possibili agevolazioni per i vari comparti ed in particolare per abbattere le accise su benzina e gasolio. Il presidente ha informato Mariano Ferro ed i 24 rappresentanti del movimento che hanno partecipato all’incontro che la Crias, presieduta dal ragusano Rosario Alescio, ha autorizzato l´approvazione delle prime 76 richieste di finanziamento agli autotrasportatori per complessivi 2,46 milioni di euro, somme che dovrebbero essere già in pagamento nei prossimi giorni. Il finanziamento fa riferimento ad un fondo di 15 milioni di euro istituito dalla Regione per sostenere il credito e gli aiuti agli investimenti.

Difficile dire al momento se queste anticipazioni e gli impegni a medio e lungo termine soddisferanno la base del movimento che appare compatta nella protesta ma che dovrà pur confrontarsi con la realtà.

Intanto i siciliani sono ormai alle strette sicuramente per quanto riguarda le scorte di benzina. I distributori sono chiusi e ci si arrangia come si può soprattutto nelle grandi città ma anche nelle zone periferiche la situazione è molto precaria e si attende ormai la mezzanotte di domani quando la protesta, almeno per questa settimana dovrebbe concludersi. Poi si aprirà un altro capitolo.

L´evoluzione della protesta:

Tutta l’attenzione è su Palermo. I presidi crescono nell’isola ed i disagi per la popolazione della maggioranza delle provincie siciliane aumentano. In molte zone le pompe di benzina sono chiuse, Catania innanzitutto, alcune materie prime scarseggiano perché nei presidi non si lasciano passare innanzitutto i camion con le derrate alimentari.

La situazione più critica è segnalata a Lentini sulla Ragusa Catania dove il presidio istituito ha fermato i mezzi che trasportano il latte alle centrali di Catania. Catania e Palermo sono con i porti bloccati ed anche a Messina ci sono problemi agli imbarcaderi. Anche in periferia, fuori dalle aree metropolitane i manifestanti non demordono ed anzi hanno acquistato maggior fiducia da un sostegno che cresce, da adesioni che si diffondono. I mercati in provincia di ragusa, Scicli, Vittoria, S. Croce, Donnalucata, sono fermi, le attività commerciali soprattutto nel modicano hanno subito un considerevole rallentamento, cortei spontanei intasano i centri urbani; il movimento insomma è in piena attività ed arriverà compatto al traguardo fissato della mezzanotte di venerdì che si è dato come sospensione della protesta.

Novità tuttavia dovrebbero arrivare dall’incontro che si tiene in tarda mattinata alla Presidenza della Regione. Raffaele Lombardo incontra i leader di Forza d’urto e dell’Aias ed allo stesso tavolo siederanno anche i prefetti delle due aree metropolitane, Palermo e Catania. Mariano Ferro non sa prefigurare l’esito dell’incontro ma conferma che ribadirà le richieste che sono alla base della protesta. «Forza d’urto – dice - è diventata una cosa seria, se ne prenda atto». Mariano Ferro sa che deve uscire dall’incontro con Lombardo con un minimo di concessioni per dare speranze e fiducia a quanti lo hanno seguito, ma sa anche che è difficile. Incanalare la protesta dopo quattro giorni sulle strade, con la stanchezza alle spalle dei manifestanti, è il compito più difficile di Forza d’urto.

I margini di manovra sono infatti molto ristretti perché Raffaele Lombardo non ha molte risposte da dare e deve sperare in una presa di coscienza da parte del governo Monti. Ieri la questione siciliana è arrivata anche a Montecitorio quando l’onorevole Pippo Gianni ha rivolto una interrogazione urgente al governo ed ha posto in modo anche brutale i termini della questione.

Che il blocco della Sicilia sia entrato nell’agenda nazionale è confermato dall’attenzione dei media nazionali, dagli inviati che sono arrivati in Sicilia per documentare la protesta. Sulle strade i manifestanti attendono oggi un segnale, perlomeno di speranza, di riconoscimento delle buone ragioni della loro lotta, ma non è detto che arrivino le risposte auspicate e soprattutto risolutive delle loro richieste.

ANCHE SANTA CROCE SI MOBILITA
di Federico Dipasquale

Anche la cittadina e le forze economiche locali si mobilitano aderendo allo sciopero degli autotrasportatori e del «Movimento dei Forconi». Fino a martedì erano stati solo i commissionari ortofrutticoli a dare un segnale dell’adesione allo sciopero tenendo abbassate le saracinesche dei vari box del mercato, secondo per volume di compravendite e movimentazione ortaggi a quello di Vittoria. Un presidio di produttori agricoli e operatori economici locali è stato creato proprio all’altezza del mercato ortofrutticolo, nell’area antistante la struttura.

La protesta però, sebbene compresa nelle sue motivazioni di fondo, continua a non essere condivisa, nella modalità e tempi, da associazioni di categoria e dal mondo politico locale. L’assessore allo sviluppo economico, fresco di nomina a vicesindaco, Giuseppe Pluchino, che è anche operatore del mercato, va giù duro sul modo e sui tempi attuali in cui si sta svolgendo: «In qualità di assessore allo sviluppo economico – esordisce Pluchino – esprimo la mia totale solidarietà al comparto produttivo ma questa forma di protesta non mi trova totalmente d’accordo nei modi e nei tempi della sua attuazione, considerando che, ancora una volta, i trasportatori con il loro fermo stanno paralizzando uno dei comparti più importanti e cioè il comparto dell’ortofrutta.

A tutto ciò si aggiunge – sottolinea Giuseppe Pluchino – la beffa di bloccare i mercati in una fase di ripresa dei prezzi dell’ortofrutta. Il fermo – prosegue – ci sta notevolmente penalizzando a tutto vantaggio della concorrenza straniera che non solo sta entrando sui mercati europei ma continuerà ad entrare e a bloccarci gli ingressi anche quando lo sciopero sarà finito. Occorreva bloccare semmai aeroporti e porti come quello di Gioia Tauro dove arriva tutta la merce ortofrutticola del nord Africa – è il commento dell’assessore Pluchino – e comunque focalizzare la protesta nei centri nevralgici della Nazione e delle istituzioni nazionali».

Le notizie che arrivano dai mercati del nord Italia dicono effettivamente che il prodotto spagnolo è già entrato e che si manterrà presente anche per le prossime settimane. La zucchina, causa anche la scarsa disponibilità dal Marocco, sta quotando 2 euro al chilo e si prevedono nelle prossime settimana contrattazioni per il pomodoro favorevoli alla penisola iberica.

Sotto la Fotogallery di Fabio Lavima e Alessandro Cicciarella sulle manifestazioni di Forza d´urto a Modica rispettivamente in via Sacro Cuore e sul viadotto Nino Avola.
Cliccate sulle foto per ingrandirle


Interviene l´onorevole Giuseppe Gianni
23/01/2012 | 12.16.08
leo

Come suggerito dall’onorevole Giuseppe Gianni la convocazione è urgentissima. Vanno trovate misure importanti in tempi estremamente brevi. La Sicilia merita una situazione stabile.*


il matematico
22/01/2012 | 19.59.56
condor

come siamo bravi a fare i conti, ma che ti aspettavi che subito ti rifornisero x uscire? io non sono rivoluzionario ma manefestante caro professore dei miei stivali se riluzione fosse stata sarebbe sussesso il finimondo, ma l´esperto sei tu non posso giudicare di certo io,vorrei vedere come tu porteresti una mobiltà x far valere qualcosa negata.te l´ho detto prima io ci ho rimesso di tasca ma tu hai solo la bocca e tu quello non puoi comprenderlo devi sperare che non scoppi la guerra e te ne accorgerai matematico da strapazzo


VANEGGIAMENTI SCONCLUSIONATI
22/01/2012 | 19.37.40
bartolino

CORRIERE DELLA SERA DI OGGI:
´Forconi, protesta sospesa ma restano
disagi e danni per circa 500 milioni´.

Mezzo miliardo di euro di danni per una regione ridotta allo stremo! Ecco il risultato concreto della ´rivolta´. Chi li paga?
E con quali prospettive? Ottenere, se va bene, 3-4 centesimi di riduzione sul prezzo dei carburanti!
Chi ha escogitato la brillante trovata di far pagare a tutti i siciliani le follie di questi mestatori? E cosa c´è dietro i malavitosi che li sostengono?
Quello di strumentalizzare il malessere sociale è un vecchio trucco.
Io sarei l´illuso? Il povero ´condor´, invece, è un ragionatore lucido, come si vede dai vaneggiamenti sconclusionati dei suoi infantili ´xchè´, raffinato stilista brufoloso di rivoluzionario da bar...


il disappunto
22/01/2012 | 18.11.09
condor

´bartolino , lo sai un detto di un bel film? SEI SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO ´POI DEL RESTO CHE COSA MI SAREI ASPETTATO DA TE SOLO PAROLE, GIà XKè CON PAROLE SIAMO SOLO BRAVI TI PREOCCUPI SOLO DEI DISAGI NON DEI TUOI DIRITTI, GIà XKè SONO ANCHE I TUOI, MA SICCOME GLI ALTRI TI SEMBRANO MOSCHE ,CERTO TU SEI GRANDE SPECIE CON PAROLE!! RIGUARDO A STIPENDIO IO IL MIO ME LO CERCO TU SE ,RIPETO SE CE L´HAI SEI FORTUNATO MA TIENILO FORTE CE NE ANCHE X TE POVERO ILLUSO DI COME STANNO ANDANDO LE COSE RIMANI A CASA A LEGGERE AL PC UN GIORNO TOCCHERà ANCHE A TE ! POVERETTO NON CHIEDERE AIUTO QUANDO SARà IL MOMENTO IO CI SARò MA NON SARò DI SICURO LI A CRITICARE DEI DISAGI CIAO ILLUSO


L´ennesima beffa
22/01/2012 | 2.14.44
vincenzo

E’ proprio cosi caro ferro…come posso accettare che fino a ieri parlavi
In un modo e oggi parli in un altro modo..come posso capirmi me
Stesso quando fino a ieri ti stimavo e ringraziavo e oggi sono molto
Deluso… e accettare che invece sei come loro… avevamo fatto
30 si stava facendo 31 per la prima volta e INVECE..come ti sei
Permesso a giocare con le famiglie della nostra terra,la protesta
Non era solo degli autotrasportatori e delle altre categorie ma del
Popolo cosa ben diversa…io sono un professore e mi hai beffato
Ma io non posso beffare i miei alunni cioe’ il nostro futuro, come
Li posso formare,quali ambizioni posso creare a questi ragazzi,
con la finzione? Troppo facile…sei ancora in tempo a fare il vero
passo indietro e cioe’ a fare quello che facevi fino a giovedi…e cmq
ormai siete tutti finiti e debellati stavolta avete veramente scherzato
con cose molto serie..se vuoi rispondimi 3381762648